Legge Delega sul Gioco: Partita in quarta e poi dimenticata

politica italiana stava dando tanto risalto alla legge delega sul gioco prima di lasciarla in sospeso

Quando l’anno scorso si è parlato della Legge Delega sul Gioco, per sveltire il suo iter che avrebbe dovuto essere breve e legge che avrebbe dovuto avere un “contenuto succulento” per la risoluzione delle annose criticità che stanno davvero incrinando i bilanci delle varie attività ludiche, tutti hanno gridato “Evviva”!

Non sembrava vero che nel secondo semestre dello scorso anno la politica, a mezzo del sottosegretario con delega ai giochi Federico Freni, continuasse a preannunciarne l’arrivo promettendo interventi “a destra ed a manca” appunto per affrontare, studiare e risolvere le varie e onnipresenti problematiche che il settore era davvero stanco di dover vivere nel suo quotidiano.

E sopratutto che avesse davvero in mente di mettere in cantiere il riordino nazionale dell’intero settore e di porre fine, prima tra tutte le diverse ed annose “disavventure”, alla Questione Territoriale che da anni costringeva il mondo ludico in un mercato “con il freno a mano” e che imponeva agli investitori di rivolgersi altrove e non al mondo dell’italico gioco e casino online, nonostante quest’ultimo risultasse uno dei più appetibili a livello internazionale.

Sicuramente, aver preso coscienza che la politica prometteva la nuova normativa del gioco entro il successivo mese di gennaio 2022 non poteva che rallegrare tutta l’industria ludica che già vedeva proiettarsi e concretizzarsi proprio nel 2022 una specie di rinascita dell’intero settore dopo il lunghissimo periodo pandemico che aveva creato così tanti danni economici e dopo anche la constatazione che la riapertura delle varie attività commerciali non aveva consegnato di certo i risultati sperati.

Così il mondo del gioco si è lasciato ancora una volta irretire dalle promesse della politica e del Governo centrale anche in considerazione delle affermazioni che si ritenevano attendibili rilasciate più di una volta dal proprio diretto interlocutore, ma anche da altri politici.

Ed ancora una volta, con il senno di poi ed essendo arrivati alla seconda metà di questo 2022, la politica ha tradito il gioco e lo ha fatto rendere definitivamente conto che non è sicuramente una priorità nel cammino delle prossime decisioni istituzionali.

Complice di queste mancate decisioni prioritarie oltretutto, e questo si deve accettare, l’evento barbarico della guerra in Ucraina iniziata il 24 febbraio scorso ed ancora in corso con un numero di vittime da entrambe le parti assurdo.

In ogni caso, oggi il gioco si sente davvero in pericolo poiché in alcune Regioni, Lazio in testa, a breve entreranno in vigore le Leggi Regionali “capestro” che riusciranno ad espellere dal proprio territorio di competenza tante “Riserve di Stato” che in forza delle proprie concessioni ritenevano di poter lavorare con una certa tranquillità, oppure protetti da chi quelle “costose” autorizzazioni aveva concesso.

Invece, la Questione Territoriale è sempre viva e vegeta e pesa come un macigno su tutto il settore dei giochi non lasciando lavorare in tranquillità gli addetti ai lavori: almeno le concessioni hanno avuto la fortuna di essere prorogate anche se onestamente queste continue proroghe senza i bandi di gara non sono certo una soluzione positiva per l’intero settore.

Infatti, con questi interventi si lasciano sempre gli operatori costretti a vivere in una sorte di strano equilibrio, sport nel quale si sono senza dubbio specializzati, ma che non lasciano certamente in serenità ed in certezze.

Un’altra spina nel fianco, anche se Federico Freni ha messo come sempre una buona parola per tranquillizzare gli operatori, è la vicina scadenza della Legislatura, marzo 2023, sempre che non accada qualcosa di eclatante prima di quella data visti i rapporti tesi (per usare un eufemismo) che intercorrono nel Governo.

Non si può evitare che la mente ritorni al 2017 al momento della sottoscrizione dell’Intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali che non ha potuto attribuirsi il suo decreto attuativo proprio per un altro cambio di Governo.

Intesa che avrebbe già allora posto fine alla Questione Territoriale visto che le lunghe giornate di trattativa sembrava avessero trovato un accordo per il quale il gioco pubblico poteva ricominciare a lavorare ed a vivere con una certa leggerezza.

Ora, purtroppo, sembra ripetersi lo stesso viaggio che il gioco non vorrebbe proprio percorrere, sperando che in questi mesi, anche se sembra impossibile, si possa trovare posto anche la Legge Delega sul Gioco che al momento sembra proprio essere sparita dagli obbiettivi della politica.

Nessuno ne parla più: neppure le voci di corridoio che sono il sintomo che qualcosa “bolle in pentola” oggi tacciono e senz’altro non è di buon auspicio.

Quindi, il mondo ludico deve ascoltare soltanto la voce di Federico Freni che sottolinea che nonostante i tempi comincino a diventare critici e proprio con il conto alla rovescia per la scadenza della legislatura si potrebbe anche assistere al classico colpo di scena e far diventare realtà il riordino che sembrava già cosa fatta, ma che purtroppo non è mai approdata al Consiglio dei Ministri, od almeno così sembra.

Credere ancora al sottosegretario risulta essere un impegno decisamente stoico, ma dato che la speranza è l’ultima a morire, perché non porre ancora una certa qual considerazione in Federico Freni?

Sopratutto nelle sue “proiezioni temporali” anche se suonano davvero come promesse al vento alle quali il gioco è quasi stufo di assistere. Bisogna soltanto sperare, insieme alle promesse ricevute, che la Legge Delega arrivi al Consiglio dei Ministri entro l’estate: così ci sarebbe ancora tempo per concretizzare quel benedetto sogno ludico.

Il discorso del sottosegretario Freni potrebbe sembrare di buon auspicio, anche se buona parte del mondo del gioco si è rassegnato ancora una volta a non vedere “l’opera omnia compiuta”: ma anche se sembra davvero una “speranziella” forse vale la pena di crederci anche se i tanti nodi della matassa ingarbugliata del settore del gioco sono ormai arrivati al pettine ed anche oltre.

Purtroppo, la Questione Territoriale, criticità vecchia che sta allungando le mani su tante attività che non potranno proseguire il proprio percorso commerciale, è quella problematica che si può risolvere soltanto con il riordino della normativa. E questo come e quando accadrà oggi non è dato di saperlo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Luglio 2022 ore 18:00
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