Per aiutare il gioco d’azzardo legale si dovrebbe pensare al riordino

governo deve aiutare il gioco azzardo con il riordino

Tra certezze ed incertezze, curva epidemiologica e possibili segnalazioni di presenza di Coronavirus, purtroppo, in alcuni supermercati arrivate in queste ultime ore, il timore dei cittadini viene sollecitato dalle notizie che si susseguono senza sosta, incluse quelle ormai “croniche relative alla movida” manifestatasi nella zona d Brera a Milano nei giorni scorsi. Ma c’era da aspettarselo e nonostante i continui appelli da parte del Governo e del Ministero della Sanità che tiene a sottolineare che non basta programmare le riaperture con “rischio calcolato” bisogna che ogni cittadino sia responsabile e rispetti ancora per un po’ i consigli istituzionali come le mascherine, il distanziamento, l’assenza di assembramenti e con un occhio attento ai dati relativi ai contagi. In questa confusione estrema e con le “zone gialle” che dovrebbero ricominciare a vivere, comincia anche ad esserci speranza per le attività di gioco, come i casino autorizzati, poiché si iniziano a “sentire voci di corridoio” che indicano la data del 2 giugno come incipit per la riapertura del settore ludico al pubblico.

Nelle prime righe di questo nostro scrivere si parla di certezze ed incertezze: in effetti, si può dire che il gioco ha avuto importanti conferme su due nomine di cui si parlava da giorni, quella del sottosegretario con delega ai giochi nella persona di Claudio Durigon e la conferma di Alberto Minenna come Direttore Generale ed alla guida dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nomine indispensabili al mondo dei giochi d’azzardo per riuscire a sperare che qualcosa cambi a breve e che vi sia qualcuno che tuteli l’immagine del settore e delle sue imprese nei confronti dell’opinione pubblica ed anche delle istituzioni. E dopo le decisioni assunte con “rischio ragionato” dal Premier Draghi, nelle quali purtroppo non si è sentito accenno alcuno in relazione alla riapertura del gioco pubblico nell’immediato come successo ad altre attività “non essenziali”, appare la nomina di Claudio Durigon e con questa si è sentito subito parlare di una “data possibile di ripartenza delle attività di gioco”, e cioè dal prossimo 2 giugno che indubbiamente è lontana, ma che almeno può regalare una pseudo-certezza.

Mentre, quindi, si attendono notizie sulla riapertura di centri estetici e parrucchieri sperando che tutti applichino i protocolli imposti e cosa che, senza dubbio, avrebbero potuto tranquillamente fare anche i punti di gioco, ci sono notizie certe sull’avvenuto controllo da parte del NAS in alcuni supermercati della grande distribuzione dove sono stati “trovati” segnali di presenza di Coronavirus sui carrelli della spesa, sulle bilance per pesare frutta e verdura, e sulle tastiere per digitare i PIN alle casse dove pure sono stati riscontrati protocolli non osservati nella sanificazione delle medesime apparecchiature. Ma senza fare ulteriori polemiche su queste notizie incresciose, che senz’altro faranno rumore ma che non possono di certo rassicurare, il mondo del gioco e delle scommesse si vuole concentrare sulla “sua” data del 2 giugno presumibilmente pensata per la riapertura delle attività ludiche e per fare uscire tutta la sua industria dall’immenso sconforto e dal disagio presenti durante la pandemìa.

Il mondo dei giochi, forse, può concentrarsi definitivamente su questa fatidica data del 2 giugno che servirebbe davvero per salvare tutte le sue attività da morte (commerciale) certa: non si può negare che il settore sperava di riaprire a maggio, ma dopo aver sentito “voci” che parlavano invece di una chiusura globale sino al 31 luglio, la data del 2 giugno sembra un risultato oltre ogni aspettativa che attualmente agitava i cuori di tutti gli addetti ai lavori del gioco e dei casino con bonus. Infatti, tante imprese avevano la certezza di non poter proseguire con la chiusura e già soffiavano “venti di guerra”: la prospettiva era quella di “abbandonare” le proprie imprese e di licenziare i dipendenti lasciando così il territorio in balìa del gioco illegale e senza più rappresentanti legali dello Stato e del gioco pubblico. Ora la data del 2 giugno, anche se lontana… sembra una luce vicina e rincuora tutta la filiera dando la forza di sopportare ancora un altro mese di lockdown, ma con una data certa (si spera almeno questa volta) per poter rialzare le saracinesche.

Sinceramente, sino all’arrivo della notizia di questa data, non sembravano esserci i presupposti per un ritorno del gioco pubblico al suo popolo di giocatori stando alla curva epidemiologica, alla somministrazione dei vaccini ed alle notizie relative alle riaperture elencate dal Premier Draghi nelle quali non risultavano le attività di gioco. Gioco che aveva davvero perso la speranza di ritornare ad una quasi normalità anche guardando alle altre “attività non essenziali” alle quali, invece, la riapertura era stata “concessa”. Forse si sarebbe potuto valutare con un “rischio ragionato” anche l’apertura del gioco pubblico e del poker, considerando che in quelle postazioni applicando i protocolli istituzionali e con una frequentazione assai ridotta nelle presenza dei giocatori, la possibilità di focolai del virus era veramente piuttosto limitata. Ma del senno di poi… Ora, ci si deve accontentare dell’apparizione della data del 2 giugno ed attendere in merito conferme istituzionali.

Ma, dato che il gioco non ha mai vita facile, ed anche l’attuale Esecutivo si sta adeguando a questo “cammino già percorso da altri”, bisognerebbe che almeno differisse con un atteggiamento di discontinuità mettendo finalmente in cantiere il famigerato riordino nazionale dell’intero settore dei giochi. Ciò in modo che tutte le attività alla ripartenza post-Coronavirus non si vada a confrontare con le famosissime Leggi Regionali “capestro” che non consentirebbero una riapertura tranquilla a tantissime imprese, particolarmente in Piemonte, Lazio e Marche dove dette leggi stanno minando la sicurezza di migliaia di imprese. Già in questi territori per il gioco e per il bingo, come sul resto dell’italico territorio, sarà difficile riprendersi dopo quasi un anno di chiusura totale e se le attività dovranno anche affrontare le normative restrittive in essere gran parte delle imprese non potranno certamente riaprire i battenti: andrebbero dalla padella alla brace, bruciandosi anche parecchio, e per chi ama il mondo del gioco d’azzardo sicuramente una simile situazione non è più accettabile.

Data Pubblicazione: 10 Maggio 2021 ore 18:00

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