Gioco d’azzardo: I danni subiti in tempo di Pandemia

danni subiti dal gioco azzardo in tempo di pandemia

Dallo scorrere degli eventi che si sono succeduti in questo ultimo anno di pandemìa, anzi esattamente dall’inizio dell’emergenza sanitaria che ha travolto tutto e tutti, quello che indiscutibilmente salta agli occhi è che il mondo dei giochi, casino italiani compresi, è riuscito a resistere “sulle barricate” difendendo a spada tratta le sue imprese, i suoi lavoratori quasi senza aiuto delle risorse istituzionali. Risorse che o non sono addirittura arrivate, o sono arrivate in ritardo, od infine costituite da aiuti “ridicoli” ed inutili per sostenere l’economia delle imprese che nel loro insieme rappresentano la legalità sul territorio e, quindi, lo Stato centrale. Il settore ludico si è “leccato le tante ferite” imposte dai vari Dpcm, vi ha fatto fronte in qualche modo ed anche ora che le sue attività permangono chiuse dall’ottobre 2020, annus horribilis che sarà difficile dimenticare, continua a “tenere botta” alla noncuranza anche di questo Esecutivo Epoca-Nuova che non è riuscito ad affrontare la situazione globale del gioco e neppure ad aiutarla in qualche forma.

Di certo, il tempo di lockdown imposto a tutte le sue attività è piuttosto lungo ed incomprensibile e sta rischiando veramente di farci assistere alla chiusura di un impressionante numero di piccole e medie imprese che saranno costrette a licenziare i propri dipendenti e vedere poi come sarà il loro futuro considerando che il business del gioco d’azzardo ha assorbito tutte le loro forze. Bisognerà riaprire, per chi lo potrà ancora fare, e vedere cosa potrà succedere alla propria utenza che finalmente si troverà nuovamente a tu per tu con il gioco terrestre, che si riaffaccerà senz’altro con una nuova veste ed anche con prodotti innovativi per riconquistare il loro interesse e la loro fiducia. Non sarà un’impresa facile, ma di fronte al cammino che le imprese di gioco hanno affrontato sino ad ora, sembrerà un “gioco da ragazzi” ricominciare a lavorare, unico strumento per cercare di recuperare il tempo ed il danaro perduto negli ultimi lunghissimi mesi. Via quindi, alle saracinesche rialzate ed all’incontro con il nuovo popolo di giocatori.

Sino ad ora evidentemente, i giocatori abituali, non quelli problematici ma bensì coloro che si vogliono divertire con il gioco d’azzardo e le scommesse sportive online, hanno dovuto forzatamente rivolgersi al gioco online, che però non ha le stesse caratteristiche ed esperienze che trasmette il gioco fisico, oppure addirittura al gioco illegale: unico presente sul territorio h/24 con tutti i rischi che include, ma con l’adrenalina che comunque riesce a far percepire. Ed è proprio per evitare questa continua crescita del gioco illegale che le associazioni di categoria hanno chiesto a gran voce la riapertura del gioco pubblico proprio per scongiurarne l’ulteriore “fioritura” ma, sopratutto, per evitare il collasso dell’intero settore ludico che continua ad essere desolatamente chiuso dall’ottobre dello scorso anno e riaprirà presumibilmente il 1° luglio prossimo. È evidente che, nel frattempo, il mondo dei giochi continui a contare i danni che questa chiusura ha causato e sta continuando a causare, continui a resistere al forte impatto della pandemìa grazie alla solidità ed alla resilienza di tutto il suo insieme.

Ma gioco fisico che oggi viene sostenuto dal gioco online, compresi tutti i bonus casino, che sembra destinato a crescere ulteriormente e che sta “sostenendo praticamente da solo una muraglia difensiva” nei confronti del collasso settoriale e che trasmette, in ogni caso, la sensazione di un unico corpo comune ed assolutamente pronto “sulle barricate” a difendere il proprio operato. E questo per “rispondere” ai dati recentemente trasmessi dall’ISTAT che vede il 53% delle attività di lotterie e scommesse a rischio e quasi la metà delle stesse pericolosamente in bilico: cosa che il gioco legale non può permettersi per tutte le conseguenze che ne deriverebbero a livello sopratutto di occupazione. Gli addetti ai lavori del gioco quindi, stringono ancora la cinghia, continuano a sacrificare le proprie “scorte economiche” sperando di arrivare alla tanto agognata riapertura delle attività che dovrebbe avvenire davvero il 1° luglio prossimo, almeno sino a contrordini dell’ultimo momento.

Se si volesse adesso fare una panoramica dell’intera filiera del gioco, ed anche delle app mobile dei migliori casino online legali, per fare una specie di “iniezione di fiducia” a tutto il settore, che indubbiamente ne ha un bisogno assoluto per continuare a sperare per il futuro, cosa ne uscirebbe? Che fotografia attuale si potrebbe scattare di tutte le attività ludiche? Quale potrebbe essere il “paesaggio” che si potrebbe trovare alla riapertura? Per rispondere a questi interrogativi, innanzi tutto, serve specificare che quando si parla della filiera del gioco legale la stessa non è composta soltanto dai concessionari ma anche da altri protagonisti come i fornitori di tecnologia e di servizi ai distributori che vanno ad aumentare ulteriormente l’indotto del settore rispetto a quello che potrebbe essere il solo mondo dei concessionari: e questo, ovviamente, non solo per quello che riguarda l’occupazione ma anche in termini di fatturato. Altra cosa da analizzare è la relazione fra gioco legale e quello che invece non lo è, avendo lo scopo di comprendere in che misura la riduzione del primo, con le chiusure imposte, abbia aiutato il gioco illecito a crescere e moltiplicarsi.

Ovviamente, i dati che si riusciranno ad estrapolare si baseranno sul comportamento dei giocatori durante il lockdown: la scelta del gioco legale online, oppure quella verso il gioco illegale che si trova disponibile in presenza ed al quale tanti giocatori si rivolgono per divertirsi con qualche partita. I primi risultati evidenziano che l’aumento del mercato illegale è riuscito a coinvolgere sino a 4 milioni di giocatori, non tutti realmente coscienti di giocare senza deposito con l’illegalità. Sono dati sicuramente “difficili da raggiungere” in particolare per quanto riguarda il numero dei dipendenti illegali: per ultimo, rimane poi da “inquadrare nella fotografia” dell’attuale filiera del gioco la parte dedicata agli investimenti in ricerca ed innovazione delle aziende che dovrà essere considerata in modo serio ed approfondito al momento della ripartenza per offrire un gioco pubblico nuovo, con una veste innovativa e con prodotti più coinvolgenti per i giocatori che vorranno essere “riabbracciati” dal proprio punto di gioco preferito.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 3 Giugno 2021 ore 18:00
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