Il gioco pubblico è un settore super controllato

gioco pubblico controllato

La forza, profonda, di sfatare una volta per tutte che chi compone il mondo del gioco d’azzardo, ed il settore dei casino online, non sia corretto e che non abbia regole da seguire nei confronti particolarmente del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo sbaglia e di gran lunga: forse, anche, perché spinto da tutto ciò che si scrive e si legge sul mondo del gioco d’azzardo e che, poi, arriva all’opinione pubblica. Sembra in realtà che il gioco pubblico, invece che rappresentare a mezzo delle autorizzazioni che possiede, lo Stato nel proporre l’offerta del prodotto gioco sia composto da un “manipolo” di delinquenti senza regole, né timore di nuocere alla società: cosa che, invece, è senza dubbio nelle prerogative del gioco illegale. Quello sì che è veramente “poco ben frequentato” e nel quale si possono racchiudere organizzazioni criminali che hanno nel loro obbiettivo proprio il riciclaggio del proprio danaro, indubbiamente proveniente da azioni malavitose, e che a volte può anche essere usato per sovvenzionare il terrorismo.

Ma tutto questo nel gioco pubblico di certo non esiste: vi sono controlli ed imposizioni cui sono soggetti sia i concessionari che i gestori e messi in atto sia dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che da Agcom. Controlli sempre più stretti ed accurati appunto perché non si vuole, nel modo più assoluto, che un settore “riserva di Stato” possa essere composto da soggetti che non siano accuratamente controllati. Nel comparto del gioco d’azzardo, proprio dal mese di febbraio di questo anno, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emanato disposizioni a supporto degli operatori del gioco che valgono come linee guida in materia di antiriciclaggio: in modo specifico per i settori del bingo, del gioco a distanza, delle scommesse a quota fissa, ippiche e sportive e delle Vlt. Sono una traccia per lo svolgimento di attività di prevenzione, ma che lasciano al concessionario la possibilità di adottare altre misure alternative ed integrative.

L’Agenzia con queste linee guida consente anche di far individuare comportamenti da sottoporre al monitoraggio ai fini di riconoscere possibili anomalie, fermo restando quanto disposto dagli indicatori e dagli schemi già presenti e che i concessionari ben conoscono. Infatti, gli stessi concessionari devono adottare procedure e sistemi di controllo idonei a gestire i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo con procedure e sistemi che devono loro consentire di verificare una corretta attività svolta anche tramite i distributori e gli esercenti e, sopratutto, devono essere procedure adeguate ai rischi che si possono incorrere e riguardano le varie tipologie di gioco, le aree geografiche nelle quali si svolge l’offerta del prodotto gioco, la specifica clientela dei punti vendita e la identificazione dei clienti. Oltre a questo, i concessionari curano la formazione del proprio personale, quello destinato alle attività di adempimento degli obblighi antiriciclaggio.

É sin troppo evidente sottolineare che con l’espandersi del fenomeno del gioco, sono aumentate di pari passo le segnalazioni di operazioni sospette e da questo ne deriva che il personale deve essere istruito ad essere sempre più attento e si devono mettere in atto tutte le possibili attività di contrasto a possibili anomalie. Aumentano anche le attività di collaborazione tra i predetti concessionari e l’Agenzia in modo che si possano affrontare, uniti, i nuovi obbiettivi di controllo sulla verifica del gioco, seppur siano obbiettivi alquanto impegnativi e che richiedono sicuramente l’impiego di persone qualificate. Per poter far fronte ad obbiettivi così importanti, deve essere presente sempre di più la Uif, Unità Informazione Finanziaria, che entro la fine di quest’anno dovrà essere ampliata con una riforma che prevede l’istituzione di una terza divisione di analisi delle segnalazioni che gli operatori del gioco comunicano, con la finalità logicamente di seguire meglio queste segnalazioni di vitale importanza per far rimanere il gioco pubblico “pulito, legale e tutelato”.

La riforma comporta anche la creazione di una nuova Divisione Settori Speciali a contrasto proprio del finanziamento del terrorismo che svilupperà anche le segnalazioni effettuate dai money transfer e di quelle collegate alle carte di pagamento, oltre alla creazione di una divisione specifica dedicata all’esame delle irregolarità ed all’attività di pianificazione, supporto e coordinamento dei controlli. Si può dire, senza paura di essere smentiti, che il gioco pubblico a mezzo sia dell’Agenzia che di Agcom, che da questo anno è intervenuta per il controllo dello svolgimento di tutte le varie operazioni di gioco, sta facendo il possibile non avendo una Legge Quadro nazionale sul Gioco per garantire che al suo interno vi sia lo sviluppo di una sorta di “catena di operazioni e di compiti” assolutamente di prim’ordine: ma, purtroppo, come si legge spesso nei quotidiani, l’illegalità riesce ad inserirsi anche quando tutto sembra perfetto e dove si pensa vi sia l’impossibilità di “intrufolarsi” come la criminalità organizzata riesce a fare. Non si comprende come faccia ad essere sempre “un passo in avanti” alla legalità ed alle operazioni di controllo e monitoraggio e pare che ad ogni “passo legale” corrisponda, quasi inaspettatamente, “un passo criminale ed illecito” che tiene testa.

Ma il mondo del gioco d’azzardo pubblico insiste con la sua organizzazione, con i suoi operatori e con le sue strutture e di questo tutti ne dovrebbero prendere atto, come si dovrebbe fare per qualsiasi altro settore di servizi che tenta di organizzare la “propria filiera” nel migliore dei modi. Per il gioco pubblico, però, non è mai stato così: ha sempre dovuto difendersi dai media e dall’opinione pubblica ed ancora oggi non è che sia cambiato tangibilmente questo pensiero: e ciò nonostante siano venuti alla luce (finalmente) alcuni aspetti positivi del gioco pubblico, ma che non si riescono ad apprezzare fino in fondo. Forse a causa di tutte quelle campagne denigratorie che sono state messe in campo, sopratutto recentemente, anche a fini elettorali. Infatti, come è ben noto, nelle ultime elezioni tutti hanno cavalcato il fenomeno del gioco anche se pare proprio vi siano problemi maggiori che il nostro Esecutivo Giallo-Verde e come Governo del Cambiamento dovrebbe affrontare con lo stesso piglio con cui vuole assolutamente distruggere il settore del gioco e tutta la sua filiera.

25 Luglio, 2019: •
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