Gioco d’azzardo legale italiano: Le realtà territoriali

gioco azzardo nelle realta territoriali della nostra penisola

Visto e considerato che il gioco italico, compresi i casino italiani, attualmente, non offre particolari novità a prescindere dalle continue diatribe per ciò che riguarda l’accettazione del Green Pass da parte del comparto, “ci piace” andare a curiosare in altre realtà territoriali per vedere come e se la pandemìa abbia influito magari diversamente sulle attività ludiche e come siano state affrontate le relative difficoltà. Ed, infine, anche per conoscere se vi siano già dei bilanci in relazione alla riapertura dei punti di gioco oppure previsioni di cambiamenti significativi messi in campo dagli operatori per migliorare la tutela dei giocatori per consentire loro di divertirsi con maggiore leggerezza. Quindi, uno sguardo oltre i nostri confini per avere qualche paragone con il quale confrontarsi, magari per “imparare” qualcosa di nuovo da altri Regolatori e, sopratutto, anche per vedere se il mondo del gioco “stia male ovunque”. Oppure se sia soltanto quello italico che non trova pace, fatica a ripartire, ed ha ritrovato il proprio popolo di giocatori notevolmente cambiato nelle sue scelte e nelle forme di intrattenimento.

È curioso, infatti, studiare le reazioni dei giocatori di realtà diverse dalla nostra e come abbiano affrontato e vissuto la pandemìa, ma anche come gli operatori esteri si stiano organizzando per effettuare eventuali cambiamenti sottolineando che la pandemìa sta condizionando tutti i settori e non soltanto il mondo dei giochi d’azzardo. “Ci piace” iniziare a curiosare in una relazione della Gambling Commissione del Regno Unito, Paese che quando si guarda al gioco è comunque sempre all’avanguardia visto l’ottimo rapporto in essere in tutte le diramazioni, politiche ed istituzionali, ma sopratutto sociali e di opinione pubblica. È un piacere per chi scrive, che ama il gioco d’azzardo in tutte le sue sfaccettature, sottolineare la qualità della posizione del gioco in quella specifica realtà. Il gioco britannico detiene una regolamentazione gestita in modo quasi perfetto, rispettato e socialmente utile: chissà se ci si arriverà mai in Italia a considerare il gioco un settore “normale” ed utile. Qualche dubbio senz’altro c’è, e senza fare sterile polemica.

Ma per ritornare alla relazione citata si vuole precisare che la stessa intende valutare l’andamento del gioco tra aprile 2020 (annus horribilis) e marzo 2021: un anno esatto con la pandemìa che svetta come deterrente per il gioco e le scommesse sportive. Ma dato che “non ci piace” tediare con cifre fredde il rendiconto britannico si può sintetizzare dicendo che vi è stato un calo per quanto riguarda il rendimento lordo di gioco rispetto ad aprile 2018-marzo 2019 con circa 22 milioni di adulti che hanno giocato, con una flessione di circa 25 milioni rispetto al 2019. Non si volevano “dare i numeri” invece si è quasi stati costretti a sottolinearli perché serve aggiungere che il gioco è in diminuzione rispetto al 2016. Cosa che invita a riflettere quanto sia importante che il lavoro di coinvolgimento tra i consumatori e l’industria continui ad essere più che vivo. Si deve ricordare che agli operatori del gioco online lo scorso 2020 è stato imposto un regime di conformità alquanto severo con un controllo più rigoroso sull’accessibilità e con verifiche attente sulle identità.

Ma anche un maggior incremento degli interventi di assistenza individuale sui giocatori onde evitare che vengano coinvolti nel gioco problematico, un maggiore controllo nella sicurezza online, la ricerca di ridurre i rischi già nella progettazione dei giochi ed, infine, la costituzione di una supervisione del LEAP, Lived Experience Advirosy Panel. Il regolatore ha anche messo in atto una strategia per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili ed interventi sull’area della lotta alla criminalità nonché un ulteriore intervento strategico per l’ottimizzazione dei ritorni “per buone cause” provenienti dalla National Lottery, gioco di lotteria. Dopo questa lunga dissertazione sul gioco del Regno Unito che “ci piace” spesso seguire perché ci attrae, ora si desidera passare alla Finlandia ed all’operatore Veikkaus, monopolista del gioco in Finlandia, che intende fare un intervento strategico sui limiti di perdita alle sue slot fisiche: l’intervento sembra interessante e potrebbe anche essere applicato nel nostro italico gioco.

Ciò per poter limitare “inconvenienti” sgradevoli che possono coinvolgere gli stessi giocatori quando sono troppo “impulsivi nel gioco”, ma anche le loro famiglie: così, questo operatore finlandese desidera mettere a disposizione del proprio giocatore un insieme di strumenti per controllare i giochi prescelti, scegliendo la strada del gioco responsabile che porta verso il gioco sostenibile. Con questo percorso Veikkaus “ha la (giusta) pretesa di essere un pioniere” del gioco responsabile anche se questi limiti al giocato, inevitabilmente, porteranno un forte scompenso economico proprio allo stesso operatore che sta adeguando i propri prodotti. Per chi non avesse dimestichezza con il gioco internazionale si specifica che Veikkaus è un operatore d’avanguardia in Finlandia e come tale intende estendere i limiti di perdita al gioco a tutte le slot machine fisiche che gestisce e situate nei negozi, nei chioschi e nei ristoranti ma anche nelle sale giochi: strategia conseguente all’intervento del decreto temporaneo del Ministero degli Interni Finlandese del maggio del 2020, indirizzato proprio a ridurre le perdite dei giocatori durante la pandemìa.

Emergenza economica che stava facendo già danni per conto proprio e su tutto il Pianeta: poi il decreto temporaneo è stato esteso nel tempo e, nel giugno 2021 ha reso permanenti tali limiti di perdita pari a 500 euro ogni giorno durante i giochi da casinò online e duemila euro ogni mese. Chi vuole giocare deve prima autenticarsi, seguendo le nuove norme imposte dall’operatore, e deve selezionare il proprio limite di perdita prima di essere ammesso al gioco ed anche al poker. Veikkaus ha anche comunicato che ha subito una riduzione del 40% del numero di apparecchiature che gestisce rispetto all’inizio del 2020, tutte soggette alle nuove regole: ma così la propria clientela perde molto meno danaro creando la soddisfazione nelle scelte commerciali effettuate, considerando che le nuove regole imposte sono andate “a sostenere i giocatori problematici” e che tali variazioni accompagneranno questo divertimento verso un ambiente di gioco ancora più sicuro, senza retaggi o paure da affrontare e risolvere spesso con estrema difficoltà. Con il gioco problematico con si scherza sicuramente, ovunque.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 16 Settembre 2021 ore 11:46
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