Questionario sul gioco d’azzardo nelle scuole di Livorno

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Il mondo dei giovani, forse troppo spesso preso di mira ma che necessita di un’attenzione particolare, viene coinvolto dalla città di Livorno con un questionario distribuito nelle scuole che vuole “rendacontare” la vita personale dei ragazzi nell’ambito familiare, nei loro rapporti con internet, con il fumo o sostanze illecite, sino a toccare anche le loro esperienze con il gioco d’azzardo ed i casino online, vissuto sia in prima persona che, magari, attraverso quella dei propri genitori. Insomma, il questionario vorrebbe delineare la vita dei nostri giovani e come vivano il rapporto con le “problematiche” del momento. Particolarmente, si vuole entrare nel mondo di internet, sull’uso quotidiano che ne viene fatto, sia per lo studio che per divertimento, visto che l’uso di questo strumento a volte può diventare un problema perché “richiama forse troppo” la presenza degli stessi giovani che ne vengono coinvolti e, a volte, anche “travolti” dal suo abuso che li fa scivolare verso il cyber-bullismo.

Le scuole livornesi, di conseguenza, hanno messo in atto il questionario di cui si sta parlando per cercare di avere un quadro il più possibile vicino alla vita degli studenti e per poter eventualmente intervenire su chi presentasse qualche avvisaglia particolarmente rischiosa: internet, l’uso di sostanze ed il gioco d’azzardo sono i tre protagonisti del questionario che sono sotto la lente di ingrandimento. Con questa iniziativa fortemente voluta, Livorno risulta essere il primo Comune in Italia che realizza l’indagine Espad, a cura del Cnr, su tutte le scuole cittadine ed iniziativa mirata per poter programmare”qualcosa” di veramente utile ai bisogni dei ragazzi. É un questionario alquanto approfondito che dovrebbe dare un quadro realistico della vita di ogni famiglia e dal quale si potrebbe recepire se vi siano particolari situazioni per le quali intervenire con delicatezza, ma con fermezza, qualora si verificassero gli estremi di qualsivoglia malessere personale del giovane.

Il questionario diventa uno strumento di studio internazionale sull’uso del tabacco, alcol ed altre sostanze psicoattive e su altri comportamenti a rischio, tra i quali il gioco d’azzardo patologico tra studenti d’età compresa fra i 15 ed i 19 anni che frequentano le scuole medie superiori italiane. Utilizzato sin dal 1995 su base nazionale e fonte della “Relazione al parlamento annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze” sarà usato per la prima volta in Italia in ambito comunale e, senza dubbio, restituirà una fotografia chiara degli stili di vita dei giovani livornesi e dei comportamenti, eventualmente, rischiosi che fanno parte ormai della loro quotidianità: questo consentirà di intervenire con progetti effettuati in modo più efficace per migliorare, innanzitutto, la consapevolezza dei rischi. É molto apprezzabile questa iniziativa di Livorno perché intende basarsi su di una ricerca per elaborare le proprie politiche e le proprie strategie di intervento per aiutare i giovani e le loro famiglie: ne discenderà un lavoro mirato in modo profondo ed interessante che avrà, senz’altro, risultati più che positivi e rassicuranti.

Questa iniziativa livornese è da considerarsi all’avanguardia poiché proiettata a creare un “osservatorio cittadino” ed è lungimirante perché “consente” la possibilità di rilevare dati, alquanto dettagliati, che fungeranno come base per qualsiasi intervento si voglia effettuare: è uno “sguardo sul futuro dei giovani livornesi” e dovrebbe essere preso come un’azione avveniristica per il Comune di Livorno, ed azione che dovrebbe appunto rendere il futuro meglio pianificabile, sfrondandolo dalle negatività che al momento emergono e sulle quali si può intervenire “tirando le somme” del questionario che verrà elaborato dagli addetti ai lavori. All’indagine parteciperanno tutte le scuole con almeno 300 questionari per scuola e gli studenti saranno chiamati alla compilazione tutti nello stesso giorno, in un’ora, come se questo impegno rappresentasse un compito in classe ed al suo termine si otterrà una sorta di database Espad della città di Livorno. Informazioni, quindi, che riguarderanno il tempo libero, la vita familiare e la partecipazione alla stessa da parte dei giovani, sino all’uso di sostanze psicotrope legali ed illegali oltre a comportamenti a rischio come il gioco d’azzardo.

É ovvio che questi risultati consentiranno di fare paragoni con altre indagini che sono state attivate sul territorio per conoscere “usi e costumi” delle famiglie livornesi: tutto estremamente importante per avere il territorio monitorato e per poter fare interventi mirati, utili e di sostegno per chi ne avesse necessità. Un passaggio che desta estremo interesse è la “frequentazione” di internet, croce e delizia dei giovani, del sociale e dei genitori. Oggi, non vi è dubbio che la parte più giovane della società trascorre tanto tempo, a volte troppo, appiccicata ad internet coinvolta dai social, dai messaggini, dalle ricerche, dai giochi ed anche, alla fine, per lo studio: ma come si sa internet nasconde anche qualcosa di oscuro, oltre che i suoi lati positivi. Ed è esattamente a quelli che a mezzo del questionario ci si vuole riferire: poiché dalle risposte che verranno date dagli studenti si riuscirà a percepire se vi sono devianze nel rapporto con internet e se l’atteggiamento di qualcuno potrebbe nascondere il rischio per qualcun altro.

Troppe volte la cronaca ci ha consegnato atteggiamenti di cyber-bullismo che hanno fatto conoscere avvenimenti estremamente deprecabili che hanno condotto i destinatari di “troppe attenzioni” a soluzioni tragiche. L’uso di internet per scopi di questo genere, e per prevaricare la sensibilità di taluni soggetti particolarmente suggestionabili, va rintracciato e fermato se non si vuole ancora oggi assistere a tragedie che hanno toccato famiglie che ancora piangono le decisioni definitive di ragazzi che non avevano alcuna colpa se non quella di essersi fatti influenzare. Non si pretende che il questionario Espad faccia miracoli: che dia, però, la possibilità di intervenire, se si riesce a comprenderne la necessità, questo sì. Mettere un “tassello positivo” in un insieme negativo che porta “all’abuso di internet” da parte di chi magari è già problematico ed inconsciamente chiede aiuto potrebbe consentire a far arrivare prima che tutto degeneri ed anche l’uso del questionario potrebbe essere uno strumento utile.

6 Marzo, 2019: •
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