Gioco e politica: C’è qualcosa di strano che non ci torna

gioco e politica sono davvero distanti e qualcosa sotto esiste che non riusciamo a comprendere

Per il gioco, casino migliori legali italiani online compresi, ci mancava soltanto che quei pochi assessori che si stavano interessando alle sue tante criticità venissero allettati dalla carriera parlamentare! Purtroppo, invece, più di una trentina di assessori dalla Lombardia alla Puglia, passando anche dalla Liguria alle Marche si sentono “l’acquolina in bocca” guardando al proprio futuro politico e così decidono di abbandonare il territorio di pertinenza tralasciando qualsiasi iniziativa avessero mai preso per il mondo dei giochi lasciandolo quindi in balia di sé stesso sopratutto in quelle realtà territoriali dove le varie Leggi Regionali sono riuscite a creare le famose “zone rosse” adibite soltanto al gioco d’azzardo, cosa che proprio in quelle città sta creando parecchi problemi ed anche qualche disorientamento nella cittadinanza, come era inevitabile che fosse.

Ciò succede davvero in tutta Italia dove tanti membri dei governi regionali si fanno candidare lasciando così a metà l’opera avviata nei propri territorio per andarsi a posizionare sulle poltrone più comode e meno rischiose del Parlamento.

E questo non è uno scenario molto soddisfacente per gli occhi di un qualsivoglia “profano politico”, ed anche a un cittadino qualsiasi che magari sperava in qualche intervento politico nel settore del gioco essendo speranzoso che alcune criticità del gioco finalmente andassero verso una soluzione od un adeguamento.

Gli interessi che taluni politici avevano dimostrato per questo settore avevano infatti creato una specie di attesa positiva per le tante situazioni problematiche che sopratutto il gioco terrestre sta accumulando e qualsiasi intervento politico a favore viene visto con profonda soddisfazione ed incommensurabile speranza.

In fondo si sa che il Paese ha tanti cittadini-giocatori che sperano di avere un gioco pubblico migliore, più comodo, meno costretto da imposizioni impossibili, più sicuro, più divertente.

Quindi, risulta evidente che quando si sente un qualsiasi interprete politico che inizia una qualsiasi “campagna” a favore di questo comparto i giocatori affezionati ne sono soddisfatti e speranzosi che qualcosa sul territorio cambi.

Invece, le “mire elettorali” sono senz’altro più forti dell’amore per le “cause della gente comune (seppur giocatori)” e le poltrone del Parlamento più ambite dei posti nei vari Consigli Comunali destinati a risolvere problemi prosaici della gente comune e del proprio territorio.

Così risulta che tantissimi assessori vogliano spostarsi altrove, dove tutto sembra più comodo, senz’altro meno combattivo e dove si disperdono meno sforzi che nelle realtà territoriali dove a volte forse sembra di “lottare contro innumerevoli mulini a vento”.

Dunque, tornando ai “nostri fuggitivi” sono più di una trentina gli assessori regionali in tutta Italia i cui nomi compaiono oggi nelle liste elettorali di Camera e Senato: tra i nominativi più conosciuti compare persino il nome del Governatore della Regione Lazio, l’ex segretario del PD, Nicola Zingaretti che in caso di elezioni dovrà dimettersi facendo così decadere la Giunta ed il Consiglio del Lazio anticipandone la scadenza di sei mesi.

E ciò per quella realtà territoriale sempre alle prese con il gioco pubblico non è una bella notizia!

Ma a prescindere dalla Valle d’Aosta e dal Trentino-Alto Adige, tutte le Regioni sembrano coinvolte in questa bramosia elettorale vissuta dagli assessori ed il record di questo è da attribuirsi alle Giunte della Lombardia e della Liguria, seguite dalle Marche e dalla Puglia.

Quel che è peggio è che gran parte di questi assessori arriverà al proprio obbiettivo cosa che costringerà i rispettivi territori ai cosiddetti “rimpasti” a partire dall’immediato, dopo l’espressione elettorale. Ma ci si potrebbe domandare perché chi scrive si è spinto su questo terreno così impervio?

Già parlare di elezioni per il gioco in questo periodo è come farsi karakiri poiché proprio le elezioni hanno stabilito definitivamente la fine della speranza di vedere venire alla luce la Legge Delega sul Gioco e quindi vedere la fine della speranza del riordino del settore che invece ne aveva un bisogno “fisico”. Ma tant’è.

Il Paese è questo e quando non si riesce a fare qualcosa per il proprio orticello si decreta la fine del Governo.

Peccato che Draghi stava facendo bene e l’economia stava rialzando la testa molto meglio che in altre realtà europee: ma a chi ha procurato la sua caduta evidentemente poco importa.

Un quotidiano particolarmente pungente ha seguito con attenzione questa “transumanza” di assessori e lo bolla come una sorta “di malcostume politico” in quanto queste persone andrebbero a lasciare il proprio mandato a metà, creando indubbiamente problemi ai territori: comportamento obbiettivamente di poca responsabilità aggiunge chi scrive sopratutto perché leggendo l’elenco dei territori toccati da questo “atteggiamento” si troverebbero proprio quelle Regioni in cui sono state approvate alcune tra le più drastiche Leggi Regionali contro il gioco pubblico ed anche territori che stavano forse “cambiando le proprie iniziali idee”.

E questi assessori “scappano” dalle loro responsabilità, qualsiasi esse siano, pro o contro il mondo dei giochi qualcosa si stava facendo e non è giusto che chi lancia il sasso poi nasconda la mano, sopratutto se rappresenta un territorio.

Quello che purtroppo emerge dalla lunga lista di questi assessori è che a loro non importa lasciare il proprio impegno a metà seguendo le proprie mire politiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse che dovrebbero avere per i propri territori: questo risulta essere oltre che deprecabile per l’impegno che invece si dovrebbe mettere quando si raggiungono determinate posizioni nelle giunte e nei consigli regionali, anche discutibile sul futuro politico di queste persone.

E qualcuno si dovrebbe domandare: se hanno lasciato la propria carica “mirando” ad una migliore, e senz’altro meglio retribuita, più comoda e rappresentativa carriera come si può mai pensare che facciano bene il proprio futuro lavoro, e quanto impegno ci metteranno e quanto rispetteranno il loro eventuale futuro ruolo politico?

Non si può evitare di porsi questo interrogativo di fronte ad un atteggiamento così superficiale e poco responsabile che “tradisce” i canoni del comportamento di serietà che ogni politico o futuro politico dovrebbe avere e sentire.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 25 Settembre 2022 ore 10:00
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