Il buon lavoro della commissione parlamentare sul gioco illegale

buon lavoro svolto dalla commissione parlamenta inchiesta atta a debellare il fenomeno del gioco azzardo illegale

Tantissime cose bollono in pentola, in modo particolare di quella che ha messo sul fuoco la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale: si cercano ingredienti consegnati da “esperti” nel mondo ludico per poterlo migliorare e prevenire qualsiasi forma di illegalità che possa contrastare le attività del gioco pubblico legale.

In questi giorni, la Commissione ha inserito nel suo insieme di nozioni l’esperienza di ANCI, che rappresenta tutti i Comuni del Paese e che senz’altro può far assaporare cose diverse dal solito.

Ma cose che dovranno fare inevitabilmente parte del futuro del gioco e dei migliori casino blackjack e quindi rendere ancora più saporito ed appetibile il risultato delle tante cose che oggi come detto continuano a sobbollire in questo enorme pentolone che intende raccogliere il numero maggiore di esperienze possibile provenienti da più persone od enti od associazioni per aiutare a costruire un mondo dei giochi migliore che dovrà essere, in ogni caso, accompagnato dalla Legge Delega sul Gioco della quale non se ne potrà certo fare a meno.

Ecco, cosa ha riferito ANCI con la sua esperienza ludica: prima di tutto si attende la Legge quadro che determini gli interventi che i Comuni possono attuare senza rischiare azioni legali e Legge che garantisca ai Comuni una compartecipazione alle entrate derivanti dal gioco, cosa che sino ad ora non si è concretizzata davvero nonostante di fatto siano proprio gli Enti Locali che devono accollarsi le spese per le campagne di informazione per la cultura del gioco, per la prevenzione del gioco problematico oltre naturalmente alle spese sanitarie che devono essere erogate alle persone che vengono coinvolte nella deriva dell’abuso del gioco.

Gli stessi Comuni sono coinvolti nel controllo della dislocazione dei punti di gioco terrestri, nel contrasto al gioco illegale che uniti ai punti precedenti formano ambiti di intervento “importanti” per i territori e per questo il ruolo degli stessi Comuni dovrebbe venire meglio valorizzato ed inserito in una programmazione di interventi strategici studiati sul lungo periodo.

Oggi, ma “anche ieri e l’altro ieri” i Comuni si sono accollati la responsabilità di gestire l’aspetto sanitario dei territori insieme alle Regioni: e tutto questo, come ormai quasi tutti sanno, ha generato quella sequela di ordinanze eccessive e frammentate in regole diverse da territorio a territorio: cose che hanno portato la difficoltà di operare alle imprese di gioco che si trovano a confrontarsi con una normativa differenziata.

Sono anni che tutto l’intero settore del gioco si aspetta il riordino, oppure una Legge Quadro che comprenda una pianificazione ed una distribuzione più omogenea dei punti di gioco e delle apparecchiature da intrattenimento, tutto nei limiti imposti dalla legge e dalla famigerata Intesa del 2017 alla quale tutti si appellano, addirittura i Giudici dei vari TAR.

Però recentemente l’attuale Governo Draghi si sta adoperando per una Legge Delega sul Gioco che l’ANCI ha dichiarato di condividere perché dovrebbe finalmente eliminare la frammentata regolamentazione e risolvere una enormità di problematiche.

Criticità operative che il mondo ludico si sta trascinando da anni e che è diventata oggi praticamente insostenibile.

Senza dimenticare che senza un riordino nazionale del settore non si potranno neppure istituire i bandi di gara per le nuove concessioni: di fatto si sta andando avanti con proroghe su proroghe, il che è tutto dire!

Nel frattempo e nell’attesa di questa Legge Delega che sembra essere diventata una sorta di “eldorado” i Sindaci si trovano ad affrontare situazioni veramente spiacevoli e che si ritorcono inevitabilmente sulle attività di gioco legale e che aiutano, anche se appare assurdo, il continuo persistere della presenza dell’illegalità e del gioco illecito che di sicuro problematiche non ne ha proprio, anzi: non è mai stato così felice e con incassi estremamente remunerativi, cosa ancor più triste per gli operatori legali che si vedono circondati da una concorrenza spietata sul territorio con la quale non hanno armi per combattere.

E’ anche vero che dal riordino del gioco tutti si aspettano tanto, ma sono anche stanchi di continuare a stare in attesa.

Quello che interessa senza alcun dubbio ai Comuni, e quindi all’ANCI, è un Testo Unico che mettesse nel mirino il contrasto al gioco problematico, guardasse con attenzione al gioco minorile, ma che puntasse diritto verso il contrasto forte nei confronti dell’illegalità rivedendo, in particolare, la parte sanzionatoria che appare oggi troppo “leggera” in proporzione alla presenza della stessa illegalità.

La paura di tutta l’intera industria del gioco, delle associazioni ed ovviamente dei Comuni che sono coinvolti direttamente con la vita commerciale delle attività di gioco, è che il Governo è quasi a fine Legislatura e quindi i tempi sono abbastanza stretti anche se il cammino di questa Legge Delega sul Gioco avrebbe già dovuto iniziare da tempo il proprio percorso: ma così non è.

Le cose si sono bloccate probabilmente anche per le esigenze istituzionali da affrontare in conseguenza della guerra in Ucraina ed agli interventi che il Governo deve fare per continuare un confronto di pace tra i due contendenti.

Cose estremamente importanti che necessitano di tanto tempo del nostro Premier che… sta girando come una trottola e che quindi non può seguire vicende “meno gravi”: anche se per il gioco il riordino dell’intero settore sta diventando ragione di sopravvivenza di tutto il comparto.

In riferimento alla indiscutibile necessità di questa riforma, ANCI sottolinea che in Toscana tutti gli interventi eseguiti dai Comuni, in modo particolare da quelli più piccoli che non avevano la capacità di dimostrare l’evidenza scientifica tra patologia del gioco e distribuzione degli apparecchi da intrattenimento sono stati rigettati dai TAR: quindi tante ordinanze sono risultate “inutili” per il contrasto al gioco problematico ed i vari Comuni si sono trovati a sostenere anche le spese legali che in pratica non hanno prodotto alcun frutto: ed è per questo che ANCI si auspica una Legge Quadro che chiarisca in modo trasparente l’ambito di intervento dei Comuni dando la certezza di non incorrere nel rischio di azioni legali estremamente costose.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 12 Luglio 2022 ore 18:00
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