Gioco d’azzardo: Si ritengono necessari molti interventi

ci vogliono dei nuovi interventi per far migliorare il gioco azzardo

Il corposo mondo del gioco e dei casino italiani autorizzati che comprende, per esprimersi, la produzione e la commercializzazione ma anche la gestione delle apparecchiature da intrattenimento, nonché la gestione delle scommesse e delle lotterie istantanee, sta senza dubbio sollevando discussioni e riflessioni infinite sia in politica che a livello istituzionale anche per l’enorme bacino di lavoratori che coinvolge. Forse, special modo per questo ultimo tema, l’attenzione si sta facendo sempre più alta e corposa per arrivare, una volta per tutte, a quel tanto atteso riordino nazionale dell’intero settore del gioco che trasmetterebbe con il “suo via” un po’ di tranquillità all’intero comparto, che ne necessita assolutamente dopo l’ultimo anno trascorso, purtroppo sempre in attesa ma pronto per riaprire e, comunque, tenuto fermo al palo nonostante la sua disponibilità e concretezza di poter affrontare ed applicare i protocolli a tutela della salute, richiesti per contrastare l’avanzata del virus e per alzare le saracinesche.

In questi giorni sembra che si stiano guardando tutti i risvolti del gioco d’azzardo, ivi compresa anche la sua trasformazione tecnologica che può significare tantissimo sempre a livello occupazionale e per la rinascita dell’economia. Quindi, che questo settore risulti in “pericolo” sembrerebbe cosa evidentemente da evitare, almeno secondo il nostro sommesso parere. Finalmente i tempi per rivoluzionare il gioco sembrano essere fin troppo maturi poiché, ormai, il suo riordino è richiesto da più parti e non solo dalla stessa industria. Dal Governo centrale, per mezzo del sottosegretario ai giochi Claudio Durigon, che si è espresso positivamente più volte nei confronti del riordino ed anche se a volte lo stesso Esecutivo “gioca a nascondino” proprio con il settore ludico. Il riordino viene sollecitato persino da una parte della politica (stranamente) ed addirittura dalle Regioni che a forza di continuare a legiferare contro il gioco non sanno veramente più che pesci pigliare e come meglio applicare le norme create.

E che dire delle varie concessioni in scadenza? Ancora una volta devono rivolgersi ad una proroga in carenza di un riordino ragionevole ed equanime che deve sistemare le cose prima di emettere i famosi bandi di gara che stanno impedendo a tanti operatori di investire tutt’oggi, ed inaspettatamente, in un settore così bistrattato e preso di mira. Comunque, anche se la situazione del gioco è veramente disastrosa, le sue norme divenute inapplicabili e che mettono a rischio davvero tanti posti di lavoro, esiste sempre una parte di suoi detrattori evidentemente contraria alla sua “sistemazione” per obsolete ideologie che nel 2021 non dovrebbero davvero più esistere. Infatti, come si fa a pensare che il gioco pubblico, e sopratutto tutte le sue risorse, rappresentino un nemico da combattere? Eppure, ancora esiste chi ha questo pensiero e lo porta avanti: cosa accaduta sopratutto nell’ultimo biennio, e quando esistevano gli Esecutivi “a quattro mani”, che hanno fatto così male al mondo dei giochi, scommesse sugli sport compresi, ed a tutte le sue imprese.

Con tale atteggiamento hanno concesso alle Regioni di emettere un’ordinanza dopo l’altra per contrastare con ogni forma pensabile le attività ludiche sul territorio e costringendole a volte addirittura a chiudere i battenti. Purtroppo, però, è questo che succede anche se istituzioni come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e finanche il Procuratore Nazionale Antimafia continuano senza recedere di un passo a caldeggiare il riordino nazionale del settore per tutelare la legalità e la sicurezza sul territorio, cosa che oggi manca assolutamente. E questo dimostra, purtroppo, che in questi anni di presenza del gioco pubblico, e quindi gioco legale, i suoi rapporti con una parte politica ed una parte dell’opinione pubblica non si sono di certo emancipati. Tanto meno si è arrivati ad un raziocinio che possa far comprendere quanto è stato fatto nel mondo dei giochi per evolversi e sicuramente per non approfittarsi delle debolezze altrui, anzi cercando di tutelare i più deboli.

Proprio per questo guardare più attentamente, ma obbiettivamente, il gioco pubblico potrebbe anche far comprendere quanto sia pericoloso se non si arriva con velocità, ma con estrema attenzione, ad un riordino nazionale per tutti i lavoratori del settore: sono tanti, sono più di 150mila tra diretti ed indiretti, buona parte dei quali purtroppo è veramente in bilico. E ciò perché, oltre alle Leggi Regionali in essere, che sono veramente come una spada di Damocle sulle teste degli addetti ai lavori del gioco e delle app casino, le imprese ludiche al momento della riapertura (chi ovviamente lo potrà fare) dovranno affrontare le conseguenze che lo tzunami Coronavirus ha portato con sé falcidiando quei settori con tante piccole e medie imprese “non essenziali” alle quali non è stata consentita per tantissimi mesi l’apertura. E le attività di gioco sono tra queste. È fin troppo evidente che questa esperienza abbia minato il settore, messo in discussione tutte le sue certezze ed in pericolo tante imprese.

Forse è proprio per tutto questo disagio che richiede un esame approfondito del settore da parte, però, di una politica raziocinante che dovrebbe riflettere sull’ammontare delle future risorse mancanti (come sono mancate in questo ultimo anno) qualora il gioco si spegnesse completamente. Si dovrebbe finalmente chiarire cosa si aspetta dal mondo dei giochi il Governo centrale che, forse, finalmente ha capito che non può continuare ad essere latitante nei confronti delle ”sue Riserve di Stato”, che deve difendere a spada tratta e non solo a parole. E, sopratutto, che deve dare corso alle innumerevoli promesse che sono state espresse prima della pandemìa e durante la stessa emergenza sanitaria. Ormai, le voci che si alzano a favore di una ristrutturazione del gioco sono notevolmente superiori a quelle dei detrattori che non si possono attaccare soltanto a vecchie ideologie e che sono soggetti che non sono in grado di affrontare l’attuale mercato del gioco, ma anche tutto quello che attualmente si è evoluto od è in evoluzione. Mercato del gioco, poker online compreso, che esiste e potrebbe prosperare, così come esiste la richiesta di gioco che se non viene soddisfatta dal gioco pubblico, viene accolta e soddisfatta con tanta velocità da quel gioco che sicuramente legale non è.

Data Pubblicazione: 8 Luglio 2021 ore 14:58

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