Gioco d’azzardo ed Ippica potrebbero sostenersi a vicenda

gioco azzardo ed ippica si dovrebbero sostenere a vicenda per cercare di migliorare

Sia il mondo del gioco che quello dell’ippica non stanno passando il loro periodo migliore: e su questo pare non esserci alcun dubbio. Molto probabilmente tutto sta nel fatto che lo Stato non riesce a trovare un suo “preciso posto” nei loro confronti, laddove dovrebbe soltanto sostenere entrambi i comparti, controllarli, regolamentarli (possibilmente bene e senza discriminazioni) e non lasciarli in balìa della criminalità organizzata che tira i fili del gioco d’azzardo e delle scommesse ippiche. Come qualcuno tra chi ancora ci legge sa perfettamente ogni tanto “ci piace” parlare anche di cavalli, di corse, di ippodromi: in modo particolare di questi ultimi che potrebbero essere considerati come una sorta di “polmone verde” dell’intrattenimento che dovrebbe portare svago, gioco, divertimento. Ma sopratutto rispetto ed amore per questi stupendi animali che riescono a portare in alto il valore dei nostri allevatori, ovviamente con l’immenso nome di alcuni stupendi esemplari che hanno portato questa eccellenza del nostro Paese alla ribalta internazionale.

Infatti, chi non si ricorda Varenne, soprannominato “Il Capitano”, famosissimo trottatore dell’allevamento di Copparo in provincia di Ferrara? É stato considerato il miglior trottatore di tutti i tempi avendo totalizzato premi per un valore complessivo di 6.035.665 euro! Ma chiudendo questa piccola parentesi equestre, e comparto del quale ogni tanto “ci piace” spendere qualche riflessione, si vuole parlare di come si potrebbero “abbracciare e sostenere” gioco ed ippica, due settori appunto in una qualche difficoltà esistenziale che non vengono in ogni caso ben protetti dallo Stato centrale che invece che mettere leggi e restrizioni al di sopra di ogni possibile pensiero, dovrebbe fare in modo che entrambi i comparti proseguano con una certa tranquillità nei loro rispettivi percorsi, magari sostenendosi a vicenda per superare le relative difficoltà. D’altra parte, entrambi i comparti rappresentano intrattenimento, divertimento, partecipazione e creazione: in parole semplici gioia e leggerezza.

Dunque, gioco, migliori casino su internet legali ed ippica hanno proprio bisogno di essere sostenuti per poter offrire il loro massimo nei confronti di un’utenza estremamente affezionata e che ne apprezza ogni e qualsiasi “manifestazione”. E poi si deve considerare cosa può rappresentare per i più giovani avvicinarsi all’ippica ed all’insegnamento che possono trarre dall’incontro con questi stupendi esemplari che offrono il loro amore e la loro bellezza in modo incondizionato, sopratutto nei confronti dei ragazzi che riescono ad instaurare con gli stessi animali un rapporto privilegiato: ed i cavalli non sono ovviamente da meno sempre rispettando il loro mondo ed il loro spazio che sono senza dubbio particolare. Ma se l’avvicinarsi a questi esemplari è una bella crescita nell’esperienza di vita dei più giovani (ed anche di alcuni ragazzi che hanno qualche problema motorio) lo è anche l’avvicinarsi al gioco come intrattenimento, divertimento e leggerezza: si possono ricavare bellissime esperienze dal puro intrattenimento anche con i giochi che si esprimono all’aria aperta come nei parchi a tema o nei parchi di divertimento.

Non si deve dimenticare che gli ippodromi potrebbero diventare anche degli enormi “polmoni del puro divertimento” se si riuscissero a concertare le espressioni commerciali dei due comparti: l’intrattenimento con il gioco e lo sport con le corse e le visite ai cavalli. Indubbiamente entrambi percorsi interessanti e coinvolgenti e non solo per i giovani e giovanissimi: infatti, intere famiglie ne potrebbero essere coinvolte e questo potrebbe anche segnare una svolta, una sorte di nuovo futuro per entrambi i comparti. Solo che questi comparti non riescono ad avere il coraggio di ampliare gli orizzonti di due attività che potrebbero essere sinergiche, senza alcun dubbio: manca ad entrambe la forza di rischiare! Forse anche perché questi due rami di attività non hanno vita facile. Il gioco come puro intrattenimento sta vivendo uno dei peggiori anni a livello economico e si sa che gli ippodromi non sono da meno anche se recentemente si sta cercando di “spingere nuove iniziative” presso queste strutture.

Strategie che possano coinvolgere non solo gli scommettitori, e quindi i frequentatori “assidui” delle corse, ma anche le famiglie che potrebbero passare ore diverse di divertimento in un modo senz’altro affascinante e coinvolgente sopratutto per i più piccoli; qual’è quel bimbo che non ama avvicinarsi o cavalcare un pony? Recentemente, come detto poc’anzi, il mondo delle scommesse ippiche è leggermente in ripresa anche se ad oggi sono tassate in modo davvero illogico quasi al doppio degli altri giochi: forse subiscono anche una tassazione superiore alle corse virtuali il che rappresenta davvero un paradosso! Pare quasi una forma di discriminazione: infatti non sono le tasse imposte a dover garantire le risorse necessarie per sostenere la filiera ippica. Non si comprende quanto tempo ancora serva per comprendere tra le altre cose quanto incida negativamente una qualsiasi forma di vincolo al gioco legale per spingere le scommesse a favore della criminalità e dell’illegalità.

Evidentemente l’esperienza che il gioco pubblico terrestre ha subito durante l’emergenza pandemica non sta servendo a nulla: la chiusura del gioco legale ha dovuto subire una concorrenza aperta e conclamata dell’illegalità nel settore profusa proprio perché “era vietato” giocare con il gioco legale e non si trovata un punto di gioco aperto! E tutto questo si sta ripetendo con le scommesse ippiche: si vincolano i giocatori a subire una tassazione altissima che li spinge in modo inevitabile verso le scommesse illegali che offrono maggiori possibilità di vincite più accattivanti. E non è che ci voglia un genio per riuscire a comprendere tutto questo. Ma sembra che quando si parla di gioco sia tutto difficile ed irrealizzabile quasi che “qualcuno” non voglia che si giochi legalmente e che si voglia far sparire il comparto del gioco pubblico dai territori. Che si parli di “macchinette” o di “scommesse” poco importa: per qualcuno o per qualcosa il gioco deve sparire. Ci vorranno forse le elezioni settembrine per mettere un punto fermo a tutto ciò?

Pubblicazione: 22 Settembre 2022 ore 10:30

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