Il sottosegretario ai giochi si presenta come l’uomo giusto

sottosegretario ai giochi si presenta come uomo giusto al momento giusto per risollevare il mondo del gioco

Il sentore che l’attuale Esecutivo possa davvero risolvere le problematiche del gioco pubblico e dei casino con slot sembra diventare realtà quando si riescono a sentire le parole del neo-sottosegretario al MEF con delega ai giochi, Federico Freni, che si espone con sempre più frequenza in occasioni pubbliche nei confronti del riordino dei giochi. In modo particolare, quando con la frase “Il Governo c’è ed è pronto ad agire con tutte le migliori intenzioni per dare al settore una regolazione stabile, omogenea e duratura” esprime le serie intenzioni dell’attuale Esecutivo ad intervenire: sicuramente ciò denota una approfondita conoscenza dell’argomento che attualmente riveste il più largo interesse per tutta l’industria del gioco ed anche una padronanza di tale criticità che è stata sempre “scomoda” per tutti gli Esecutivi che si sono succeduti dal 2017. Data fatidica dell’arcinota Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali che ha messo uno dei pochi punti fermi del settore, conclusasi con l’Intesa di cui si parla tutt’oggi ed alla quale fanno riferimento persino i Giudici dei vari TAR quando vengono chiamati a dirimere controversie tra operatori del gioco ed Amministrazioni Locali per l’applicazione delle famose Leggi Regionali “capestro”.

Federico Freni così fa scattare nella mente del mondo dei giochi la fiducia di avere un interlocutore preparato e che il medesimo sia arrivato al momento giusto nella vita del settore ludico quando si cerca disperatamente qualcuno che si accolli la responsabilità di mettere in campo il riordino nazionale che contempli veramente una regolamentazione stabile e trasparente che possa consentire ad un settore, considerato sino a qualche anno fa, la terza potenza economica del Paese, di recuperare il terreno perduto e, possibilmente, riesca a far ottenere alle sue attività commerciali l’occasione di riacquistare il proprio potere sul territorio e la tutela della legalità e sicurezza nei confronti dei cittadini. Quindi, Federico Freni, interlocutore giusto al momento più importante della vita del mondo ludico: il riordino nazionale del gioco metterebbe veramente il settore al posto che gli compete nella economia globale del Paese e pare che questo sia proprio il cammino che si augura Freni che si è trovato “una patata bollente” lasciata dal dimissionario, Claudio Durigon che pure aveva manifestato l’intenzione di prodigarsi per la riforma della regolamentazione del settore dei giochi.

La conoscenza delle criticità che oggi si muovono nel mondo ludico sono argomento che sembra interessare il nuovo sottosegretario che vorrebbe portare l’intero comparto dei giochi ad operare in “modo normale”. Cosa che, tra l’altro, lascia presupporre che sino ad oggi il settore non sia stato trattato come un “normale” settore di servizi, ma che essendo comparto scomodo sia stato sottoposto a considerazioni “particolari” come durante la pandemìa che lo ha visto subire imposizioni di chiusura totale per lunghissimo tempo. Considerazioni dirette sul settore, che se valutate con più obbiettività, e quindi con un occhio verso un settore normale cosa che il comparto del gioco d’azzardo pubblico dovrebbe senza dubbio essere, non avrebbero condotto l’intera filiera del gioco al disastro totale ed alla chiusura di tantissime piccole e medie imprese. È evidente che le potenti aziende di gioco, sostenute dal loro capitale e dalla loro forza commerciale, hanno potuto anche sopperire ai 300 giorni di chiusura che il comparto ha subito: ma le piccole e medie aziende, quelle magari a conduzione familiare, non hanno potuto fronteggiare un urto economico così rilevante.

Ed ecco, quindi, che ricompare l’aggettivo detto da Freni: gioco, un comparto che deve operare in modo normale. La stessa normalità e legalità che il gioco pubblico ha sempre invocato per le proprie imprese, voce che non è mai stata ascoltata durante il lungo periodo di lockdown che il Paese è stato costretto a subire a causa dello tzunami Coronavirus e che lo ha messo, ed alcuni settori in particolare, in ginocchio e tanti lavoratori in mezzo ad una strada. La normalità del settore ed il suo cammino commerciale sereno e legale oggi sembrerebbero essere l’obbiettivo che il sottosegretario Freni “si vuole imporre”, interessandosi per la messa a punto del riordino nazionale dell’intero settore. Può essere che la successione a Durigon, che era persona estremamente sensibile alle problematiche del mondo dei giochi e delle scommesse sportive, abbia influito su tali obbiettivi: ma si è quasi certi che questa esposizione che Freni ha dato delle sue intenzioni nei confronti della riforma della regolamentazione di tutto il gioco possa “essere farina del proprio sacco” e questo non può fare che piacere ed instillare la fiducia che ciò possa realizzarsi anche con una certa velocità.

Freni, quindi, “ci piace”, ed anche tanto, e “ci piace” anche sottolineare che per arrivare al riordino del settore ludico non solo ci vuole un Governo stabile ed ovviamente competente, serve anche avere un Parlamento disponibile a questa operazione e che sia attento alle singole problematiche del settore che sino ad oggi non sono state davvero prese in considerazione: anzi, si può dire che la politica da qualche anno, di fronte alle criticità del gioco “ha proprio girato la testa dall’altra parte” demandando alle Amministrazioni Regionali il “potere” di emettere quelle famose leggi che oggi sono diventate addirittura ingestibili. E con ciò forse anche “dimenticandosi” che spetterebbe allo Stato il decidere qualsiasi cosa che si riferisca alla sicurezza del territorio, dei cittadini, della legalità. Ora, se di fronte all’atteggiamento senza dubbio rilevatosi controproducente per tutto il settore ludico e del poker, il neo-sottosegretario Freni vuole fare in modo che l’attuale Esecutivo si esprima per avere un “gioco normale”, la cosa non può che aprire uno spiraglio grande per tutto questo mondo verso un futuro “normalmente vivibile” da tutte le sue imprese. E si ha la fiducia che si aprano altrettanti spiragli per l’intero Paese e, sopratutto, per tutti i settori e non soltanto per il gioco ovviamente.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 13 Novembre 2021 ore 18:00
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