Il MEF assicura l’attenzione del Governo al gioco d’azzardo

mef assicura governo attento ai giochi

Mentre il mondo dei giochi, compresi i siti legali italiani di casino, comincia ad avere assicurazioni circa l’attenzione che il Governo riserverebbe finalmente al settore, si deve forzatamente digerirne l’attuale chiusura e continuare soltanto a sperare che la curva epidemiologica proponga dei cambiamenti sensibili che giustifichino la riapertura delle attività non essenziali, tra le quali ovviamente quelle del gioco pubblico che, inutile sottolinearlo “scalpita come un cavallo imbizzarrito”. Come è ovvio che sia non sono solo le attività ludiche “in trepida attesa” di riaprire, ma tanti altri comparti purtroppo ridotti allo stremo con i relativi operatori che veramente non sanno più come tirare avanti: tutti in attesa di buone notizie “sanitarie”, ma anche di quelle relative ai sostegni ed ai risarcimenti che renderebbero la vita meno difficoltosa e farebbero anche intravedere che qualcosa è davvero cambiato con l’Esecutivo Epoca-Nuova, come “ci piace” chiamare il Governo Draghi, e che le imprese non si sentono abbandonate come “allora” con il Governo Conte.

Quindi, la dichiarazione da parte del MEF che si sarebbe prestata la massima attenzione al settore del gioco d’azzardo non può che riempire di speranza tutto il mondo ludico e sopratutto, i suoi 150mila lavoratori. Se il Governo decide davvero, una volta per tutte, di trattare il gioco come qualsiasi altro comparto produttivo può essere che ne consenta la riapertura come verrà fatto per tutti gli altri settori, “appena la pandemìa lo consentirà: parola del Ministero dell’Economia e delle Finanze, quindi assicurazione di alto livello, ed espressa dal sottosegretario Maria Cecilia Guerra. Le parole rilasciate dal MEF seguono un’esposizione ricevuta da un senatore sulla situazione drammatica che a causa della pandemìa il mondo del gioco sta attraversando, ma sopratutto la sottolineatura sulle scelte operate dall’Esecutivo precedente che non ha sicuramente mantenuto un atteggiamento coerente con lo stesso gioco pubblico, non tutelandolo in modo equo e senza discriminazioni.

Il nuovo Governo, oggi, ribadisce che sin dall’apparire dell’emergenza sanitaria si è cercato di intervenire prontamente in quei luoghi dove si presumeva potesse esserci la presenza di più persone: da questo discende la decisione di chiudere i punti di gioco ove avrebbero potuto concretizzarsi forme di assembramento pericolose per i contagi. Ed ecco perché con il continuo progredire della pandemìa i vari Dpcm hanno decretato la sospensione delle attività “non essenziali” tra le quali sono state comprese tutte le attività di intrattenimento, come cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi-scommesse e bingo luoghi di inevitabile socialità dove le persone tendono a trattenersi per un lungo tempo. Il MEF conferma che tali misure sono state attuate anche da parte di ADM nei confronti della quale sono stati proposti diversi ricorsi da parte di tanti operatori del gioco. Ma si potrebbe aggiungere che recentemente proprio la stessa ADM si sta attivando affinché alle attività di gioco venga concessa la possibilità di riaprire al pubblico, anche per tutelare la legalità del gioco sull’italico territorio.

Cosa che, senza dubbio, il Governo si impegna a valutare, appena la pandemìa sarà maggiormente sotto controllo, tenendo presente che quando è stato possibile le attività di gioco sono rimaste aperte con delega alle singole Regioni per la scelta delle date di riapertura, rispettando così la differenziazione tra territori. E questo succederà nuovamente appena l’emergenza epidemiologica consegnerà dati rassicuranti: ma per il momento questi dati non sono certamente positivi per un’eventuale apertura di qualsiasi attività “non essenziale”. Situazione che ha anche fatto valutare diversamente alcune attività che sino ad ora hanno avuto la possibilità di tenere aperto: come, per esempio, i parrucchieri che con l’ultimo decreto hanno dovuto invece chiudere i battenti. Serve ricordare che durante il mese di agosto 2020, a seguito di un inasprimento della pandemìa, si è provveduto a sospendere alcune attività di intrattenimento come le discoteche, mentre le attività di gioco, sale slot machine, sono state lasciate aperte proprio per il rispetto che il Governo centrale ha vissuto nei confronti delle tante imprese di gioco: ma la chiusura poi è divenuta indispensabile.

E questo anche se la chiusura delle sale giochi ha portato alle casse erariali un danno ingente per le mancate entrate: ma la cosa più importante è che il Governo abbia tenuto sempre in considerazione il settore dei giochi, ma gli interessi dello Stato non possono superare quelli che attengono la salute dei cittadini che viene prima di qualsiasi altro interesse economico, ovviamente. Ma quello che si intende sottolineare con forza da parte del MEF è che pare che il Governo abbia valutato con attenzione le problematiche del settore: soltanto che questa “attenzione” non è per nulla arrivata alle organizzazioni di categoria ed il fare del vecchio Esecutivo lasciava senz’altro intendere che non fosse stata calcolata alcuna esigenza dell’industria del gioco e di tutta la filiera. Ed onestamente non ci si può che domandare chi dica o meno la verità perché, purtroppo, il risultato che si è potuto vedere è l’assoluto disinteresse per qualsiasi “trattativa” tra gioco ed istituzioni.

Prova ne sono le manifestazioni di piazza che si sono dovute organizzare almeno per far sentire la voce del gioco pubblico, come stanno facendo tuttora le imprenditrici del “gioco rosa”. Il rappresentante del MEF ha richiamato anche l’attenzione sui cosiddetti Ristori che saranno indirizzati alle imprese del gioco con sollecitudine ed anche all’intervento di ADM che ha previsto rateizzazioni delle imposte e sospensioni di obblighi ed oneri amministrativi con la chiara intenzione di sollevare le imprese ludiche da un peso economicamente ingestibile: troppo lunga la chiusura cui le attività di gioco sono state sottoposte e prova oltre modo difficile cui sono sottoposti tuttora. Indubbio che con le esternazioni “a parole” del MEF in parte ci si possa sentire “sicuri”, ma purtroppo la realtà è ben diversa e le sensazioni che tutto il mondo dei giochi percepisce da parte delle istituzioni è quasi la negazione dell’esistenza delle “Riserve di Stato” ed il poco interesse dimostrato “praticamente” sino ad oggi: quindi, bisognerà vedere se le “belle parole” si tramuteranno “in bei fatti pratici” che sono ciò che si attende il settore per non sentirsi abbandonato a sé stesso.

Data Pubblicazione: 2 Aprile 2021 ore 13:00

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