Gioco d’azzardo: Questa estate la rinascita economica

gioco in estate vuole provare a rilanciarsi alla grande

Da sempre, il periodo estivo per il mondo del gioco e dei casino legali non è stato mai commercialmente interessante poiché le persone cercano di stare all’aperto, respirare aria pulita, andare al mare e sono poche le persone che si “chiudono” in una sala da gioco se non si parla di quelle che si trovano nelle zone balneari che offrono l’alternativa alla spiaggia. In ogni caso, il mercato del gioco in estate è sempre stato vissuto con sufficienza… ma sicuramente non quest’anno visto che le attività hanno bisogno di non perdere neppure una giornata “di cassetto”! E poi quest’anno, indubbiamente, si guarda con maggiore attenzione all’inizio dei vari campionati nazionali ed esteri poiché questa è senz’altro cosa che movimenta il settore delle scommesse sportive, segmento seguito con estrema passione. E proprio per questa novità dell’inizio dei campionati che il mondo dei giochi deve essere pronto con il Green Pass, con i suoi controlli e con gli operatori che devono avere un percorso snello da seguire per i medesimi.

Ciò per non creare, né tanto meno avere, problemi in relazione agli accessi nei vari punti di gioco terrestre che hanno già subito “parecchio” durante la pandemìa e per rendere il gioco assolutamente sicuro, sereno e leggero per tutta la sua utenza, nuova o vecchia che si presenti negli esercizi. Ma con tutta l’accuratezza che le attività di gioco vogliono offrire al loro popolo di giocatori, per i dipendenti dei locali di gioco cosa cambia? Senza dubbio saranno costretti ad un surplus di lavoro prima di tutto, ma dovranno per forza essere dotati anch’essi di Green Pass? I pareri al momento sono discordi anche perché le prime regole che hanno seguito questo “passaporto verde” non sono chiare, né dettagliate e può essere concepibile poiché si tratta di novità assoluta per tutti i Paesi. Ma si presenta un problema che potrebbe essere primario: come si fa a chiedere all’utente di essere “certificato” e poi chi deve controllare che ciò avvenga non è magari vaccinato e non detiene il Green Pass?

Diventerebbe una situazione insostenibile che presterebbe il fianco a discussioni infinite tra gli addetti ai lavori ed utenza! Infatti, tanti gestori oggi già pretendono che i propri dipendenti siano vaccinati o che prevedano di fare il tampone. Dunque, fiducia in questo passaporto, ma incertezza nel “manuale delle istruzioni” e si spera soltanto che, dato la tempistica stretta, arrivi presto ed in tempo. Sopratutto che l’App del Ministero della Salute funzioni e che possa essere scaricata in tempi utili ed anche che si trovino ancora in giro i lettori per il QR code, ovviamente senza essere pessimisti ma esclusivamente “previdenti”. Ed anche qui ci saranno degli esborsi per attrezzarsi, sperando che lo Stato ne tenga conto quando prevederà, come ogni anno, qualche aumento di tassazione sui giochi. Si spera con tutto il cuore che almeno “salti quest’anno” per dimostrare di tenere alle “sue Riserve di Stato” regalando la possibilità di “respirare” dopo il trattamento negativo che è stato usato proprio allo stesso settore.

Rimangono ancora delle precisazioni da fare sull’App del Ministero per il controllo del Green Pass che può essere utilizzata soltanto dai soggetti “verificatori” (come si legge nella sua presentazione), quindi soggetti destinati al controllo delle certificazioni nonché dai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. L’App consente, in particolare, di leggere il Qr Cde della Certificazione verde e mostra al verificatore l’effettiva autenticità e validità della certificazione accomunata ai dati anagrafici dell’intestatario, ma non se ne prevede la registrazione sul dispositivo mobile attivato per il controllo. Pertanto, in caso di smarrimento o furto non ci sono rischi associati per la privacy degli interessati e nulla potrà essere usufruito per trarne un’eventuale utilità. Il Ministero della Salute si riserva ogni azione legale a tutela di un possibile uso improprio della sua App Verifica C19: ma, quindi, il punto di gioco d’azzardo non è tenuto a mantenere una sorta di sua “banca dati” per i detentori del Green Pass?

Poi rimane anche da riflettere, e senza dubbio le varie associazioni avranno già provveduto, sul perché il Green Pass è d’obbligo per le sale da gioco e non per le tabaccherie anche per quelle che ospitano le apparecchiature di gioco, oppure per i corner per le scommesse. Si presume che le regole dovrebbero applicarsi a tutto il gioco e non soltanto in parte, discriminando tanto per cambiare i gestori delle sale da gioco che sicuramente perderanno qualche cliente che senz’altro preferirà andare a giocare dove non vengono richiesti controlli di alcun genere. È giusto od è sbagliato? Come esprimersi nel mare di incertezza che da sempre insegue il mondo dei giochi e delle scommesse e dove i gestori delle apparecchiature da intrattenimento sono sempre demonizzati per le “macchinette mangiasoldi”? Siamo nel 2021 ed ancora siamo fermi a questi dislivelli di trattamento e, purtroppo non se ne esce! Ma oggi il gioco pare essere in un momento particolare che lascia presumere, od almeno trasmette, la fiducia che ci possa davvero essere un cambiamento.

E tutto quello che si è esposto in queste righe potrebbe lasciar scorgere quel futuro che si potrebbe intravedere anche per questo benedetto settore. Sicuramente, si percepisce questo obbiettivo, lo si sente anche più vicino e realizzabile: ed il fatto che le attività di gioco, sale slot machine, possano restare aperte seppur condizionate da protocolli, da Green Pass e dalla forza economica delle sue imprese che affrontano anche eventuali ulteriori spese per il controllo dei certificati è oltre modo significativo proprio per questo risorgere (veramente) dalle ceneri di ciò che è rimasto del gioco pubblico dopo così tanti mesi di lockdown. Ma il gioco è caparbio e vuole continuare ad offrirsi ai suoi estimatori che sono davvero tanti e non ce ne vogliano i suoi detrattori, ma è la sacrosanta verità. E quello che si può aggiungere sempre per i nostri antagonisti è che i giocatori non sono tutti problematici, patologici o ludopatici sono semplicemente giocatori che si vogliono divertire: e ci sembra non ci sia poi tanto altro da aggiungere, se ne facciano una ragione!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 16 Agosto 2021 ore 18:00
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