Il grido d’aiuto dei bookmakers di tutto il mondo

bookmakers in difficolta

Quando la stampa del Regno Unito rende pubblici dati negativi sul gioco d’azzardo “bisogna crederci” perché in quella realtà il gioco, seppur intrattenimento, è considerato molto seriamente anche perché ha una movimentazione di danaro notevole, assolutamente “rispettabile” e senza dubbio utile per l’economia nazionale. In modo particolare, il segmento delle scommesse: è quello più movimentato di altri, considerato che nel Regno Unito si scommette veramente “su tutto” lo scibile umano. Anche in quel territorio, purtroppo, imperversa lo tzunami del Coronavirus con la conseguenza che pure l’economia britannica barcolla ed è sottoposta a contraccolpi eccezionali e, sopratutto, imprevedibili: compreso ciò che riguarda appunto il mondo del gioco d’azzardo, ed in particolare il segmento delle scommesse. La pandemìa sta mettendo in ginocchio special modo tre grossi gruppi come Paddy Power Betfair, William Hill e Gvc che rappresentano i principali operatori di gioco quotati alla borsa di Londra.

La stima delle perdite di queste aziende è stata quantificata in quasi 7 miliardi di sterline, più o meno otto miliardi e mezzo di euro, di valore di mercato soltanto nell’ultimo mese. Chi segue il gioco d’azzardo, anche da lontano, sa che gli eventi sportivi principali sui quali si scommette sono le partite di calcio della Serie A, della Liga, della Premier League, della Bundesliga, il basket, la palla a volo, il tennis. Ed è tutto fermo a livello globale e, quindi, le scommesse vengono dirottate su sport minori dei quali, però, si conosce ben poco, di cui i bookmaker non conoscono il trend e, sopratutto, hanno sicuramente poco appeal per i consueti scommettitori. É evidente che il perversare dell’emergenza sanitaria sia una “tragedia economica assoluta” per i bookmaker e che non fa presagire nulla di buono per il futuro, considerato che non si riesce a delineare se i vari campionati riprenderanno, quando riprenderanno ed in che modo. Si presenta un domani burrascoso per l’economia di tutti i Paesi dove purtroppo passa il Coronavirus ma, forse, il gioco d’azzardo è quello che ne conterà le spese più alte.

Tra gli eventi che avrebbero dovuto “sostenere” il flusso costante delle scommesse online, ed anche i circa novemila betting shop del Regno Unito, ne emergono alcuni, tra i quali le qualificazioni di Euro 2020, la Oxford-Cambridge Boat Race ed il campionato WGC Match Play di golf. Invece, nulla di tutto ciò ed i bookmaker si trovano a bocca asciutta e si stanno veramente arrampicando sui vetri per colmare questo vuoto dovuto appunto allo stop globale degli sport per contrastare il contagio da Coronavirus: arrivano persino a sottoporre quote su partite del calcio nicaraguense under 20, l’hockey su ghiaccio bielorusso, il basket ed il tennis da tavolo russo. E si può ben comprendere che tali proposte non saranno di numero rilevante e non scalderanno il cuore degli scommettitori: quindi, si può decretare ufficialmente una profonda crisi dei bookmaker del Regno Unito che nelle scorse settimane hanno visto concretizzarsi enormi flessioni sui loro profitti.

Questa situazione in particolari scenari rischia di ridurre della metà i proventi di un anno intero: la chiusura dei punti di gioco ed anche la sospensione delle corse dei cavalli, qualora fossero troppo prolungate avrebbe un effetto devastante. É evidente che le varie aziende del gioco stanno cercando di spostare i propri clienti online, verso mercati di “nicchia”, anche se non è assolutamente facile, e sono coscienti che anche nel Regno Unito, alla ripresa post-Coronavirus, tutta l’industria del gioco, e non solo il segmento delle scommesse, non sarà più come prima. Dipenderà anche da come le stesse aziende riusciranno a resistere a questo furibondo tzunami, forse all’inizio sottovalutato dal Governo inglese, anche se dopo è stata fatta marcia indietro e si stanno adottando le stesse strategie che il nostro Paese ha messo in campo da tempo, essendo il primo Stato ad esserne stato così feralmente colpito.

Le scommesse sportive sono quelle che generano la maggior parte delle vendite per buona parte delle aziende e gli esperti britannici sostengono che il 2020 non porterà assolutamente redditività per i bookmaker, cosa che “brucerà” in modo inequivocabile le loro casse: dalla forza residua delle aziende dipenderà, poi, la capacità di fronteggiare questa situazione del gioco che non è per nulla rosea, ma che si accompagna a quella di tante altre aziende di altrettanti settori diversi. Sempre gli stessi esperti stimano che lo stop agli eventi sportivi rimarrà in vigore sino ad agosto, in tempo per affrontare forse la nuova stagione di Premier League e Nfl: è troppo ovvio, di conseguenza, che le aziende cerchino di sopperire a questa situazione disastrosa sottoponendo scommesse su sport alternativi come gli eSport ed anche sui casinò online. Il problema consiste nell’affrontare queste “alternative” poco conosciute dai bookmaker che sono abituati ad altri comparti e che non consentiranno, ovviamente, agli scommettitori di piazzare grandi scommesse su qualcosa a loro poco conosciuta.

Per fare un esempio pratico, il rapporto tra i bookmaker e le scommesse sugli eSports: i bookmaker non hanno una conoscenza approfondita di cosa accade in questo mondo, essendo uno sport “alternativo”. Quindi, non consentiranno scommesse importanti su di una cosa a loro poco congegnale. Poi, invece, si trova Paddy Power Betfair che offre quote su di un suo nuovo torneo “Fifa Quaranteam”, ma gli altri operatori sono più guardinghi nel proporre scommesse su questo poiché è un torneo che riguarda i più giovani. Bisogna stare attenti con questa proposta a non urtare la “suscettibilità” delle istituzioni poiché i giovani non dovrebbero scommettere ed essere coinvolti in avvenimenti del genere. Infine, l’unico salvagente che potrebbe mitigare una situazione veramente pericolosa sono i giochi da casinò online che offrono una buona fonte di guadagno e non sono eccessivamente pericolosi: ma bisogna possedere un buon portafoglio. In effetti, aziende come 888 e Playtech, che non affrontano il segmento delle scommesse, con i casinò online vedono aprirsi uno squarcio di luce in questo momento particolare a livello globale dove di luce veramente se ne vede veramente poca, per tutti.

Aprile 21, 2020: •
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