Il gioco d’azzardo deve provare a cambiare pelle

gioco azzardo deve cambiare pelle

Considerato, innanzi tutto, che nel nostro Paese il gioco d’azzardo, ed anche le piattaforme casino, viene tartassato e demonizzato con qualsiasi forma (che si presuppone legale) lo stesso settore forse potrebbe raccogliere la sfida che gli si propone ormai da quasi un paio d’anni e provare a cambiare pelle, diventando un gioco nuovo, sostenibile che guarda ostinatamente al futuro e che vorrebbe “farla in barba” a coloro che continuano a porre la sua immagine come se fosse “una diavoleria” ed una cosa, di conseguenza, assolutamente da evitare. L’evento “Responsability in Gaming” può essere un perfetto suggeritore per il mondo dei giochi e sottoporre qualcosa di speciale che possa cambiare il percorso, ed il futuro prossimo, del settore ludico, ma che si può concretizzare solo con una pronta ed intelligente interpretazione del messaggio che è uscito dalle varie conferenze che si sono appunto sviluppate nella manifestazione di Bruxelles. Ma l’industria italica del gioco, tutta, deve muoversi prima ancora che qualche “buontempone” metta in atto nuovi divieti e restrizioni che non la facciano più muovere.

Oggi ci vuole un grande cambiamento per poter avere un futuro nel gioco d’azzardo, di qualsiasi comparto si tratti persino dell’amusement: però, per arrivare ad averlo un futuro, probabile che ci voglia profonda forza e coraggio per rimettere in discussione quello che è stato fatto sino ad oggi e per poter raggiungere davvero quell’obbiettivo che tutto il gioco desidera da anni, la sostenibilità. Cosa che farebbe cadere tutte le negatività attuali, l’incertezza, la non tranquillità, la mancanza di investimenti, i licenziamenti dei dipendenti ed ovviamente, la mancanza di un futuro per tutti gli addetti ai lavori del gioco. Sicuramente, come è abbondantemente emerso dall’evento di Bruxelles, la parte del leone in questo cambiamento, indispensabile ed improrogabile, sarà interpretata dall’innovazione tecnologica, partner primario con la quale bisognerà decidere di andare a braccetto per poter avere un gioco d’azzardo migliore, competitivo, divertente, sostenibile.

E non sarà un’impresa facile ma, sicuramente, la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale saranno quegli strumenti dei quali i giochi non potranno fare a meno per poter affrontare questa sorta di metamorfosi che gli consentirà di riacquistare quel terreno e quello spazio che le normative troppo restrittive imposte al settore hanno tolto, a volte anche in modo scriteriato. Sicuramente questa è la sfida più importante che il gioco dovrà intraprendere se vorrà arrivare a quella sostenibilità che nei mercati, anche internazionali, manca e che veramente rischia di diventare una chimera, sopratutto per gli operatori italiani. Insomma, sembra che la due giorni di Bruxelles, ed i suoi contenuti, possano trasmettere una speranza per gli operatori e fornire suggerimenti e consigli preziosi a mezzo dei fornitori di soluzioni innovative che erano presenti, degli esperti ed dei Regolatori: si è vista veramente una “apertura ed un passaggio di luce” nel futuro dei giochi e questo probabilmente può essere considerato un viatico per raggiungere una sostenibilità che il gioco, ed anche le scommesse online, ancora oggi non riesce a raggiungere.

D’altra parte la tecnologia può rappresentare veramente l’unico mezzo verso la strada della salvezza del comparto dei giochi: la percezione che il pubblico ha dello stesso gioco può essere interpretata proprio dall’Intelligenza Artificiale e con essa si può riuscire a comprendere e prevedere anche il comportamento dei giocatori, consentendo con questo mezzo di mettere in campo una vera e propria prevenzione ed evitare le derive più pericolose che, inutile nasconderlo, l’abuso del gioco può provocare. Non bisogna assolutamente arrivare alle patologie peggiori rincorrendo il gioco d’azzardo e tutta l’industria non può evitare di pensare che ciò, purtroppo, accade. Invece, non si deve ignorare questa possibilità che deve essere monitorata e prevenuta: questo fa parte indubbiamente nel processo di cambiamento che il gioco deve affrontare senza aspettare che siano i Regolatori ad imporre normative “peggiori” e che non tengano conto, come succede sempre, delle esigenze delle imprese.

Bisogna ribadire ancora una volta, che non sarà affatto facile perché questo possibile ed indispensabile cambiamento richiederà nuovi investimenti, anche di un certo pregio: e ciò potrebbe essere un problema se il Governo Giallo-Rosso per parlare di quello del nostro Paese, continua a voler spremere il settore per le “proprie esigenze di bilancio” nascondendo il proprio “fare” dietro il concetto di voler (tar)tassare il mondo dei giochi per disincentivarne i consumi da parte dei giocatori. E mai come oggi quest’ultima intenzione suona di falsità, anche estrema: da sempre, la quadratura del bilancio statale si riesce ad ottenere con gli introiti del gioco che arrivano nelle casse dell’Erario sempre più che disponibili ad accoglierli! I continui aumenti imposti alla filiera (e che la filiera tenta di rispettare) rendono sempre più difficile investire: oltre al concetto ormai che la demonizzazione del gioco legale e la sua “quasi sparizione” dal territorio dello Stivale hanno fatto presa sulla psicologia della stessa filiera e fa persino mancare, a volte, la “voglia di combattere”.

Ma non si può e non si deve permettere che certe forme proibizionistiche e restrittive e certi percorsi denigratori abbiano la meglio: il gioco pubblico è lecito, autorizzato dallo Stato e non si comprende proprio perché debba smettere di esistere e di portare avanti la legalità sul nostro territorio. Quindi, perché ascoltare la spinta populista che trova terreno fertile in questa demonizzazione del gioco? É solo propaganda per chi ha poche altre argomentazioni e nuove idee da sottoporre, oppure soluzioni positive e pratiche per la cittadinanza: riesce solo a nascondersi dietro qualcosa che al contrario del pensiero dell’Esecutivo se ben organizzato, ben regolamentato e distribuito può continuare a far divertire ed intrattenere chi lo desidera. Il gioco d’azzardo, d’altra parte, è questo: sano divertimento ed adrenalina. I giocatori lo sanno, lo ricercano da sempre e riuscirebbero a passare ore più serene se anche il gioco pubblico vivesse in un ambiente più tranquillo e sostenibile e, sopratutto, meno demonizzato. Ma aspettando che una certa politica, ed il suo personale atteggiamento, cambi nei confronti del gioco, la sua industria deve cambiare… ed anche in fretta.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 16 Novembre 2019 ore 12:00
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