Ice Londra: Gli operatori del gioco presenti con attenzione

presenza ad ice londra di operatori di gioco italiani

Senza paura di essere smentiti, si può tranquillamente dire che il gioco italico, compresi i siti migliori di casino, non vuole morire, né annegare, anzi: infatti, gli operatori del nostro Paese nonostante il mare non sia affatto tranquillo, ma ridondante di tempeste e burrasche, si sono presentati ad Ice 2019 a Londra per partecipare a questa manifestazione internazionale. Primo per far sentire che il mercato italiano è ancora “vivo” e, poi, per curiosare cosa succede negli altri territori e come si vive il gioco d’azzardo. Senz’altro si farà a meno di tutti quegli orpelli che girano attorno all’italico gioco e che mette “senza pensarci troppo su” la parte lecita del gioco in un angolo a favore di quello illecito: forse, succede solo nel nostro Paese perché in altri Stati questo settore, così generoso con le tasse nazionali, non è maltrattato come dal nostro Legislatore che non vede l’ora di tartassarlo il più possibile.

Quale sia poi l’obbiettivo reale ancora non è dato di sapere, considerando anche che allo stesso settore si ricorre “quando servono risorse”: ma la mente umana ha risvolti impensabili e prima o poi l’Esecutivo Giallo-Verde dovrà dichiararsi e venire allo scoperto in senso “definitivo” esternando le sue vere intenzioni. Ma a parte questo divagare che irrompe, quasi senza volerlo, ogni volta che si parla dell’italico rapporto Stato-mondo dei giochi ritorniamo alla fiera Ice 2019 di Londra che ha avuto il consueto grandissimo successo. Si sono sviluppati tanti contenuti particolarmente indirizzati ai produttori che non aspettavano altro: certo, in tanti Paesi questo discorso è più semplice che in Italia dove lo stesso gioco, che si parli di “vendita del prodotto gioco”, oppure di “produzione di nuovi giochi” con nuove tecnologie, è ancora in balìa di una sorta di schizofrenia normativa e di grande instabilità che sta diventando, purtroppo, fissa.

Certamente, in altri Stati la vita del gioco non è vissuta così! Vi si trova un approccio assai più pragmatico da parte dei relativi Legislatori, ma anche dalla stessa industria. Sono sensazioni che sono emerse girando tra i padiglioni di Ice, affollati e frequentati e dove gli operatori italiani si “sono aggirati”, curiosi di carpire come il mondo del gioco sia diverso in altre parti del mondo e come sia considerato un qualsiasi settore commerciale e di servizi. Forse, si poteva pensare che quest’anno il nostro italico gioco non si sarebbe presentato a questa manifestazione: invece i produttori della nostra Penisola erano presenti in un numero rilevante con vari stand che proponevano, nonostante tutto, la manifattura italiana del gaming. Proprio con l’intenzione di far testare agli investitori esteri che il gioco italico ancora sopravvive a dispetto di tutto ciò che nel nostro Paese si mette in campo contro il gioco pubblico, e quindi lecito, che non è assolutamente poco, e che sta portando l’intera filiera ludica verso una situazione critica e di certo poco sostenibile.

Anche se a seguito dell’aumento della tassazione e della riduzione del payout i produttori italici hanno potuto riprendere la produzione di nuovi giochi, l’incertezza commerciale e l’ormai più che bassa marginalità indubbiamente compromette il processo di sostituzione delle apparecchiature: anche perché non si intravedono prospettive positive per l’immediato futuro. Si può vedere solo questo cambio attuale per l’aumento appunto del Preu e la diminuzione del payout e pure un’altra successiva ed imminente variante per l’avvento delle slot machine da remoto, creatrici anche loro stesse di speranze da un lato, ma anche di apprensione dall’altro. Sempre per il futuro che si rappresenta proprio in questo segmento del gioco, seppur questo debutto si continua a ventilare, ma che ancora di certo non ha nulla di concreto relativamente alla sua realizzazione definitiva.

La sensazione delle italiche imprese di gioco, e dei suoi operatori, è senz’altro quella di sentirsi “figli di un Dio minore”, frase cara a chi scrive poiché rispecchia lo stato d’animo dei “partecipanti al mondo dei giochi e delle scommesse”: essere trattati come delinquenti dal Governo del Cambiamento non è indubbiamente piacevole come non lo è il fatto che lo stesso Esecutivo Giallo-Verde, e particolarmente il vice premier penta-stellato Luigi Di Maio, non accetti alcun confronto con la filiera per conoscerne le reali esigenze. Come che non si preoccupi dei lavoratori del comparto quando riesce a mettere in campo provvedimenti “capestro” che non fanno altro che ostacolare il cammino commerciale di qualsivoglia attività ludica che rappresenta in ogni caso lo Stato e “ne è la riserva”. Ma tutto questo “malessere” non ha voluto contaminare la manifestazione di Ice Londra dove il gioco italico è stato, comunque, rappresentato con un certo prestigio, suscitando anche l’attenzione degli imprenditori stranieri.

Se non si vorrà soggiacere alle norme capestro, arrendersi definitivamente ed anche se l’instabilità e l’incertezza regnano sovrane nell’italico mondo del gioco, da questa profonda crisi ludica dovranno nascere nuove opportunità anche se le difficoltà sono immense. Gli operatori dovranno “stringersi” ed unirsi nel razionalizzare la proposta dei giochi e “fare di necessità virtù”. Il mercato che si è sviluppato negli scorsi anni non può e non potrà più dare gli stessi utili, essendosi notevolmente ristretto a seguito delle normative e delle ordinanze emesse nei confronti del gioco. Ciò che fino a ieri faceva del gioco un settore ricco non si potrà ripetere ed è scontato che tutto questo imponga un certo tipo di cambiamento.

Per fare ciò è indispensabile che tutti si uniscano, che la filiera del gioco si dimostri compatta e che tutti vogliano raggiungere prima di tutto l’obbiettivo di “restare vivi (commercialmente)”, e poi di ritornare ad essere un settore proficuo, sicuro e divertente: non sarà né semplice né facile, ma sarà l’unica strada da percorrere per riuscire a combattere anche con la concorrenza del gioco illegale che, sempre a causa delle ristrettezze operative di quello lecito, si sta facendo strada con una certa tranquillità. Dispiace che il Governo del Cambiamento non abbia valutato questo risvolto quando ha messo in campo nuovi provvedimenti e nuove ulteriori tassazioni, danneggiando così tutta la filiera lecita.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 21 Febbraio 2019 ore 12:00
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