Gioco: Il proibizionismo non porta ad altro che all’illegalità

proibizionismo sul gioco deleterio

Certamente, l’argomento del divieto alla pubblicità dei giochi, delle Leggi sul Gioco, dei distanziometri dai cosiddetti luoghi sensibili e le varie proroghe che alcune Regioni vogliono mettere in campo in attesa di una futuribile quanto “penta-stellata” riforma del gioco, tengono banco e continuano a far discutere e riflettere particolarmente le associazioni di categoria. Il bene e “la futura esistenza in vita” del settore ludico sta a cuore a tante persone e, quindi, qualsiasi cosa si “metta in mezzo” per evitarne il proseguimento commerciale ed economico è giusto che vada ben esaminata, conosciuta e contrastata qualora abbia tanti effetti negativi, come già successo in alcuni territori, per le imprese di gioco ed i migliori casino online italiani, i suoi operatori ed i suoi addetti ai lavori.

Il Governo del Cambiamento, senza ombra di dubbio, ha gettato (e sta gettando) tutta la filiera nel panico più totale e ci mancava pure un ulteriore aumento del Preu, inserito nella manovra fiscale, a rendere la sua vita ancora più difficile ed apra uno scenario che più “brutto e negativo di così” non è proprio possibile immaginare. Sembra che lo Stato non riesca assolutamente a trovare un diverso “destinatario del suo affetto erariale” se non nel mondo dei giochi: mondo che, però, così facendo affossa senza possibilità di una qualsivoglia via di uscita.

Tutti questi “interventi” messi in campo nei confronti del settore ludico sono “giustificati” dal contrasto al gioco problematico e come deterrente per i giocatori potenzialmente patologici: questo è stato però disconosciuto da svariati studi e ricerche che hanno concluso quanto il percorso del “proibizionismo” non sia invece un serio incentivo per rivolgersi ad altre offerte, siano esse legali od anche illecite poiché “chi vuol giocare, trova il posto e l’ora per farlo”! E poi si continua a sottolineare che i vari provvedimenti delle Regioni e del Governo sono tutti orientati verso un solo “filone del gioco” quello delle apparecchiature da intrattenimento: tutto il resto del gioco sembrerebbe, quindi, privo di pericolo alcuno.

Ed anche questo è stato disconosciuto poiché persino gli innocui Gratta e Vinci è dimostrato che possano “diventare pericolosi” e patologici. L’aumento del Preu, quindi, considerato e previsto nella bozza della manovra fiscale 2019, tocca solo un segmento del gioco, sempre quello più bersagliato e dal quale “solitamente” l’Esecutivo preleva ciò che gli manca (come risorse) per mettere una “pezza” (sempre più grossa) per far quadrare i conti dello Stato. Ovviamente, in questo caso, il settore ludico risulta come “un qualsiasi altro settore” e non è di conseguenza “immorale”, come un certo schieramento continua a sottolineare, che la politica e l’amministrazione statale ne faccia “ampio ricorso”. Ma tant’è!

Quindi, ancora una volta non è stata prevista alcuna tassa né alcuna limitazione nei confronti delle altre offerte di gioco, oppure una ripartizione dell’aumento del prelievo anche sugli altri prodotti. Di conseguenza sembra inevitabile correlare questi interventi governativi allo scopo di cancellare la filiera del segmento degli apparecchi di gioco pubblico (e quindi lecito) facendo così indirettamente spazio a quello illegale che di “risorse nelle casse dell’Erario” non verserà neppure un centesimo, mentre con questa manovra-aumento il gioco legale “ci lascerà le penne”. Vuol dire che il Ministro del Lavoro, e vice premier penta-stellato Luigi Di Maio, non si cura di eliminare un numero cospicuo di posti di lavoro e neppure di distruggere gli investimenti che le aziende lecite hanno sostenuto in questi ultimi anni per essersi adeguati alle norme in essere.

Ed a nulla sono valse le esperienze di alcune Regioni dove si è visto chiaramente che il proibizionismo applicato con le Leggi-capestro sul Gioco ha portato l’ingresso di nuovo del gioco illecito, gestito prevalentemente dalla criminalità organizzata con tutto ciò che “vi razzola intorno” a livello di usura, intimidazione, riciclaggio e chi più ne ha più ne metta. Questo, probabilmente, per uno schieramento del Governo Giallo-Verde non riveste importanza: l’essenziale è distruggere “l’immorale mondo del gioco pubblico, piaga sociale” del secolo.

Non vi è dubbio che permane una visione del gioco piuttosto ottusa ed è quella che “si fa passare volutamente a mezzo dei media” all’opinione pubblica che non si interessa profondamente di questo problema, ma prende “per oro colato” senza farsi magari una propria precisa idea, di ciò che dice chi Governa e gestisce le nostre vite economiche e sociali: probabilmente, il cittadino normale non può rendersi conto di un piano strategico che viene tramato per poter “schiacciare” il mondo del gioco pubblico offerto con le apparecchiature da intrattenimento a tutto vantaggio di altre offerte di gioco, sopratutto lotterie statali e dell’online che, ad oggi, sembrerebbe ormai ad appannaggio dei minori che vi accedono nonostante i vari divieti in essere, magari usando un documento di un genitore lasciato inavvertitamente in giro per casa…

A questo punto, sembra veramente diventato indispensabile un tavolo di confronto tra Governo (del Cambiamento) ed operatori per mettere in campo un progetto che non comprenda solo gli aumenti continui della tassazione, ma che faccia comprendere il funzionamento della filiera del gioco e ciò che rispetto alla legalità quest’ultima rappresenta: un baluardo per fare in modo che sul territorio vi siano aziende lecite, con concessioni statali rilasciate a persone di sicura integrità e solidità finanziaria, che rappresentino lo Stato e la sua offerta di gioco.

Sul territorio non vi devono essere proposte illecite che “girano”, oltre tutto sufficientemente indisturbate, perché non fanno altro che prendere il posto di quelle aziende (lecite) che dallo stesso Stato (o Regione) sono state espulse dai propri territori. Ma chissà se questo discorso (lecito) vuole essere recepito e compreso dal Governo Giallo-Verde e, certamente, i primi approcci che quest’ultimo ha messo in campo non lasciano certamente interpretare un percorso positivo nei confronti di un settore lecito che vuole continuare ad esistere e vuole continuare a rappresentare il mondo del gioco pubblico, con le sue offerte legali, sicure e trasparenti.

Novembre 10, 2018: •
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