Alcuni Governi esteri aprono al gioco d’azzardo legale

governi esteri aprono al gioco azzardo legale

Chi ama il gioco d’azzardo ed i migliori casino italiani legali online, lo frequenta ma senza essere coinvolto nelle sue trame, sicuramente è triste in modo profondo, continuando a vedere lo sfacelo che esiste nel nostro Paese per l’assenza persistente di rapporti che il Governo insiste nell’intrattenere con tutta l’industria del gioco. Dispiace che tale settore, con tutte le sue imprese lecite che professionalmente continuano a credere nel business del gioco, siano messe da parte e non vengano considerati gli sforzi che il settore ludico fa per rimanere attaccato ad un mercato che è immobile ormai da mesi e che non sta offrendo possibilità di futuro: mondo dei giochi che, nonostante tutto, continua a rispondere ai troppi dettami impostigli, agli aumenti richiesti, agli avvicendamenti politici che, però, nulla cambiano nei rapporti istituzionali, in pratica inesistenti. Questo, in ogni caso, è il nostro Paese, ma non si può smettere di sperare che il settore dei giochi ritorni a splendere come fino a qualche anno fa.

A sostegno di questa speranza, purtroppo altrui, accade che un Ministro del Governo spagnolo, territorio assai vicino al nostro, prenda l’iniziativa di aprire un confronto con quel mondo del gioco per vedere se si può migliorare, sviluppare e tutelare meglio. Allora è proprio vero che “la speranza è l’ultima a morire”! E se accade vicino a noi, si può pensare che anche la nostra politica si apra finalmente al mondo dei giochi e che si metta mano, finalmente, alla ristrutturazione del nostro settore ludico che ne ha effettivamente un bisogno estremo: sopratutto, ha necessità di confrontarsi proprio con la politica che gestisce il nostro Paese per offrire un servizio statale migliore, sostenibile, sicuro e divertente. In attesa che il desiderio del gioco d’azzardo pubblico italico si avveri, si prende atto che il Ministro spagnolo Garzòn sta cercando un aperto confronto con i concessionari di gioco per disquisire dei limiti orari del gioco e della pubblicità. Evidentemente, il fenomeno del gioco tocca i regolatori di tanti Paesi: solo che in alcuni territori il confronto tra istituzioni e mondo del gioco è più facile che in altri.

D’altra parte il gioco pubblico del nostro Paese sta ricercando con caparbietà un confronto con l’Esecutivo Giallo-Rosso che però non si rende disponibile, almeno per il momento. Constatato questo, “ci piace”, invece, vedere che il Governo spagnolo cerca un dialogo con l’industria del gioco per arrivare, come è giusto che sia, ad una normativa che sia condivisa e che faccia, sopratutto, gli interessi di tutti i protagonisti: e questa ricerca di collaborazione sembra essere una cosa assolutamente positiva. Nella nostra realtà territoriale, purtroppo, queste note positive non si possono riscontrare: e non solo, appaiono assolutamente lontane dalla realizzazione. Il vedere, comunque, che ciò che il settore ludico italico desidera si concretizza in un territorio così vicino al nostro, “ci fa ben sperare”, considerando che il gioco pubblico intende essere positivo per la sua sopravvivenza. Pertanto, se si sono concretizzate schiarite tra il Ministro spagnolo del Consumo e l’associazione che riunisce i principali concessionari spagnoli del gioco, potrebbero anche diventare realtà nel nostro Paese.

Il primo dato, importantissimo, che emerge da questo recente incontro è che il Ministro Garzòn è risultato essere ricettivo per le esigenze del settore ed assolutamente disposto a negoziare con tutte le presenze coinvolte nella futura regolamentazione del mondo del gioco spagnolo: e questo è sicuramente un già bel punto di partenza. La disponibilità ad ascoltare le priorità del gioco, le esigenze ed i problemi del settore appare un elemento essenziale per poter mettere in campo normative più coscienziose. Gli argomenti che toccano anche la Spagna, ed il suo gioco, in ogni caso sono la prevenzione ed il contrasto alle derive che possono seguire al disturbo da gioco d’azzardo ed anche regolare la pubblicità del gioco terrestre e quello online: appare assolutamente sensato che il Ministro spagnolo voglia dedicare la giusta attenzione a chi il gioco lo pratica direttamente e che altrettanto direttamente conosce perfettamente le sue necessità e sa motivare bene le proprie richieste.

Infatti, l’associazione che tutela i concessionari di gioco, Ceiuego, insieme all’esposizione generale dell’attuale situazione del gioco spagnolo ha fatto una richiesta ben specifica circa la regolamentazione che verrà studiata per la pubblicità: e, cioè, che qualsiasi decreto verrà emesso, venga applicato nel settore pubblico ma giustamente anche in quello privato. Ossia, in pratica, che le future norme siano effettive anche per le lotterie e per le scommesse statali ed all’Once, l’Organizzazione Nazionale dei Giochi Spagnoli. Inoltre, si richiede di consentire la pubblicità del gioco solo negli orari in cui sono presenti soltanto gli adulti, oppure ridurre il suo impatto durante gli eventi sportivi: ciò per salvaguardare dagli spot e dalle immagine pubblicitarie sul gioco d’azzardo i minori ed anche le persone più influenzabili e fragili. Bisognerebbe riuscire a trovare una sorta di equilibrio e di proporzione tra le persone “sensibili” e tutto il resto della società che vive il gioco con divertimento e senza esserne coinvolto negativamente, ma anche rispettando le imprese che operano professionalmente nel mondo dei giochi e delle scommesse online.

Tutto deve avere una misura concordata e giustificata: la pubblicità non deve essere “assordante” e neppure essere assente poiché è un’arma importante per poter scegliere quale sia il gioco legale e quello che, invece, non lo è. Ma di divieto totale in terreno spagnolo proprio non se ne parla: anche se l’argomento della pubblicità è particolarmente difficoltoso e da affrontare con attenzione e con tutta la coscienza possibile. Infatti, andrà a coinvolgere l’altro tema importante che riguarda il gioco: l’occupazione che impiega il settore guardando, special modo, alla proposta di far aprire i bookmaker non prima delle 22. Tale argomento riguarda circa 175mila posti di lavoro e porta, però, ad una seria considerazione: non esiste alcuna impresa che possa lavorare assoggettandosi a questi orari. Per ora, quindi, sono due i temi che si stanno affrontando con estrema attenzione: regolamentazione della pubblicità ai giochi ed orari di lavoro delle imprese. Entrambi argomenti che rivestono un’attenzione estrema.

Marzo 7, 2020: •
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