Gioco d’azzardo: Escluso dalle risorse economiche

Pubblicazione: 25 Maggio 2020 ore 16:00

gioco azzardo non risorsa economica

Si ripete, veramente troppo spesso in questo periodo, “mal comune mezzo gaudio” con riferimento alla situazione che stanno vivendo cittadini ed aziende, e ciò non può far piacere a chi scrive: e neppure “ci piace” riferirlo perché così pare rappresentarsi un’altra battaglia persa del mondo del gioco e dei migliori casino italiani online, che viene “bistrattato” anche all’estero dove, solitamente, viene molto apprezzato e considerato.

Evidentemente, sembra non sia questo il miglior periodo per il settore ludico: sarà l’emergenza del Coronavirus che ha cambiato tutto e tutti, ma quello che si percepisce è che proprio il gioco, che dovrebbe trasmettere leggerezza in modo particolare per le menti delle persone, non venga considerato importante. E neppure una panacea per il malessere psicologico che tutto il Pianeta sta soffrendo in conseguenza della violenza di questa pandemìa.

Onestamente, non si vuole far passare il mondo del gioco come il “salvatore della Patria”, questo assolutamente no, ma non piace neppure vederlo trattare come un settore di Serie B e che non ha, quindi, alcun valore ed alcuna voce in capitolo.

In Italia, purtroppo, si è abituati a sentirlo demonizzare e denigrare a dismisura, ma all’estero per quel che ci risulta è un settore di tutto rispetto: basterebbe guardare come viene considerato in Gran Bretagna! Ma oggi, invece, bisogna riferire di due realtà che ci hanno alquanto sorpreso.

La prima si riferisce ai Paesi Bassi dove il Governo farà ripartire le attività nel mese di giugno: tutte le imprese, tranne le sale giochi la cui riapertura è rimandata a settembre. Infatti, neppure nel mese successivo di luglio che così aprirebbe la stagione estiva e si potrebbe magari recuperare qualcosa di ciò che si è perso nel periodo scorso.

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Il settore dei giochi vuole un confronto con il Governo

Il mondo dei Giochi non ci stà

No, proprio dopo le vacanze a settembre: è sin troppo evidente che il mondo dei giochi non sia affatto d’accordo su questa decisione, così si vuole dare un’occhiata e vedere un po’ cosa è davvero successo. Si parte sottolineando che gli operatori del gioco olandesi sono sul piede di guerra, e con gli scudi alzati, per combattere questa loro battaglia contro l’annuncio del primo ministro olandese che ha allentato il lockdown nazionale per tutti, tranne che per il gioco che dovrà restare inoperoso sino a settembre!

Anche là in Olanda, quindi, il gioco viene discriminato come nel nostro Paese: gli operatori asseriscono che i ristoranti potranno aprire, come pure i bar ed i cinema già dai primi giorni di giugno, seppur mantenendo il distanziamento di un metro e mezzo richiesto tra le persone.

Non bisogna dimenticare che nei Paesi Bassi il gioco ha anche licenza di somministrazione di liquori e, quindi, è più assimilabile ad altri esercizi: ma nonostante questa variante che li potrebbe avvicinare alla riapertura, non vengono revocate le restrizioni per il gioco e per il poker.

Ovviamente, si spera che venga ripresa in esame la situazione e che le forti rimostranze della categoria vengano prese in considerazione concedendo il via libera anche al gioco. Ma per il momento le attività ludiche rimangono ermeticamente chiuse in attesa di un’altra valutazione relativa all’allentamento delle restrizioni: è evidente che se il Coronavirus si dovesse diffondere nuovamente saranno prese decisioni per un’ulteriore chiusura, poiché il rischio è troppo alto.

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L'opinione pubblica ha visioni contrastanti sul settore dei Giochi

Dai Paesi Bassi si passa ora a raccontare ciò che accade, oggi, in Galles: innanzi tutto “ci piace” sottolineare che il gioco d’azzardo italiano non è stato lasciato da solo nell’emanazione delle “non risorse” da effettuarsi a tutte le imprese, tranne che a quelle del gioco pubblico.

Il Galles ed il rapporto con il Gioco

Infatti, lo stesso settore è stato escluso dal piano di aiuto alle imprese emesso dal Governo del Galles con la conseguenza pratica che parecchi operatori del gioco saranno costretti a chiudere i battenti, come succederà anche nel nostro Paese. A questa atipica decisione si è ovviamente opposto il BGC, Betting and Gaming Council, forte dell’unione dei suoi 300 negozi di scommesse e di ben quattro casinò, tutte aziende operanti in Galles.

Viene richiesto un ripensamento del Governo sul programma di sgravi fiscali alle imprese che però non include le società di gioco che in questo periodo storico non “se la stanno passando bene”.

Questo comparto del gioco ha in carico circa duemila dipendenti che sono obbiettivamente a serio rischio, cosa che non è stata tenuta in considerazione quando sono state prese le decisioni in relazione agli sgravi fiscali per le imprese, che non hanno però compreso le società di gioco.

La richiesta della BGC è stata accorata ed estesa ed ha fatto presente che senza questa forma di aiuto governativo, indirizzata ad aziende similari nel segmento dell’ospitalità, del tempo libero e dell’intrattenimento le imprese di gioco che operano nelle scommesse ed i casinò del Galles saranno praticamente costrette a chiudere.

Gravi problematiche che si potevano evitare

Ciò porterà con sé, inevitabilmente, una problematica nell’occupazione: duemila posti di lavoro andranno ad aggravare la situazione già difficile sul territorio a causa della pandemìa.

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Comparto del gioco d'azzardo: Scontenti dell'operato del Governo

Nella richiesta al Governo del Galles, da parte di BGC, viene anche evidenziata la disparità di trattamento nei confronti del gioco che è stata applicata su quel territorio in relazione a quanto si sta facendo, invece, in Inghilterra.

Nel Regno Unito, infatti, ai negozi del settore del gioco, come per esempio, le agenzie di scommesse, sale bingo e casinò è stato lanciato un “salvagente” dal Governo e l’atteggiamento diverso di quello del Galles può lasciar intendere che i lavoratori del comparto delle scommesse legali siano ritenuti non degni del sostegno e delle risorse messe a disposizione di altri settori dalle istituzioni.

I lavoratori gallesi del gioco è evidente che valgano quanto qualsiasi altro lavoratore del Regno Unito, cosa, che BGC non vuole neppure mettere lontanamente in discussione: ma proprio ed anche per questo motivo vi è necessità di avere risposte concrete dal Governo Gallese, perché precisamente da queste ultime dipende la vita di tante famiglie che con il lavoro espresso nel gioco sostengono il loro quotidiano che verrebbe con le chiusure che si prospettano, chiaramente a mancare.

 

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Vanessa Maggi è la nostra Giornalista di punta che coordina e scrive per la redazione di Casinoonlineaams.com. Spinta da una grande passione per il mondo dei giochi su internet, ricerca sempre notizie legate al mondo ludico per farti stare informato su tutto quel che riguarda questo mondo. La sua passione per questo lavoro è davvero invidiabile. La contraddistingue una grande tenacia nella ricerca della verità.