Gioco illegale: Fonte dichiarata di gioco problematico

gioco illegale non molla la presa su italia e fa soffrire i giocatori da disturbo compulsivo di gioco problematico

In mezzo al tanto fare che lo Stato, a mezzo del sottosegretario ai giochi Federico Freni, dichiara di voler mettere in campo per il riordino nazionale del settore ludico e dei migliori siti di slot machine, spicca un report della Luiss presentato nello scorso mese di luglio e relativo all’aumento del gioco illegale, pur essendo dati che attestano che in Italia l’incidenza del gioco illegale è una delle più basse a livello europeo e giustificato dai controlli virtuosi del nostro sistema gioco.

Sistema che viene preso ad esempio da tanti altri Paesi, cosa che senz’altro può riempirci di orgoglio, ma che si intende potenziare ulteriormente per garantire ancora migliori condizioni di tutela per i giocatori e per le stesse imprese di gioco.

Il gioco illegale, però, è da considerarsi come la punta di un iceberg nel quale si nascondono altre illegalità, poiché non si parla soltanto di una slot abusiva, ma anche di tasse non pagate, di usura, di imposizione mafiosa. E non è che sia esente da tutto questo anche il gioco online che oltre tutto è terreno addirittura più fertile per le infiltrazioni illegali.

Infatti, chi apre una concessione di gioco a distanza, che al momento è relativamente costosa, dopo fa confluire tutto il lavoro su Malta e non paga le tasse e questo si traduce in gioco illegale, non c’è dubbio!

Ma a prescindere dal discorso economico, seppur sia un argomento grave ed importante per il Paese, si deve riflettere che le statistiche che vengono esaminate denunciano che laddove esiste il gioco illegale aumentano notevolmente le problematiche che discendono dal gioco d’azzardo.

È fin troppo evidente che nei punti illegali il giocatore non è seguito nei suoi comportamenti a rischio e non esiste un operatore (come quelli del gioco pubblico) che si accorga quando un soggetto può avere tendenze al gioco compulsivo ed interviene per suggerirgli di smettere di giocare.

Nell’illegalità, al contrario, si “spinge” a giocare sempre di più dietro il sogno di “recuperare” il danaro perso: ma è esattamente un sogno che chi non è ben presente e responsabile rincorre inutilmente. Senza contare che la maggior parte delle “macchinette illegali” sono tarate per non far vincere proprio mai!

Proprio per questo, e per evitare che il gioco illegale faccia ancora più vittime, che il contrasto deve essere “forte e mirato” in modo che sul territorio esistano soltanto punti di gioco legali e che all’illegalità venga definitivamente spenta quella progressiva autorevolezza che si è conquistata (purtroppo a causa di decisioni istituzionali che a posteriori si sono dimostrate “negative”) durante l’emergenza pandemica che ha contribuito alla sua crescita ed espansione sul territorio.

Anche per arrivare all’obbiettivo di sgominare ed estirpare l’illegalità che sta così preoccupando, il Governo vuole coinvolgere i “suoi” operatori nella guerra al gioco illegale: così saranno “chiamati alle armi” e si chiederà loro un intervento pronto ed estremamente professionale per la tutela di quei soggetti che possono essere a rischio di gioco problematico.

Questo vale anche per chi opera online: quindi che si operi nel mondo terrestre od in quello a distanza, gli addetti ai lavori del gioco legale saranno chiamati a dare il loro contributo attivo.

Senza dubbio lo Stato ha molto a cuore il disturbo da gioco d’azzardo e da scommesse, ma ovviamente interviene anche per le altre derive come il fumo e l’alcool poiché sono distorsioni che creano pesanti problemi alla salute dei cittadini: salute da tenere in altissima considerazione come è stato fatto durante la pandemìa dove si è cercato, e si sta cercando ancora, di mettere tutta la cittadinanza in copertura da un nemico quasi invisibile che però ha prodotto danni ingentissimi e dolori immensi a coloro che sono stati coinvolti e travolti dallo tzunami Coronavirus.

Che siano stati cittadini normali od operatori in imprese, la devastazione che ha portato con sé la pandemìa è ancora senza un resoconto ufficiale aggiornato poiché il virus continua nella sua opera seppur senza la “distruzione” del primo periodo pandemico che ha trovato tutti impreparati, spaventati e quasi inermi, almeno nei primi mesi. Oggi, si stanno ancora “raccogliendo cocci” e cercando di ricostruire imprese ed economia, e quindi il Sistema Paese, ma c’è veramente tanto ancora da fare.

Ma ritornando al gioco illegale ed alla sua “distruzione” il settore ludico legale può contare anche sulla Commissione d’Inchiesta che sta muovendo i primi passi ma che ha già un programma piuttosto variegato e che agirà anche a seguito del confronto avvenuto con il neo-sottosegretario con delega ai giochi ed al poker, Federico Freni, in attesa di un incontro durante questa settimana anche con il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che nel periodo pandemico di è espresso più volte per un intervento del Governo centrale per dare il via, finalmente, al riordino del gioco ritenuto non più rinviabile, sottolineando in più occasioni quanto fosse stato controproducente non avere tenute aperte le attività di gioco in relazione alla rinascita, proprio per questo motivo, dell’illegalità su tutto il territorio.

Marcello Minenna, Direttore Generale di ADM, è sempre stato convinto di questo ed ha portato avanti durante l’emergenza la necessità di tenere aperto il gioco pubblico.

Ma evidentemente la sua voce non è stata in quel momento ascoltata: speriamo che almeno per quanto riguarda il sollecito del riordino del settore venga ascoltato oggi, visto che ADM mai prima di questo periodo è intervenuta con così tanta forza per difendere il gioco pubblico, le sue imprese ed i suoi lavoratori.

È indubbio infatti, che il problema dell’occupazione, se lo Stato non interverrà regolarizzando ed innovando le normative del settore ludico, spunterà anche in questo settore e come ben si sa sono veramente tanti i lavoratori che prestano la loro opera nelle tantissime piccole e medie imprese che si occupano di gioco e di applicazioni casino.

Sembra superfluo sottolineare che lo Stato ha il dovere di proteggere il lavoro ed i suoi lavoratori sopratutto in un settore che per anni ha davvero occupato tantissimi giovani che hanno trovato in questo comparto così innovativo e tecnologico la possibilità di impiegare la propria opera, con una giusta retribuzione, in imprese ovviamente legali.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 29 Novembre 2021 ore 18:00
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