Gioco d’azzardo: Nessun aiuto per il fondo salva calcio

settore del gioco azzardo non interverra per favorire il fondo salva calcio

Quasi con tutti coloro che amano il mondo del gioco d’azzardo, compresi i migliori siti di casino slot, che ne seguono i suoi sviluppi ed i suoi problemi e che affrontano, insieme agli operatori del settore, le sue varie criticità che si rappresentano disgraziatamente con troppa frequenza, si è vissuta la vecchia imposizione di un’ulteriore tassazione sul gioco, e precisamente per il segmento delle scommesse, di una percentuale che è andata ad abbassare ulteriormente il payout destinato agli scommettitori già in concorrenza con quello illegale, per un cosiddetto fondo Salva Sport: quindi, per sostenere le società sportive che “poverine” non ce la fanno a sopravvivere a causa prima della chiusura degli stadi e poi alla loro riapertura “a quantità ridotta”. “Povero” calcio che però “gira miliardi” come se piovesse e che riserva cifre iperboliche per gli acquisti dei giocatori e per dare loro ingaggi decisamente assurdi per l’attuale momento economico globale sopratutto per quel che riguarda il nostro Paese che non è certo messo bene in proporzione ad altre realtà territoriali.

Magari realtà come il Regno Unito, dove l’economia forse non è nello stato pietoso in cui vive la nostra, seppur la pragmaticità di Draghi stia facendo miracoli anche in questo senso! Però, il gioco pubblico, che è rimasto chiuso per quasi un anno intero e che indiscutibilmente non ha di certo una movimentazione neppur lontanamente paragonabile a quella delle aziende sportive, è stato chiamato a togliere una percentuale dalle vincite delle scommesse per “donarla” al Fondo Salva Sport e per aiutare le sue imprese ad affrontare il periodo di crisi che ha colpito tutti in conseguenza della pandemìa! Così, il giocatore che scommette con il gioco legale andrà ad avere una vincita inferiore a quella che può proporre il gioco illecito, e nelle scommesse ne esiste davvero tanto, che riesce sempre ad offrire quel qualcosa in più che alla legalità manca: così, ancora una volta ci si trova a confrontarsi con un “qualcosa” che va a favorire il gioco illegale.

E così, di nuovo, ci si trova a dare maggiore potenza economica alla criminalità organizzata che gestisce il gioco illecito da sempre e con risultati finanziari sempre più considerevoli. Questo segue per così dire, l’aiuto che il Governo centrale ha dato all’illegalità chiudendo durante l’emergenza pandemica tutte le attività di gioco terrestre e lasciando “cavalcare le praterie sterminate e desolatamente vuote di legalità” che tale chiusura inopinata ha messo a disposizione del gioco d’azzardo illegale. Evidentemente, non bastava questo, e si è dovuto anche infierire sulle scommesse legali per aiutare il Fondo Salva Sport e particolarmente il calcio: ma questo calcio ne ha davvero bisogno? Forse dovrebbe ridimensionarsi negli emolumenti che regala ai procuratori, al costo dei cartellini dei giocatori che non hanno senso: così come pure non hanno senso gli “stipendi” che vengono accreditati ai vari giocatori, seppur super bomber e “macchine da soldi”, e che ormai sarebbero non più da qualificare come giocatori di calcio, ma come “business viaggianti” e creatori di quattrini a cascata.

Ed il gioco pubblico è costretto a contribuire a tutto questo “spreco” quando le stesse attività ludiche rischiano ogni giorno di chiudere e di non riuscire a pagare i propri dipendenti con retribuzioni senz’altro non fantasiose come quelle che regnano nel mondo del calcio. Onestamente, non si riesce ancora oggi a capire con quale criterio sia stata applicata questa ulteriore tassa sulle scommesse! Forse perché il calcio ed il gioco d’azzardo sono sempre andati in simbiosi quando, però, non esisteva il famigerato Decreto Dignità ed il relativo divieto totale della pubblicità ai giochi ed alle scommesse: sicuramente, a quei tempi il rapporto tra calcio (o sport in generale) e scommesse andavano davvero per la maggiore ed i contratti tra questi due mondi provvedevano a sostenere a vicenda i due singoli comparti. Ma ormai sono trascorsi anni dall’approvazione del tanto discusso divieto totale della pubblicità e questa “sinergia” tra calcio e scommesse potrebbe considerarsi decisamente obsoleta.

Invece, evidentemente no: e chi ha fatto la bella pensata di appesantire ulteriormente il segmento delle scommesse legali con questa tassa pro-calcio non è stato “lucido” nel valutare le due forze economiche dei rispettivi comparti o, quanto meno, non ha valutato il “giro di quattrini” che i vari mercati dei giocatori procurano. E senza toccare il mercato di gennaio 2022 dove si è concretizzato a suon di milioni il passaggio di un giocatore della Fiorentina alla Juventus! E meno male che che le squadre di calcio “navigano in pessime acque” e vanno ”aiutate”: mentre quando si parla di salvare i tanti dipendenti del mondo del gioco e delle app di giochi che oggi sono in mezzo ad una strada, e che sono più di 10mila, chi mette la mano al portafoglio? Di certo sono discorsi “troppo terra a terra” e fatti da chi scrive soltanto perché si vorrebbe un mondo più coerente e responsabile e che, invece, si trova a recensire notizie con cifre impronunciabili se indirizzate ad un solo giocatore, seppur bravo che sia.

Forse è riflettendo su tutto questo che una certa politica si pone l’interrogativo sulla reale necessità che il gioco pubblico ed anche il poker online continui a supportare economicamente le società calcistiche di serie A che, da parte loro, continuano a lanciare appelli al Governo per ottenere una forma di sostegno istituzionale più concreta in aggiunta a quelle già istituite, poiché sono state senza dubbio penalizzate dall’emergenza pandemica. Infatti, un’indagine effettuata sullo sport specifica che si può quantificare in circa 2 miliardi di euro circa l’importo dei mancati ricavi subiti dai 20 Top Club del calcio mondiale nella stagione 2020-2021. La stessa politica sottolinea anche il dato reale che si è a conoscenza “degli spropositati acquisti legati al calcio mercato” e che, senza paura di essere smentiti, si possono quantificare in relazione all’ultimo triennio in una spesa complessiva di circa 1,3 miliardi di euro effettuata da Inter, Milan, Roma e Juventus. La domanda sorge spontanea: “Il gioco deve continuare a sostenere il calcio a scapito di altri settori economici decisamente “più bisognosi” di aiuti finanziari? Alle persone coerenti dare la risposta.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 2 Marzo 2022 ore 11:38
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