Il Gioco deve trasmettere alla politica dati certi e sicuri

confronto gioco e politica italiana

Quello che “esce” dagli incontri che la settimana scorsa si sono sviluppati in Enada Primavera è innanzitutto la necessità per il mondo del gioco pubblico, compresi i migliori siti di casino online, di riuscire “a contattare” i rappresentanti dell’Esecutivo Giallo-Verde, e questo nonostante la particolare avversione di quest’ultimo nei confronti del settore ludico, per presentare e trasmettere alla politica i dati concreti che rispecchiano il mondo del gioco pubblico, affinché si possano emettere provvedimenti “non a vanvera” e senza una profonda conoscenza delle problematiche del settore, ma conoscendone le esigenze ed i risultati che si potrebbero ottenere se vi fosse una riforma nazionale equanime e, sopratutto omogenea. Nonostante i vari tentativi per contattare l’Esecutivo, però, il mondo del gioco pubblico non riesce a concretizzare questo obbiettivo e, quindi, la nostra “politica del Cambiamento” forse non vuole proprio essere a conoscenza della realtà dei giochi (di Stato) poiché non saprebbe far fronte ad una situazione che per il Paese è positiva sia a livello di occupazione che, ovviamente, di risorse per le casse dell’Erario e confermarne invece la propria avversione.

Eppure per il mondo dei giochi è certo che vi sia l’esigenza di fornire i dati concreti che lo rappresentano alla politica in difesa proprio del settore ludico ed anche per valutare attentamente, anche se forse è troppo tardi, le conseguenze del divieto assoluto della pubblicità contenuto nel tanto discusso Decreto Dignità: discusso particolarmente dalle imprese che operano online e che hanno solo nel mezzo pubblicitario la possibilità di far conoscere i propri prodotti e le proprie offerte. Sopratutto quelle aziende che stanno nascendo o, meglio ,che hanno oggi l’ardire di mettersi nel business del gioco. A questo punto si è arrivati con la politica del nostro Paese: togliere agli imprenditori la possibilità di investire sul territorio perché non esistono leggi che proteggono i loro investimenti (ed anche quelli esteri che si stanno diradando sempre di più). Quindi, preoccupazione e sgomento di fronte a questo atteggiamento tenuto dall’Esecutivo Giallo-Verde oltre che una assoluta mancanza di rispetto per la filiera del gioco, che non riesce a farsi ascoltare.

Però, alla stessa filiera ci si rivolge quando “serve” e questo è un altro paradosso della nostra attuale politica e dei due schieramenti che compongono questo “strano Governo” che tanto in comune certamente non ha, ma che ha il dovere di trattare tutti i suoi cittadini nello stesso modo: perché non vengono tutelati, quindi, gli interessi delle risorse che operano nell’industria del gioco pubblico? Perché, particolarmente il vice premier Di Maio, non mantiene le sue promesse e non fa seguito all’impegno assunto di incontrare i rappresentanti dei giochi? Senza contare, poi, che oltre che del gioco con vincita in danaro, con la sua situazione attuale complessa e compromessa da tutte le ordinanze relative a distanze ed orari, oggi si deve parlare anche delle ticket redemption e, quindi, del puro intrattenimento senza vincita in danaro. Anch’esso è costretto a seguire le norme che “imperversano sull’altro gioco” e viene messo in costante discussione particolarmente sul territorio dell’Emilia-Romagna dal quale è quasi bandito, come è successo alle apparecchiature da intrattenimento in Piemonte: il che è veramente assurdo!

Infatti, bisogna avere la forza di sottolineare che la conferma dell’attuazione di questa legge restrittiva in Emilia Romagna nei confronti appunto delle ticket redemption viene posta in essere una seria minaccia per l’industria di quel settore, e non solo in ambito locale, ma bensì a livello nazionale. Bisogna essere preoccupati di questo provvedimento e bisognerebbe mettere in campo ricerche precise dedicate anche a questo settore per sottoporle poi all’Esecutivo Giallo-Verde (ammesso che lo stesso ne voglia tener conto e qualche dubbio in merito non può non esserci): rimane sempre ben chiaro nella mente di coloro che tutelano le imprese di gioco che avere dati pubblici, certi, precisi provenienti da fonti scientifiche sia l’unico mezzo per avere prove concrete che possano aiutare a prendere (qualora si volesse) decisioni sostenibili. Invece, sino ad ora tutte le decisioni che sono state prese, guardando in modo particolare al settore delle ticket redemption, sono state assunte senza dati concreti: e questo non è un bene per alcuno.

Per tornare poi al gioco pubblico, quindi, a quello con vincita in danaro in specie, sembra indispensabile che il settore, tutto unito, debba rendere la politica a conoscenza di dati certi per affrontare il problema della pubblicità ai giochi ed alle scommesse: e sicuramente bisognerà “riprendere in mano” il divieto disceso dal Decreto Dignità. Si era già parlato a lungo di questo argomento in altri articoli, ma il contenuto e la problematica che sta seguendo e seguirà questo provvedimento probabilmente necessiterà di ulteriori interventi e sviluppi. Le aziende di gioco si “stanno attrezzando” perché sicuramente questo è un argomento “ancora bollente”: ed in ogni caso tutti si stanno guardando in giro per trovare una soluzione alla “troppa presenza di spot pubblicitari legati sopratutto agli eventi sportivi” ed alla loro futura totale mancanza.

Non sarà né semplice, né agevole perché a catena si coinvolgono interessi di svariate fonti e di varie entità. E poi non bisogna neppure dimenticare che la pubblicità è forse l’unico mezzo per il giocatore di poter essere aiutato nella scelta tra il gioco legale e quello che non lo è: decisione già ora difficile poiché le offerte illecite, inutile nasconderlo, sono sempre accattivanti e coinvolgenti e spesso e volentieri riescono a “convincere” il giocatore a schierarsi nelle scelte dalla parte “meno opportuna” per lui. Non si finirà mai di sottolineare che l’offerta illecita nasconde quasi sempre il rischio di trovarsi “spiazzati”: senza vincite, senza danaro e senza la tranquillità di divertirsi. Questo, il giocatore deve tenerlo ben presente quando si appresta alla scelta di impegno del suo tempo libero e dei propri quattrini: ma non sempre accade. Il gioco illegale sa molto bene che “tasti della psicologia del giocatore” toccare e come toccarli: e questo l’Esecutivo Giallo-Verde quando emette qualsivoglia provvedimento nei confronti del gioco pubblico dovrebbe tenerlo ben presente se ha veramente a cuore l’interesse dei suoi cittadini-giocatori!

Data Pubblicazione: 27 Marzo 2019 ore 12:00

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