Gioco d’azzardo Legale: Investire nella Ricerca

gioco legale deve anche lui investire in ricerca

Con il cambio di Governo i tempi di attesa indispensabili per venire a conoscenza della sua composizione con la relativa nomina dei Ministri e dei sottosegretari non si possono di certo conteggiare anche se la sensazione che Giorgia Meloni abbia intenzione di intensificare gli incontri e venire a decisioni rapide proprio per non perdere tempo e perché il Paese non ne ha sicuramente bisogno.

Così ci si sente di presumere che i settori che sono in grado attualmente di farlo debbano organizzarsi autonomamente, almeno per il momento, per fronteggiare un momento economico assai difficile e sempre restando in attesa che il nuovo Esecutivo prenda tutti quegli accorgimenti, per la crisi energetica sopratutto, per far sopravvivere le imprese.

Il mondo dei giochi, che peraltro è abituato a cavarsela da solo, come ha dimostrato anche durante il periodo pandemico, e che deve mettersi anche il cuore in pace per quel che riguarda il suo riordino nazionale che purtroppo si sta allontanando senza alcuna speranza, deve cercare di investire nel suo settore nonostante le riserve economiche siano ridotte al lumicino.

Investimenti indirizzati per cercare di comunicare meglio sia tra le diverse organizzazioni del settore, che tra i vari comparti per studiare e ricercare nuove strategie per riportare il mondo del gioco in una posizione di prestigio e di immagine positiva.

Sopratutto che la legalità che lo stesso gioco rappresenta, deve ritornare ad emergere anche se, purtroppo, è stata schiacciata dal periodo pandemico e dalle chiusure imposte a tutte le sue attività come se fossero fonte alta di contagio.

Invece, nei punti di gioco erano in vigore norme di alta sicurezza sanitaria che veniva applicata sia in ottemperanza dei vari protocolli istituzionali, ma anche con sistemi che lo stesso settore si è imposto.

Aver deciso di chiudere il gioco legale per quasi due anni non solo è stato un danno economico enorme per tutte le attività del settore, ma anche un notevole danno di immagine percepita dal pubblico che è quasi stato costretto a pensare che nei punti di gioco ci si poteva contagiare “con estrema facilità”.

Il mondo ludico pensa, giustamente, che questa “informazione istituzionale” possa indirettamente aver precluso la ripresa delle attività terrestri che ancora oggi devono combattere con una sensazione di pericolo che tuttora spinge il pubblico a non entrare con frequenza dei punti di gioco.

Anche se i problemi economici di tutta la cittadinanza incidono senza dubbio nella frenata della ripresa economica: il pericolo delle folli bollette che continua a farsi largo tra le comunicazioni dei media, ma anche nelle comunicazioni politiche mettono la cittadinanza in estrema agitazione come probabilmente è giusto che sia poiché il pericolo di continui aumenti è del tutto realistico.

Insomma per lottare contro tante notizie che stanno osteggiando il gioco, dalla politica ai giornali, dalla normativa del settore che non è adeguata ai tempi, per finire alle restrizioni regionali il settore ludico da parte sua sta reagendo nell’investire nella ricerca in modo da poter fornire una volta per tutte delle certezze su tutte le notizie negative che vengono a sconvolgere il percorso del gioco pubblico.

In pratica, serve investire per poter fornire una base scientifica che possa presentare delle valide e ragionevoli contro-argomentazioni che liberino la mente di chiunque dalle false illazioni, percentuali o risvolti criminali di cui sarebbe portatore il gioco d’azzardo.

Senz’altro sfatare tutto ciò che negli anni si è sommato contro il gioco non sarà un’impresa facile, ma deve essere un obbiettivo primario per sfrondare tutto ciò che gira intorno e dentro il gioco che potrebbe sembrare negativo o peggio ancora che possa coadiuvare un eventuale disagio di fronte all’abuso del gioco.

Purtroppo, però, le devianze sono sempre esistite come esiste chi si “rovina” con l’alcol o con la droga anche se il gioco non crea così tante vittime come queste dipendenze e come si evince quotidianamente dalla cronaca che ci presenta episodi di violenza causati appunto dalla droga o con gravissimi incidenti stradali procurati anche dall’alcol: quando addirittura queste dipendenze “non viaggiano in accoppiata”.

Quindi, investire per combattere il pregiudizio che si è instillato nell’opinione pubblica e riuscire a tracciare una nuova immagine del gioco sostenuta dai numeri dovrebbe essere l’obbiettivo primario di cui si parlava prima considerato che risulta oltre modo difficile contrastare dati certi e metterli in discussione.

Ma servirà anche che la politica la smetta di cavalcare spudoratamente il fenomeno del gioco, dimostrando soltanto le devianze che può provocare e dimenticandosi volontariamente di dichiarare quanto risultino utili, proprio alla politica ed al Governo centrale, le sue risorse che sono sempre ingurgitate dal Governo centrale e vengono usate per sistemare il bilancio dello Stato che come tutti i cittadini sanno è perennemente in “rossa difficoltà”.

Quindi, se qualcuno degli schieramenti politici parla di gioco che ne parli completamente: anche di quanto lo Stato guadagna su questo comparto che viene perennemente preso di mira dai partiti di ogni colore.

Se avvenisse questo, probabilmente l’opinione pubblica si sentirebbe “imbarazzata” e le idee che si è fatta nei confronti del mondo del gioco cambierebbero “radicalmente strada” mettendo in discussione ciò che la politica ed i media vogliono far arrivare ai cittadini, ignari di tutto ciò che politica trama per fare in modo di far percepire il gioco davvero come il male del secolo.

Il resto viene tenuto sotto-traccia: non viene reso pubblico, infatti, che fine fanno le risorse che il settore riversa nelle casse dell’Erario, e molto ben gradite dalla politica. Uno dei pochi politici che ha dichiarato più volte quanto potrebbe essere interessante il gioco se funzionasse bene è stato l’ex sottosegretario Baretta che aveva collaborato alla stesura della famosa Intesa del 2017 dove tutti i protagonisti venivano tutelati e finalmente “alla luce del sole” veniva ammesso che il Governo centrale, quello di allora, non poteva fare a meno dei miliardi di euro che il settore ludico procurava alle sue casse.

Oggi tutto tace, il gioco pubblico produce e lavora quando può farlo e lo Stato guadagna: tutto il resto… è noiosa retorica.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 26 Ottobre 2022 ore 09:36
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