Governo Draghi: Sembra che il gioco non sia cosi importante

gioco non molto importante per il governo draghi in questo periodo

Sembrerebbe un pensiero assurdo, ma chi scrive non può che esternarlo per vedere se potesse essere condiviso da altre menti: il comportamento anche dell’attuale nuovo Governo Draghi lascia quasi intendere che il settore dei giochi e dei casino autorizzati italiani non sia poi così importante a livello dell’economia nazionale e dell’occupazione, nonostante rappresenti 150mila lavoratori, più o meno. È la conseguenza del costante atteggiamento di ”latitanza” tenuto nei confronti della decisione forse più importante che il Governo centrale dovrebbe intraprendere, la nascita del riordino nazionale dell’intero settore ludico: comportamento incomprensibile che lascia intravedere che il Legislatore nel lontano 2003 forse fece un grave errore legalizzando il gioco, presentando i prodotti di Stato dando incarico ai concessionari di rappresentarli sull’intero territorio. Da allora, però, di acqua sotto i ponti ne è scorsa sino ad arrivare ad oggi con le migliaia di “incomprensioni” che si sono create con questo comparto, sopratutto con la volontà di non intervenire per sedare qualsiasi controversia nata tra lo stesso comparto e le Istituzioni regionali.

Le stesse Istituzioni che hanno fatto il “bello ed il cattivo tempo” con tutte quelle norme ostative al gioco che non stanno facendo altro che mettersi di traverso al cammino commerciale autorizzato delle attività ludiche, nonostante la richiesta di gioco da parte dei cittadini-giocatori sia viva, continui ad esserci e che in assenza del gioco d’azzardo pubblico va a rivolgersi, quasi inconsciamente, al gioco illegale che prospera senza fine. E questo cosa significa? Il Governo centrale non ritiene che il settore del gioco debba continuare la sua vita ed a rappresentare la legalità sul territorio? Purtroppo, il non interesse da parte dell’Esecutivo lascia in realtà alquanto perplessi, ma lascia davvero propendere per questa risposta perché altrimenti, sopratutto al momento della riapertura delle varie attività di gioco, qualche decisione circa il riordino nazionale avrebbe già dovuto essere presa. E non averlo fatto denota disinteresse e poca considerazione per il sistema gioco che fino ad oggi ha contribuito, e non poco, a sostenere i bilanci statali.

Anche le tante promesse da parte della politica e dei suoi rappresentanti in relazione ad interventi propositivi del Governo lasciano parecchio a desiderare quando non si concretizzano: sembra davvero un’ulteriore presa in giro per tutta l’industria del gioco e per le applicazioni casino online che ha ragione da vendere nel sentirsi discriminata, ignorata, calpestata. Però, che si abbia almeno il coraggio di ammettere che non si ha più necessità di un settore ritenuto da sempre importante, ma scomodo: prima di tutto per il suo ruolo di rappresentante della legalità sul territorio che venendo meno questo “baluardo” si trova con la criminalità che riesce a rialzare la testa dopo anni di contrasto alle loro attività illegali nel gioco d’azzardo, da sempre comparto guardato con estremo interesse dalle compagini mafiose. E già questo avrebbe dovuto essere un valido incentivo per intervenire immediatamente: ma così non è stato e da qui sembra davvero discendere il concetto che del settore del gioco veramente poco importa!

Ma bisognerebbe almeno avere il coraggio di dichiararlo apertamente cosa che anche il nuovo Governo non fa: e pensare che da questo Esecutivo il mondo dei giochi si aspettava davvero qualcosa di più, in tutti i sensi: primo fra tutti un cambio di passo rispetto ai due Governi precedenti “a quattro mani” che hanno fatto parecchio male al gioco pubblico ed alle scommesse sportive. Ed anche un cambio di direzione nei rapporti tra Istituzioni e gioco: invece, continua un’assurda presa in giro del gioco, dei suoi concessionari, dei suoi lavoratori ed in fondo anche dei cittadini-giocatori che vorrebbero continuare a giocare con un settore ben regolamentato che li metta al sicuro: sopratutto i neofiti e coloro che non hanno una conoscenza approfondita di questo mondo ludico di certo “sfavillante, ma anche pericoloso” dal quale non è che ci si debba difendere, ma che bisogna conoscere. Non si sta facendo nulla neppure in questo campo: se non ci fosse ADM che si sta adoperando in tutti i modi per mantenere in piedi il settore, contrastando attivamente il gioco illegale poco si vede come intervento del Governo centrale, anzi quasi nulla.

Forse il gioco pubblico è diventato un fardello troppo pesante ed impegnativo ed è il caso di lasciarlo andare alla deriva? Eppure le sue risorse, da sempre, hanno rimpinguato le casse erariali in modo piuttosto consistente! Almeno sino a quando ha potuto lavorare in tranquillità. Ma ora che ci sono tanti problemi da aggiungersi ai tantissimi mesi di chiusura che sono stati imposti per il contrasto al virus, con una visione piuttosto ristretta sulla valutazione delle sue attività, è evidente che le risorse non possono più essere “pingui” per accontentare l’Erario come negli anni passati: e dunque non essendo più utile… si abbandona la barca in alto mare. D’altra parte per sistemare le cose non è che al Governo centrale si richiedano sacrifici insormontabili e non affrontabili: basterebbe davvero “rivisitare” la regolamentazione attuale per togliere le norme “doppie” che si sovrappongono, sino a diventare ingestibili, e prendere spunto dall’Intesa sottoscritta in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali del 2017.

Il gioco sarebbe ristrutturato, modernizzato, uniformato all’attualità che dal 2017 ad oggi è cambiata ed anche di tanto, ma sopratutto con questo benedetto riordino nazionale si avrebbe finalmente un gioco uguale ovunque sul territorio e ciò sarebbe una buona base dalla quale il settore potrebbe veramente ripartire e ricostruire una economia che ha subito danni incalcolabili. Ma in modo particolare si metterebbe di nuovo il territorio in sicurezza, i cittadini-giocatori sarebbero tutelati in egual modo da Nord a Sud dello Stivale e la legalità e la sicurezza prevarrebbe sull’illegalità e sulla criminalità organizzata. Se questo non si può chiamare “un ottimo risultato” come si potrebbe chiamare? Sarebbero tutti felici e contenti e l’economia del settore si riprenderebbe in un battibaleno e così sarebbero pure più che felici le casse erariali. Non è un buon incentivo per muoversi in modo che il nuovo Governo non debba pentirsi per la perdita di ciò che è stato fatto dal Legislatore nel lontano 2003: perché buttare via tutti questi anni?

Data Pubblicazione: 24 Luglio 2021 ore 18:00

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