Stati Uniti: Azioni legali contro la chiusura del gioco d’azzardo

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Nel nostro Paese, purtroppo, in questo momento storico nel quale tutte le aziende, di qualsiasi settore si stia parlando, hanno subito e stanno subendo danni economici dei quali non si riesce a tenere un esatto conteggio, si sta notando una specifica discriminazione nei trattamenti che l’Esecutivo Giallo-Rosso sta mettendo in campo relativamente alle diverse attività. Sicuramente alla nascita dell’emergenza sanitaria il Premier Conte, in sinergia con il Comitato per la sicurezza sanitaria, ha dovuto effettuare delle scelte per decidere la chiusura delle categorie più o meno portatrici di rischio nel contagio: e già quello deve essere stato un impegno improbo che gli avrà senza dubbio fatto drizzare “i capelli in testa” dovendo anche giustificare alcune scelte “difficili” e giudicate a volte confuse. Ma, fortunatamente, l’emergenza sanitaria, oggi, si sta dirigendo verso una pseudo-normalità, seppur non si possa abbassare la guardia poiché il virus circola ancora e prova ne sono le vittime che la Protezione Civile continua a comunicare.

Quindi, si può dire che ora, dopo aver affrontato la parte peggiore della pandemìa, il Premier Conte si sta confrontando con il disastro economico nel quale questo tzunami sanitario ha buttato tutta l’industria italica che deve piano piano ripartire senza gli atteggiamenti poco responsabili determinati dal termine del lockdown che, purtroppo, ci potrebbero riportare verso il baratro sanitario dal quale si sta risalendo con estrema fatica e per la dedizione dei medici e degli infermieri. Ma posto tutto questo, e tirando le somme della “fase 2” che ha portato alla riapertura di quasi tutte le attività, ancora una volta si deve prendere atto che il mondo del gioco, e dei migliori casino nuovi italiani legali, ne viene discriminato, e non poco. Infatti, non se ne fa menzione né nella fantomatica “fase 3”, né per una possibile data di riapertura e ciò non è assolutamente un buon segnale: sopratutto, è un segnale che trasmette a tutta la filiera incertezza e malessere per un futuro che non si riesce ad intravedere.

Questa è la situazione del nostro Paese che, però, non si discosta da quella che imperversa anche in altri diversi territori dove il gioco d’azzardo viene trattato, più o meno, nello stesso modo, ma dove si stanno velocemente prendendo iniziative legali nei confronti dei rispettivi Governi. Negli Stati Uniti, infatti, un’associazione commerciale sta portando le autorità statali in Tribunale per aver privato, ad oltranza, i suoi cittadini dell’uso degli apparecchi di gioco situati nei bar, ristoranti e sale gioco. Può sembrare un atteggiamento estremo, ma proprio per questo “ci piace” raccontarlo perché forse potrebbe essere prodromo di un’azione similare che si potrebbe instaurare anche in Italia per il perdurare assurdo, ipocrita ed anti-commerciale, oltre che pericoloso per il territorio, della chiusura ermetica di tutte le attività ludiche. Ad oggi, infatti, risultano ancora chiuse le sale giochi, sale bingo e slot, agenzie di scommesse e questo, oltre ad essere veramente discriminatorio, sta diventando disastroso per il settore dei giochi.

L’associazione che si sta muovendo negli Stati Uniti è la Ohio Coin Machine Association che è assolutamente contraria al divieto rivolto ai cittadini di utilizzare gli apparecchi da intrattenimento nei locali pubblici, mentre agli stessi cittadini è consentito l’uso dei “chioschi” della lotteria statale anch’essi posizionati negli stessi esercizi. Ovvio che ciò sia “andato per traverso” poiché rappresenta una chiara sperequazione ed anche perché il divieto è esteso non solo ai giochi d’azzardo, ma anche al puro intrattenimento, come i videogiochi arcade, flipper e biliardi. Per questo motivo, si è passati “alle vie di fatto” ed instaurata una causa presso il Common Pleas Court del Lake County che è stata sostenuta dall’accusa rivolta ai funzionari statali di eccedere nella loro autorità in base ad una legge emessa in corrispondenza dell’emergenza da Coronavirus. Insomma, una sorta di abuso di potere ritenuto vergognoso e non certo etico: non si può giocare a biliardo, che è un gioco che comporta il distanziamento sociale, mentre invece si possono usare i touchscreen delle lotterie di Stato.

Questa è la tesi che viene portata avanti. Proprio a questo punto, non si può evitare di fare un parallelismo con ciò che sta avvenendo nel nostro Paese dove, similmente, vengono applicate restrizioni difformi tra le diversi tipologie di esercizi pubblici che qui in Italia, oggi, sembrano veicolate non da motivazioni meramente sanitarie o di sicurezza ma da qualcosa di diverso. Ed anche qui, come in Ohio, le restrizioni riguardano anche i giochi di puro intrattenimento come i flipper ed i calcio-balilla ed i videogiochi arcade: ed anche in Italia, di conseguenza, c’è qualche imprenditore che ha già pensato di rivolgersi ai (soliti) Tribunali Amministrativi per vedere riconosciuto il diritto di apertura qualora ci si trovi pronti ad adottare i protocolli di sicurezza sanitaria. Protocolli che sono stati approntati e già disponibili, per le attività di gioco, ma non ancora validati dal Governo, anche per il fatto che l’attenzione e l’interesse dell’Esecutivo Giallo-Rosso non si accendono mai, per qualunque cosa possa fare il “suo” gioco pubblico: forse, non è neppure al corrente di tali protocolli predisposti dalle associazioni di categoria.

In base a questo atteggiamento, che comincia a serpeggiare con sempre più frequenza e spinto, se ne è certi, anche dalla disperazione in cui il comportamento del Governo centrale sta gettando il mondo del gioco, ci si deve preparare ad innumerevoli ricorsi ai vari TAR diventati ormai protagonisti e destinatari di azioni per vedere acclarati, o meno, i diritti degli operatori del gioco: è una strada, purtroppo, che il settore ludico è abituato a percorrere e che pare sia l’unico sistema da applicare per un confronto con lo Stato che emette leggi e decreti che sono di dubbia interpretazione e che contengono gli estremi di una profonda discriminazione. Ricomincerà, quindi, la nuova era post-Coronavirus, ma con vecchi percorsi che sinceramente il gioco d’azzardo è stufo di dover per forza percorrere: è certo che se lo Stato trattasse il gioco pubblico come qualsiasi altro settore non si arriverebbe a tanto e con tanta frequenza: ma pare che questa possa essere l’unica strada per sopravvivere anche se non sembra affatto giusta!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 18 Giugno 2020 ore 16:00
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