Per il mondo del Gioco la Giustizia è ancora piu lenta

tempi giuridici lunghi per il gioco

Forse, solo per quel che riguarda il gioco pubblico ed i siti migliori di casino, si può assistere ad un simile “trattamento giuridico” messo in atto nei confronti di una società del settore ludico che si oppone alla rimozione dei propri giochi pubblici: infatti, rinvio da parte del Trga di Bolzano dell’udienza di merito di “solo quasi un anno”, a gennaio 2020. Meno male, almeno, che nel frattempo i giochi non saranno rimossi dai locali della ricorrente ed i danni relativi, quindi, sono esclusivamente di carattere “psicologico” e di incertezza per il futuro! Ma quando si parla del mondo dei giochi tutto è possibile anche se, purtroppo, la nostra Giustizia è lenta, sicuramente ed obbiettivamente, per tutti i processi e di qualsiasi settore si tratti, cosa della quale l’opinione pubblica purtroppo ne è ben conscia: ma, trattandosi di un’attività commerciale, forse bisognerebbe essere più solleciti nel disquisire le cause e nell’emettere sentenze. Ma tant’è, siamo in Italia, la Giustizia è questa e con questa il cittadino comune si deve confrontare.

Questa sentenza, abbastanza grave nella lunghezza dei tempi per una eventuale soluzione, è stata decisa dal Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano. Gli stessi Giudici, però, ricordano anche che nello scorso mese di febbraio, proprio la parte ricorrente aveva chiesto un rinvio della discussione del ricorso poiché presso quel Trga erano prendenti altre cause del medesimo tenore: cioè vertenze sulla questione del “cosiddetto distanziometro” che sono state rinviate in attesa della pubblicazione della decisione del Consiglio di Stato. Decisione n. 1618/2019 emessa in data 11 marzo 2019 e successiva di pochi giorni dall’istanza di rinvio proposta dalla ricorrente. Oltretutto, all’udienza pubblica del 20 marzo 2019, sempre la difesa della ricorrente, ha insistito in una propria istanza di rinvio per poter visionare la sentenza e relative motivazioni del Consiglio di Stato. In quella udienza la difesa dell’Amministrazione Provinciale ha rimesso ogni decisione al Collegio, mentre la difesa dell’Amministrazione comunale si è opposta al rinvio, insistendo per la decisione della causa.

L’ordinanza del Trga, in ogni caso, conclude così: “Il rinvio richiesto, da un lato non pregiudica in alcun modo gli interessi pubblici coinvolti, posto che gli effetti degli atti impugnati non sono mai stati sospesi, e dall’altro lato salvaguarda il diritto di difesa della ricorrente”. Queste righe che si è voluto scrivere per “raccontare” l’iter di alcune cause che interessano il gioco, e nella fattispecie il solito “distanziometro” croce assoluta di tante attività ludiche e particolarmente di quelle che operano nella Provincia di Bolzano, hanno come obbiettivo quello di sottolineare quanta insicurezza e quanta poca tranquillità possano esistere in coloro che ancora credono nel business del gioco pubblico di Stato. Vi sono, ancora oggi, tantissimi ricorsi che si dibattono presso i vari Tribunali Amministrativi Regionali e che hanno risultati “diversi” in virtù delle interpretazioni dei rispettivi Giudici. Gli operatori del gioco stanno spendendo, obbiettivamente, tanti quattrini per veder acclarato il proprio diritto “di esistere” sul territorio nonostante la presenza, non si finirà mai di dirlo, della concessione a rappresentare lo Stato nell’offerta del prodotto pubblico.

L’insicurezza e la poca tranquillità che esiste nel mondo dei giochi è palpabile, in modo particolare in alcuni territori come può essere quello di Bolzano, dove il gioco è stato avversato sin dall’inizio e dove la Provincia di Bolzano ha cercato in tutti i modi di rendere difficoltosa, se non inagibile, la sua strada commerciale. Ma nonostante questa dichiarata avversione, vi sono ancora attività ludiche che vogliono continuare con il loro lavoro e che stanno insistendo nel continuare a “rischiare il proprio danaro e la propria professionalità” restando in attesa della decisione dei Giudici che, come si è visto nelle righe precedenti, si prendono tempi alquanto lunghi nell’esprimersi. Anche il gioco pubblico, purtroppo, viene “triturato” dalla lungaggine della Giustizia che nel nostro Paese, certamente, non è scorrevole come dovrebbe essere. E senza entrare nella polemica politica non è solo il settore dei giochi quello che ne viene particolarmente colpito, ma quasi tutti i segmenti commerciali, purtroppo.

Nel caso che si è voluto esporre almeno, l’attività ludica ed i giochi pubblici relativi non sono stati rimossi e, di conseguenza tante problematiche economiche non sono state affrontate: ma che dire dell’insicurezza che un operatore deve sentire non sapendo come e sino a quando potrà esercitare la propria attività lecita? Come si potrà mai pensare di fare investimenti, che oltretutto l’Esecutivo Giallo-Verde richiede come si evince dall’emissione del Decreto Dignità, per un futuro che non si sa se vi sarà, oppure se il mondo dei giochi crollerà a seguito di tutti gli aumenti della tassazione che continuano ad imperversare? Come si può pensare ad un futuro prossimo quando, quasi, non esiste il presente nel settore ludico? Non si sa, ovviamente, se gli operatori del settore si sottoporranno tutte queste domande, ma se si vogliono chiamare imprenditori del gioco di certo qualche domanda relativa al loro futuro dovranno farsela. E le risposte che possono farsi luce in un futuro oscuro non sono certo piacevoli.

La Legge nazionale sul Gioco, che potrebbe chiarire tante situazioni sgradevoli per le attività ludiche, non arriva e non se ne ha neppure sentore, la Giustizia è lunga e le decisioni dei vari Tribunali si “allungano nella tempistica”, le interpretazioni poi dei vari Giudici non seguono un’unica linea poiché le norme “frastagliate” che esistono oggi si lasciano interpretare soggettivamente e, quindi, se ci si appella ad una normativa non si sa mai quale sarà l’interpretazione di chi dovrà poi giudicare i ricorsi… Cosa deve fare il gioco ed il mondo delle scommesse sportive, le sue imprese con i suoi operatori per riuscire a proseguire in un percorso commerciale che certamente non pensavano fosse così ardito ed ostacolato proprio dallo Stato che li mette in condizione di non operare? Purtroppo, bisognerà attendere le “decisioni definitive” del Governo nei confronti del settore ludico: lo farà continuare ad esistere o lo spazzerà via dall’italico territorio, come preannunciato nella fase pre-elettorale? Chi oggi può dirlo… le premesse non sono certamente delle migliori.

Aprile 9, 2019: •
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