Le scelte del Governo per il destino del gioco d’azzardo

tutto il gioco azzardo legale italiano aspetta con ansia le decisioni del governo centrale

Prima o poi si riuscirà a comprendere la motivazione per la quale il Governo centrale, ed in particolare il Governo Draghi, non vuole schierarsi apertamente nei confronti del gioco e dei casino online migliori mediante l’espressione di “una scelta di campo” chiara e definitiva che riguarda il destino del gioco pubblico, rappresentante dei prodotti di Stato ed autorizzato a questo con le concessioni statali che dovrebbero essere sinonimo di sicurezza e tutela della legalità. Però, si potrebbe anche dire che queste due parole non alberghino più da tempo nel “vocabolario” del mondo dei giochi. Infatti, sicuramente tutt’oggi il suo settore di sicurezza non ne ha e non ne trasmette e per quanto riguarda la legalità, bisognerà vedere se le attività legali di gioco riusciranno a recuperare tutta quella parte di mercato che è stata occupata dal gioco illegale durante la lunga assenza emergenziale sul territorio del gioco pubblico. E, purtroppo, non sarà un’impresa scorrevole e veloce anche perché manca ancora l’intervento (pratico) dello Stato nella stesura del riordino nazionale dell’intero settore del gioco.

La ripresa del gioco d’azzardo in tutti i suoi comparti, purtroppo, in grande parte dipende dalla mancata espressione da parte del Governo centrale sul destino del gioco legale e l’industria ludica, tutta compatta, attende questa scelta da parte della politica. In altri termini, ci si aspetta una sorta di “verdetto” sulla sorte del gioco pubblico: se si deciderà di mantenere in vita la “creatura” creata dallo Stato una ventina di anni fa, però cercando di consolidarne e riqualificarne la presenza, oppure se si deciderà di rinnegare questo operato, accettando il rischio concreto, già assaporato durante l’emergenza pandemica, di relegare il gioco d’azzardo nell’illegalità dalla quale si è “prelevato” tanti anni fa e che si è fatto crescere tra le braccia della legalità con la presenza delle attività legali di gioco. È una scelta di campo doverosa che il Governo dovrebbe fare, e questa volta davvero “senza se e senza ma” perché qualora il cammino del gioco pubblico dovesse proseguire, dovrà essere protetto da una regolamentazione lineare, trasparente ed uniforme.

Sicuramente non si potrà proseguire con quella attuale, composta e supportata da una miriade di norme e “normette” che non lasciano soddisfatti né il settore, né il giocatore, né le casse erariali: e ciò perché se non c’è il riordino nazionale del gioco e delle scommesse sportive, quest’ultimo non potrà garantire quella raccolta cui l’Erario era abituato ed i giocatori non avranno più quelle certezze di cui hanno goduto sinora nel gioco legale. È sin troppo evidente che regni un pesante malcontento tra gli operatori del gioco che non si rendono conto come mai un settore che ha sempre prodotto risorse per lo Stato piuttosto ingenti, dove l’occupazione non è mai stata un problema, come la retribuzione dei propri lavoratori, debba essere così “sotto tiro” da parte della politica e non riesca a trovare nel sociale il suo posto. Posto tra l’altro occupato per tanti anni e che ha aiutato i bilanci statali a tentare di “uscire da quel rosso perenne” che vi si accompagna.

Oggi il settore del gioco è completamente abbandonato dal Governo centrale che continua a promettere e che mai, però, mantiene anche se i suoi diversi sottosegretari che si sono succeduti si sono affannati a cercare una soluzione. Si deve ricordare l’operato di Pier Paolo Baretta in Conferenza Unificata ed anche quello di Freni che, seppur di nuova nomina, si è dichiarato più volte predisposto al riordino del settore. Purtroppo, con la volontà verbale e con le tante promesse non si arriva a nulla di concreto che possa rappresentare una scelta di campo rassicurante: anzi tanti discorsi fatti fanno pensare che non si arriverà mai all’obbiettivo della nuova regolamentazione del gioco e del poker online perché altrimenti si vedrebbero i “primi lavori in corso” per arrivare al riordino. Ed invece si è già partiti con il piede sbagliato: con la proroga onerosa delle concessioni, di cui si è già parlato in altro articolo, che sembra esattamente la “cartina tornasole” del rapporto tra politica e gioco pubblico.

La politica “fa, tanto per fare”, ma senza consultare i dati reali del settore ludico e facendo riferimento a raccolte di vecchia data che sono ben lontane da quelle attuali, sopratutto quelle post-pandemia. E se questo è il primo passo nei confronti del riordino non si può certo affermare che si “è alla metà dell’opera”… Ma nel caso il Governo centrale decidesse valide le ragioni per l’esistenza sul territorio del gioco pubblico, la sua riforma ed il riordino del settore sarebbero davvero urgenti e sarebbe “ormai passato il tempo delle parole”, bisognerebbe passare decisamente ai fatti prima che il settore imploda. Ed ecco che qui si ripresenta la “scelta di campo” di cui si parlava all’inizio di queste righe: il Governo centrale dovrebbe “tornare a decidere ‘personalmente’ del ‘suo’ gioco pubblico” considerando che lo stesso gioco è stato creato appunto per offrire i prodotti di gioco statali a coloro che li ricercano e che, con buona pace dei detrattori, non sono pochi e che “invocano” il diritto di poter avere un gioco legale sicuro.

Il riordino dovrebbe apportare alcuni correttivi prima di tutto al modello concessorio ed in modo particolare alle regole contenute nelle concessioni ed ai bandi di gara che continuano ad essere prorogati: cosa che neppure la Commissione Europea vede di buon occhio e con l’Europa bisognerebbe stare decisamente attenti, proprio quando si stanno per attuare i vari progetti che Draghi ha predisposto e che vengono monitorati con estrema attenzione. Quindi, passi falsi non se ne possono fare e lo sarebbe davvero quello di non provvedere al riordino dell’intero settore dei giochi e delle app casino, quando l’Europa sa benissimo che questo mondo può essere fonte di notevoli risorse per aiutare la rinascita dell’economia del nostro Paese. Anche tutta la filiera del gioco andrebbe rivisitata per controllare e definire meglio i diversi ruoli e le responsabilità di ogni operatore: il tutto accompagnato dal riconoscimento di queste figure magari con autorizzazioni specifiche. Cose che attualmente mancano nell’organizzazione della filiera stessa e che a volte hanno provocato “incomprensioni”, per usare sicuramente un eufemismo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 20 Dicembre 2021 ore 18:00
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