Gioco d’azzardo: Rischio riaperture e confusione perenne

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In questi giorni, inevitabilmente, si sta riflettendo se i rischi calcolati dal Governo per la riapertura di alcune attività non hanno provocato sobbalzi gravi nella curva epidemiologica: i vaccini stanno consegnando i primissimi risultati positivi con qualche diminuzione dei contagi, ma servirà ancora tempo per arrivare a dati più concretamente valutabili. Ma, senza dubbio, già a metà mese si potrà comprendere se questa mappa politica delle ripartenze si potrà valutare a favore di una ripresa dell’economia o, diversamente, potrà ritenersi prodromo di una restrizione delle norme, ma così non pare. Da questo dipenderanno le ulteriore scelte dell’Esecutivo che dovranno tener conto sia del ritorno delle attività al pubblico, del comportamento di quest’ultimo che recentemente con l’acquisizione dello scudetto dell’Inter non ha dato sicuramente il meglio di sé per mettere in campo “ulteriori rischi calcolati” ed aprire altre attività come sembra stia accadendo. E ciò tenendo presente che il principio di rischio accettabile non sempre risulta facile da gestire poiché genera una serie di “incroci” dopo un anno di “reclusione” che incideranno di certo sul comportamento di ogni singolo cittadino.

Da ricordare, ovviamente, che la mappa delle riaperture è indiscutibilmente dettata da necessità economiche che dovrebbero coinvolgere anche il mondo dei giochi e dei casino italiani che però, almeno per il momento, rimane ancora chiuso, mentre regna sopratutto in piazza tantissimo caos per quelle attività che rimangono ancora con le saracinesche abbassate. La realtà, purtroppo, è che si è riaperta l’economia non in relazione al controllo della curva epidemiologica, anche se si registrano dati “leggermente rassicuranti” ma troppo lontani dall’immunità di gregge, ma perché i dati economici rischiavano di uscire dal controllo del Governo centrale. Oggi le attività che hanno potuto riaprire, e quindi escluse quelle di gioco, stanno combattendo con l’affluenza del pubblico che seppur abituato a girare con mascherine ed a rispettare le altre norme, non hanno ancora ripreso al completo la voglia di acquistare ed entrare nei negozi: a prescindere dalla questione economica che incombe sui cittadini e conseguente alla chiusura di tante imprese che hanno dovuto forzatamente licenziare i propri dipendenti.

Che poi il caos regni sovrano in questo periodo forse è anche comprensibile: come l’atteggiamento dei ristoratori di Roma che hanno annunciato dopo una manifestazione in piazza che avrebbero comunque riaperto le loro attività anche al chiuso dal 7 maggio, senza aspettare altre valutazioni istituzionali. Cosa che ha creato senza dubbio dispiegamento di Forze dell’Ordine e scontri, sperando che non succeda altro fomentato da qualche “testa calda” che in questi frangenti, purtroppo non manca mai. Non si sa se questo atteggiamento dei ristoratori sia in conseguenza della penalizzazione della categoria che è stata valutata causa di contagi, oppure a seguito degli assembramenti di quelle migliaia di tifosi che senz’altro disobbedendo a qualsiasi suggerimento sulla sicurezza sanitaria hanno dimostrato a Milano il loro affetto alla squadra del cuore riunendosi senza alcun distanziamento e tanti addirittura senza mascherina. Ed assolutamente non è stato un bel vedere. In effetti, “no” a chi prende cappuccio e cornetto al banco del bar e poi ci si dimentica di eventi sportivi prevedibili come il festeggiamento dello scudetto dell’Inter.

Ristoratori sempre presi di mira e penalizzati mentre “altro” non si è riusciti a tenerlo sotto controllo: ristoranti chiusi, se non all’aperto ed in zona gialla, mentre la festa per lo scudetto è ammessa ed avrebbe dovuto essere già stata messa in conto dagli addetti ai lavori da parecchi giorni. Sarà, quindi, in conseguenza di ciò che è scattata nei ristoratori una sorta di autogestione con la dichiarazione di apertura anche al chiuso dei propri ristoranti, sempre rispettando i protocolli e le linee guida istituzionali. Purtroppo, in tutto questo caos che sta creando tanta confusione il mondo dei giochi d’azzardo legali in Italia è fermo e tutto l’intrattenimento ed il divertimento non riapre: i parchi a tema lo faranno il 1° di luglio se non si alza la curva epidemiologica. Però al settore ludico non è venuto in mente di rialzare le saracinesche senza ottenere il via libera dell’Esecutivo! Provvedimento che tarda ad arrivare anche se onestamente l’intera filiera del gioco ha superato, il limite di sopportazione economica relativo alla chiusura ininterrotta dall’ottobre 2020.

Appare evidente che l’Esecutivo stia valutando queste “prese di posizione” delle attività che “vogliono e devono riaprire” magari applicando nuovi criteri per le riaperture, valutando i rischi “concreti” relativi alle singole attività mentre gli stessi esercizi dovranno adottare tutta la prudenza possibile per evitare di richiudere con l’applicazione di ulteriore restrizioni, facendo tesoro di ciò che è avvenuto lo scorso anno. L’esperienza dovrebbe servire pur a qualcosa e forse bisognerebbe anche fare una campagna “forte” su questi comportamenti che hanno portato alla chiusura delle attività: quest’anno però l’economia del Paese non può permettersi un altro simile errore ed è proprio su questo che bisognerebbe puntare. Sulla responsabilità individuale del cittadino e delle imprese che hanno avuto “la fortuna di essere state sorteggiate” per la riapertura dell’attività: cosa che il gioco, casino bonus compresi, invidia senz’altro attendendo di aprire i battenti con ansia e con tanta voglia di riabbracciare la propria utenza.

In questi giorni fondamentali che consegneranno il primissimo bilancio delle riaperture, l’Esecutivo starà molto attento all’entità della ripresa del contagio: e questo in relazione alla circolazione della fascia più giovane che non è stata ancora vaccinata anche se portatrice del virus in forma più blanda. Così, le valutazioni avranno due date di riferimento: la prima è quella dall’8 al 14 maggio dove si registreranno i primi effetti delle riaperture e dell’attribuzione della colorazione gialla alle zone. La seconda, se non viene anticipata, è l’ultima settimana di maggio che potrebbe essere davvero quella decisiva per capire se cominceranno a registrarsi gli effetti delle vaccinazioni e diminuiranno i dati negativi della curva epidemiologica: da qui o si continueranno a riaprire le attività, e quindi si spera anche quelle del gioco e delle slot machine, oppure si dovrà pensare di nuovo a chiusure e si spera davvero che ciò non accada. Qui ci sarà il “conto definitivo dei rischi calcolati” dal Premier Draghi.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 26 Maggio 2021 ore 10:25
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