Il Decreto Dignità stà cambiando il futuro dei Casino online

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Il futuro delle imprese di gioco online e dei casino online non vi è dubbio che sarà fortemente condizionato dal Decreto Dignità e dal divieto alla pubblicità ai giochi ed alle scommesse che comprende. Più di una volta si è sottolineato da queste righe che la mancanza di possibilità di pubblicizzare un’azienda che opera online frenerà gli investimenti in questo segmento e non solo: il Decreto Dignità metterà questo comparto di gioco in netta difficoltà non avendo lo stesso più la possibilità di sottolineare le proprie offerte e non potendo avere la “visibilità” del gioco terrestre che con la stessa avrà un cavallo di battaglia sul quale “cavalcare l’onda delle varie promozioni”.

L’argomento, quindi, è oltremodo scottante e ci si domanda cosa accadrà dopo l’entrata in vigore di questo provvedimento così fortemente voluto dal vice premier penta-stellato che con questo ordinamento intende dare uno “stop all’immorale mondo del gioco d’azzardo, piaga del nostro secolo”… Ma quello su cui ci si vuole soffermare è su come cambierà il marketing per gli operatori del segmento online: qualcosa si dovranno pure studiare se non vorranno soccombere ed uscire da questo alone di profonda incertezza rispetto alle attività di comunicazione che potranno essere condotte nei mesi a venire senza incorrere nel divieto assoluto di pubblicità ai giochi ed alle scommesse.

Ma che sia online o terrestre nulla cambia, in ogni caso, per il gioco: a partire dalla prossima estate, e precisamente dal luglio 2019, scadrà l’ultimo termine fissato dallo stesso Decreto Dignità entro il quale dovranno essere messe a termine qualsivoglia campagne pubblicitarie sotto contratto. É un tema scottante visto che le imprese che di gioco vivono sono alle prese con le definizioni dei programmi di investimento per il prossimo anno e si trovano nelle condizioni di dover decidere se “tagliare” i propri compartimenti che si occupano di comunicazione: il che comporterebbe indubbiamente un ulteriore incandescente problema occupazionale.

Senza contare che potrebbero anche “essere costretti” a questa scelta, poiché la probabile riduzione degli incassi potrebbe essere generata dalla mancanza di possibilità di promuovere le proprie offerte di gioco agli utenti. In questa settimana ci si troverà a confrontarsi con il nostro gioco pubblico e con il Decreto Dignità all’edizione 2018 di SiGma Malta: un evento ormai di forte riferimento per l’industria del gioco online a livello europeo ed in questa manifestazione si parlerà del “caso italiano” relativo al divieto totale della pubblicità contenuto nel provvedimento Dignità.

Vi saranno discussioni su questo problema che, naturalmente, pesa come un macigno sulle imprese del comparto online dove le campagne di marketing sono basilari per gli affari: questa negazione totale si rifletterà sul presente delle imprese di gioco, ma particolarmente sul loro futuro e sopratutto in ambito internazionale, considerato che gran parte delle società che operano nell’online sono attive su più mercati. Il “caso Italia” diventerà centrale, poiché il nostro Paese è da sempre ritenuto un banco di prova fondamentale per le società che operano nel comparto online ed il nostro mercato alquanto appetibile dalle imprese globali.

Ora, la presenza di un divieto totale di pubblicità porterà gli addetti ai lavori all’interrogativo di come muoversi nel mondo del gaming e delle slot machine: per questo motivo il “caso Italia” verrà affrontato e discusso nelle conferenze che si terranno in SiGma 2018 nelle quali partecipano esperti e rappresentanti dell’industria del gioco che si stanno ponendo tantissime domande sullo sviluppo di questa parte del gaming. Ovviamente, la problematica si affronterà sia da un punto di vista giuridico e normativo provando ad entrare “nei meandri della legge” che dalla parte dell’industria che verrà rappresentata dagli operatori italiani dell’online.

Innanzi tutto bisognerà tenere presente l’importanza della comunicazione: il gaming vive di pubblicità e di campagne di marketing. Quindi, la pubblicità è indispensabile per proporre la loro offerta e metterla in concorrenza sul mercato, ma anche per consentire agli utenti di riconoscere una offerta lecita da quella illegale, proprio in un settore dove le ultime operazioni delle nostre Forze dell’Ordine hanno fatto comprendere la criminalità si è installata in modo alquanto organizzato, redditizio ed ingannevole. Le infiltrazioni criminali esistono nel mondo del gioco e se non si avrà più la pubblicità che potrà consentire al giocatore di ben comprendere “da che parte stare”, ci si troverà di fronte ad un mercato completamente confuso e pericoloso sia per l’utenza che per la concorrenza sleale che la malavita è sempre molto disponibile a mettere in atto.

Già nel 2014 la stessa Commissione Europea, nella sua Raccomandazione riferita al gioco online, spiegava quanto potesse essere pericoloso vietare la pubblicità del gioco proprio per i risvolti in ambito di illegalità e per la tranquillità e la sicurezza dei giocatori: ora, però, il divieto esiste in Italia e gli operatori dovranno affrontarlo per ridisegnare il loro cammino commerciale. E non sarà uno sforzo inferiore quello dei regolatori che dovranno disciplinare ed intervenire su di un provvedimento per il momento unico nel suo genere, ammesso e non concesso che non venga seguito da altri Paesi.

Nell’evento di SiGma 2018 verranno anche “esplorate” le (quasi) nuove frontiere del gaming: gli eSports ed i Fantasy Sports, sempre più presenti anche in Italia, e questo tema verrà affrontato in una sessione a loro completamente dedicata posto che questo potrebbe rappresentare una opportunità per l’industria al di là del gioco online “tradizionale”. Interverranno su questo argomento esperti del settore anche alla luce dell’imminente debutto del nuovo quotidiano online dedicato agli sports elettronici che avverrà nel prossimo mese di dicembre. Ci sarà, naturalmente, spazio anche per i Daily Fantasy Sport dove verrà presentata l’esperienza italiana di Microgame che è stato uno dei primi ad integrare le proprie piattaforme con un’offerta completa di Fantasy Sports ampliando così le proprie proposte che possono ritenersi una opportunità per gli operatori nella propria “ricollocazione commerciale” alla luce del divieto inserito e contenuto nel famigerato Decreto Dignità che così tante problematiche sta procurando al mondo dei giochi online.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 4 Dicembre 2018 ore 10:47
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