Il silenzio della Politica nei confronti del gioco d’azzardo

silenzio politica sul gioco

Si sa che ad anno concluso, necessariamente, ci si guarda indietro per vedere cosa è stato fatto e cosa si poteva fare ma, sopratutto, quello che necessita per andare avanti, per il vicino futuro che per il mondo del gioco e dei migliori casino italiani legali, senza dubbio, appare ancora nebuloso, anche se esiste sempre di più la certezza che questo novello 2020 dovrà forzatamente portare alla luce il famigerato riordino nazionale dei giochi. Cosa imprescindibile per poter far sì che il gioco continui ad esistere sul territorio ed anche che continui a “produrre quelle risorse” che lo Stato si attende, che peraltro ha già inserito nella Manovra e che servono come garanzia per Bruxelles per la “quadratura del bilancio statale”. Sicuramente, guardandosi indietro e ripercorrendo il 2019, il settore ludico non può che vedere un disastro totale quasi per tutti i comparti del gioco: in modo particolare viene alla luce la situazione tragica di chi gestisce gli apparecchi da intrattenimento, quelli più bersagliati dalla politica con tasse e norme restrittive, ma anche dai detrattori e dagli obsoleti falsi perbenisti che non hanno sicuramente un bel rapporto con il mondo del gioco.

Sicuramente, una parte della nostra politica, e special modo il M5S sempre caparbiamente contrario al gioco pubblico quasi a rasentare l’ossessione, continua ad esprimersi negativamente nei suoi confronti a mezzo dei suoi rappresentanti politici durante tutto l’anno, ma anche in questo periodo di chiusura delle festività facendo dei veri e propri discorsi come se si fosse in campagna elettorale. Oltre tutto, esclusivamente per sottolineare quanto il gioco sia deleterio per la salute dei cittadini, ma certamente non per la stessa politica, per l’Esecutivo e sopratutto per le casse dell’Erario che di questo gioco immorale e criminale si ciba abbondantemente pescando a piene mani. É ovvio che non si possa fare a meno di stigmatizzare certi comportamenti da parte dei pentastellati, specialmente quando hanno come scopo preciso la diffamazione, la discriminazione ed il poco rispetto nei confronti di tutta l’industria del gioco d’azzardo e, quindi, delle sue imprese.

La politica che ci governa parla troppo di gioco pubblico, demonizzandolo sempre, e dichiarando che tutti gli interventi che sono stati fatti nel 2019, e particolarmente il provvedimento di divieto della pubblicità ai giochi contenuto nel Decreto Dignità, hanno consentito di intraprendere un serio passo contro la ludopatia: cosa che non può che apparire del tutto ridicola ed insensata. Sono stati espressi pareri più che qualificati che hanno preventivato quanto tale intervento sarà foriero della ripartenza dell’illegalità sul nostro territorio, insieme agli strumenti messi in campo come deterrente per il contrasto al gioco problematico, come i distanziometri di varia lunghezza, i luoghi sensibili e le fasce orarie di accensione. Come si fa solo a pensare che questa sia la strada maestra da percorrere per un contrasto realistico del gioco problematico? Ciò che è stato fatto durante tutto il 2019, invece, equivale ad un silenzio assordante da parte della politica nei confronti di qualsiasi esigenza possa aver sottoposto l’industria del gioco al Governo.

Silenzio che si è opposto alle continue richieste di incontro, di stesura del riordino nazionale del settore, di distribuzione più equa sul territorio. Un Governo che non ascolta, e che si dichiara democratico, non è certamente quello che gestisce attualmente il nostro Paese: sembra essere, tutt’al più una sorta di “governicchio” nato dal raffazzonamento di due schieramenti che, in realtà, hanno veramente poco in comune e che litigano su qualsiasi decisione da prendere. Come si fa a governare un Paese in queste situazioni e, sopratutto, non essendo stati eletti dalla cittadinanza? Come si fa a non ascoltare le pressanti esigenze e la disastrosa situazione di un settore, sino a ieri considerato molto importante per la nostra economia nazionale, e che oggi sta cadendo a pezzi: settore lecito che perde sempre di più il proprio potere di essere il baluardo della legalità sul nostro territorio.

Un Governo, perennemente silenzioso, ma solo nei confronti del gioco pubblico perché invece prende in carico le richieste e le problematiche di altri settori, che non si rende conto che si sta sgretolando un settore composto da migliaia di imprese e da migliaia di dipendenti è un Governo che trasmette poca sicurezza perché non sa comprendere o non vuole ascoltare e, quindi, i cittadini non possono sentirsi protetti. Il paradosso che il gioco pubblico è costretto a subire da questa nostra politica è anche la menzogna: menzogna con la quale un rappresentante del M5S ha asserito che in Manovra si è voluto tassare il gioco d’azzardo, scommesse online comprese, poiché lo stesso settore ha fino a qui sempre avuto un trattamento “privilegiato”. E per fortuna! Ma a questo pentastellato qualcuno ha detto che il settore ludico ha subito dieci aumenti di tassazione in sei anni? Trattamento privilegiato? Forse privilegiato è proprio lo Stato che durante questi anni di vita del gioco pubblico, “sua Riserva di Stato” ha potuto usufruire in grande quantità delle risorse che sono state immesse nelle casse dell’Erario.

E risorse usate, peraltro, per le consuete quadrature annuali del bilancio statale. Certo che ci vuole veramente una bella forza a rilasciare determinate dichiarazioni! Quindi, il gioco è circondato da menzogne o da silenzi: dei due non si comprende cosa sia peggio. Ma sicuramente non sono sentimenti positivi, né tanto meno apprezzabili e neppure degni di un Governo democratico che dovrebbe proteggere i suoi cittadini e tutte le sue imprese poiché sono proprio costoro che danno alla politica la possibilità di esistere. Anche se non si è assolutamente certi che questo tipo di politica debba avere un canale preferenziale ed esistere per la gestione del nostro Paese: ma questo, evidentemente, è solo il parere di chi scrive e di chi ama il mondo del gioco d’azzardo e non ha paura di sottolinearlo apertamente. Come, d’altra parte, non ha paura di far ascoltare le esigenze dello stesso gioco, infatti ne scrive appena può, sperando che qualcuno che ancora ci legge possa estrapolare ciò che di buono il gioco trasmette e se ne faccia tesoro.

27 Gennaio, 2020: •
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