Il lockdown del gioco d’azzardo francese suscita timore

lockdown per il gioco francese

Tante volte, quasi a voler rafforzare le sensazioni, si è sottolineato di voler vedere il bicchiere mezzo pieno che, sopratutto per quello che riguarda il mondo del gioco, compresi i migliori siti legali di casino, con l’insieme delle vecchie problematiche che sono aumentate e peggiorate con l’emergenza, non è per nulla facile! Però, quando si sentono i dati dei contagi negli altri Paesi scorrono i “brividi lungo la schiena” perché si teme che si possa concretizzare un altro periodo come marzo-aprile che, purtroppo, per qualche nostro concittadino non ha lasciato scampo. Quando, poi, si è letto che le sale da gioco, i casinò e tutto l’intrattenimento francese hanno subito la chiusura, immediatamente si è pensato che potrebbe succedere anche qui nella nostra realtà e sarebbe veramente nefasto: ancora il gioco non si è riavuto dal lockdown precedente! Viverne un altro sarebbe quasi improponibile e se si dovrà affrontare lascerà dietro di sé piccole e medie imprese di gioco in estrema difficoltà, compresi i relativi lavoratori.

Cosa pensare di questa eventualità e, sopratutto, cosa sta succedendo in Francia special modo al gioco d’azzardo nelle sue specificità? La Francia deve fare i conti con un aumento dei contagi immenso e deve forzatamente “stringere” le misure: ne fanno le spese i locali pubblici ed anche i poker club che non pensavano lontanamente di esserne ancora coinvolti. D’altra parte i contagi in Francia, in uno di questi giorni, sono arrivati ad essere 18mila soltanto in una giornata ed è prevedibile che si sia dovuti intervenire con urgenza. Non è un buon segnale di certo che gli ospedali francesi siano sotto pressione e che automaticamente si sia pensato ad arginare i contagi che sembrano fuori controllo: tanto per cominciare, chiusura dei locali compresi i club di gioco e le poker room, oltre i diversi casinò dove si svolge il gioco live. Questo è un grande colpo per le imprese parigine che gestiscono il gioco, già sofferenti per i mesi di mancati introiti: lo stop decretato dal Prefetto avrà la durata sino al 19 ottobre, data in cui verrà fatta un’ulteriore valutazione relativa ai contagi.

Si vedrà se sospendere o continuare la chiusura degli esercizi ed, ovviamente, le aziende coinvolte saranno supportate in modo che questo nuovo fermo delle attività non comporti alcuna chiusura e, sopratutto, alcun licenziamento perché sarebbe veramente un tragico epilogo. Nel frattempo, i club di gioco hanno avvisato che si dovranno cancellare gli eventi in programmazione: particolarmente, le Montmartre Poker Series che hanno preso il via in questi giorni e che dovranno essere sospese, ma di fronte ai numeri dei contagi così elevati, e che oltre tutto continuano a salire, non pare vi sia altro modo che procedere alle chiusure: naturalmente, grande danno per coloro che intendevano parteciparvi e per l’organizzazione dell’evento oltre che per i protagonisti. D’altra parte, bisogna tenere le antenne ben tese: troppi pericoli e troppe brutte esperienze passate nel primo semestre di questo benedetto 2020 ed appare ovvio che oggi stare allerta diventa veramente indispensabile.

Correre ai ripari con le chiusure alle prime avvisaglie di effettivo pericolo diventa l’unico mezzo per poter contrastare il dilagare di questo virus che ogni giorno che passa presenta nuove forme senza dare possibili riferimenti validi per poter prevenire il suo espandersi. La Francia ha subito davvero tantissimi casi in un tempo ristretto e si comprende che la paura di mettere la popolazione in pericolo sia così forte da suggerire un altro lockdown che però metterà l’economia ancor più in difficoltà. Peraltro come potrebbe anche succedere nel nostro Paese: le imprese non si sono ancora riprese dalla vecchia chiusura e chissà che danni potrebbe comportare un nuovo lockdown. É senz’altro per non mettere a maggiore repentaglio il Sistema Italia che l’Esecutivo tentenna nel fermare di nuovo tutto: sperando che sia la soluzione migliore. D’altronde, i dati europei relativi al riaffiorare del Coronavirus, ma anche quelli del nostro Paese, destano preoccupazione ed il recente decreto del Premier Conte è la prova che la paura di ritrovarsi in “acque tempestose emergenziali” esiste anche qui in Italia.

La situazione pandemica è costantemente monitorata e le decisioni che potrebbero essere prese saranno già pronte sulla scrivania del Premier che, onestamente, ha un compito alquanto gravoso ed impegnativo. Da un lato, il fondato timore di ripiombare nel caos completo della nostra Sanità, dall’altro l’economia che “grida vendetta” perché non reagisce come si poteva pensare, ed infine la paura che ricomincia a riaffiorare nella cittadinanza che è oltremodo guardinga nel muoversi ed accettare questa convivenza con il virus. Salvo per qualcuno che, invece, la affronta con veramente poca responsabilità e con troppa leggerezza, sperando sempre che gli atteggiamenti di pochi non vadano a complicare ed a mettere in pericolo la salute di tanti. Inevitabile che le imprese che hanno subito uno stop forse più lungo del dovuto come nel mondo del gioco siano preoccupate anche perché si sa che se vi sarà un’eventuale chiusura si ripartirà di nuovo dall’intrattenimento, punti di gioco, casinò, apparecchiature ludiche.

Il settore ludico sarà uno di quelli che nuovamente verrà messo subito in isolamento e proprio per questo gli operatori stanno riflettendo parecchio sugli investimenti da affrontare per cercare di far ripartire oggi le proprie aziende. Di certo si vorrebbe da un lato investire ed offrire qualcosa di diverso ed intrigante ai giocatori in un momento in cui serve “leggerezza”, ma dall’altro si deve mettere in conto che magari le aziende rimarrebbero aperte ancora per poco tempo. Quindi, è giusto investire oppure sarebbero quattrini gettati al vento con queste premesse? Si presenta, quindi, un autunno “caldo”, un mese di ottobre sia per l’Esecutivo che per le stesse imprese di gioco forse decisivo per il futuro di tante piccole e medie imprese. E dall’Europa, sopratutto dalle vicine Francia e Spagna, i segnali che arrivano non sono quelli più rassicuranti: ma il mondo del gioco d’azzardo e della roulette è temprato alla sofferenza ed al disagio e cerca di percepire “i venti di guerra (sanitaria)” che spirano sulla nostra Nazione con estrema attenzione, ma pronto a fronteggiare anche questa ulteriore sfida.

Data Pubblicazione: 27 Ottobre 2020 ore 16:00

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