Scommesse illegali e maltrattamento degli animali

scommesse illegali e maltrattamento animali

Alcune volte, forse evidentemente troppo sottovoce, si è parlato in queste righe di scommesse illegali, non effettuabili su casino legali, avvenute special modo nel periodo del primo lockdown, dove non esistevano campionati di alcun genere sui quali scommettere come di solito avviene, ma si era in quel tempo avviata la strada delle corse di cavalli clandestina che la criminalità aveva pensato bene di organizzare per “rendere frizzante” il segmento delle scommesse che proprio in quel momento storico necessitava di essere vivacizzato: e dove è anche riuscita bene poiché, senza dubbio, questi eventi si sono verificati, le scommesse pure, così come i guadagni piuttosto corposi del gioco illegale. Ma ora, in queste righe, si vuole parlare sempre dello stesso segmento delle scommesse illecite però rivolto ai combattimenti non autorizzati tra cani che come si sa hanno “una mortalità elevatissima” e che, purtroppo, sono ritornati in auge appunto nelle scommesse ed è una cosa che non si può proprio sentire, sopratutto se abbinata al gioco che è intrattenimento e divertimento: e di divertimento in questo caso specifico, di sicuro non si può proprio parlare.

Recentemente si è parlato tra i Parlamentari di questo argomento, insieme alle scommesse, in uno all’orrore degli efferati maltrattamenti sugli animali avvenuto recentemente a Priolo in provincia di Siracusa: a seguito di ciò il Ministro della Giustizia è andato a rivisitare le sanzioni per queste condotte riprovevoli nei confronti degli animali in generale, nonché per l’impiego degli stessi maltrattati nei combattimenti clandestini che vanno a convogliare la raccolta di scommesse, ovviamente illecite. Per coloro che non avessero seguito l’accadimento nella provincia siciliana si vuole far luce su quel fatto che vede un pensionato di circa 70 anni che ha legato le zampe anteriori di un cane al paraurti posteriore della propria auto trascinandolo per parecchio tempo su di una strada di campagna: ovviamente per questo obbrobrio e questa infame degenerazione, il povero animale, anche dopo le cure immediate che sono state prestate, è deceduto mentre il pensionato non avrebbe fornito spiegazioni sul suo gesto ignobile.

Questo fatto ha spinto un parlamentare a richiedere un inasprimento delle sanzioni penali che dovrebbero comprendere anche il carcere per questi soggetti che arrivano a compiere questi reati efferati e senza alcuna possibile motivazione: ci si riferisce ad una legge in essere del luglio 2004 che pone il divieto di maltrattamento di animali e di impiego degli stessi nei combattimenti clandestini o competizioni illegali. La legge “trasforma” questi illeciti in veri e propri “delitti” nei confronti degli animali che, in origine, venivano puniti come contravvenzioni, ma che di certo si vorrebbe fossero completamente inasprite perché tali atteggiamenti si stanno moltiplicando, sopratutto in territori dove la presenza dei cani randagi è più esasperata e che quasi “autorizza” a far loro del male. Cosa che naturalmente non ha assolutamente ragione di essere concepibile né tanto meno di essere neppure pensata: e proprio per questo andrebbe inasprita la sanzione per ogni singola condotta che viene messa in atto nei confronti di un animale indifeso.

Per l’uccisione di un animale, alla quale andrebbe aggiunta l’assenza di necessità e la crudeltà, il reato viene punito con un minimo di quattro mesi ad un massimo di due anni di reclusione. Poi, esistono anche altri articoli che riguardano i reati di “Maltrattamento di animali” dove si racchiudono alcune ipotesi di reato diverse. Tra queste si possono trovare la partecipazione a spettacoli o manifestazioni vietate che vengono punite con sanzioni diverse anche in relazione a colui o coloro che organizzano appunto spettacoli o manifestazioni che comportino “sevizie o strazio” per gli animali: cosa che accade, purtroppo con frequenza, nei combattimenti tra cani allevati ed addestrati esattamente per questo scopo nonché incontri che vengono abbinati, oltre tutto, al mercato delle scommesse, ovviamente illegali. Scommesse che prevedono una circostanza aggravante poiché comportano un profitto e, frequentemente, la morte degli animali entrambe cose che, vanno inevitabilmente e “per fortuna” ad aumentare la pena inflitta.

Infatti per il divieto di combattimento tra animali, e le relative scommesse che ne conseguono, comportano per chi promuove, organizza o dirige tali competizioni illegali tra animali dalle quali può discendere la morte dell’animale stesso è prevista una pena maggiore rispetto a quella che viene elevata per gli altri reati consumati sugli animali: si parte, infatti, da un anno di reclusione e 50mila euro di multa sino a tre anni di reclusione e 160mila euro di multa. Pene che possono essere ulteriormente aggravate se tali attività illecite sono commesse in concorso con minori o ad opera di persone armate e nel caso in cui tali combattimenti vengano promossi mediante l’utilizzo di riprese dei combattimenti stessi o se l’autore del reato provvede a registrare tali competizioni illegali per poi magari rivenderle sfruttando questo macabro evento. Ma esistono anche figure “accessorie” che si incrociano con i combattimenti illeciti e che riguardano diverse operazioni che avvengono oltre la promozione, organizzazione e direzione dei combattimenti.

Si vuole, in effetti, allargare la presenza di queste figure: coloro che si occupano dell’allevamento e dell’addestramento degli animali destinati al combattimento, oppure della disponibilità agli incontri degli animali da parte dei relativi proprietari e dell’organizzazione e dell’effettuazione di scommesse su queste competizioni o combattimenti vietati e, quindi, illegali. Per ogni condotta illecita, oggi, la pena è quella della reclusione da tre mesi a due anni e della multa da 5mila a 30mila euro: ma si ritiene che non sia ancora abbastanza. Andrebbe riveduta, corretta ed aumentata per il rispetto di questi animali che non si possono ovviamente difendere ed a punizione di soggetti (non si vogliono proprio chiamare persone) che biecamente li sfruttano ed animali che pagano con la vita lo scotto all’ingordigia ed alla cattiveria di questi “esseri”. Ci stupisce soltanto che esistano ancora oggi persone che seguono “questo tipo di segmento delle scommesse” che nel modo più assoluto ci si rifiuta di annoverare nel comparto del gioco d’azzardo: il gioco è divertimento, gioia e leggerezza. E dove sono quando si guarda morire un animale e si “guadagnano soldi scommessi” su questo?

Data Pubblicazione: 20 Novembre 2020 ore 16:00

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