Gioco d’azzardo: Alla finestra per valutare l’impatto del Green Pass

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Il mondo dei giochi e dei casino italiani, e si crede anche altri settori, dopo l’avvento del Green Pass sono alla finestra per valutare la sua interpretazione che neanche a dirlo, è poco chiara e, quindi, ognuno andrà ad interpretare il suo uso, il suo controllo e la sua applicazione per il futuro delle attività e degli stessi dipendenti. In attesa che il Ministero della Salute questa volta si faccia carico di “una certa velocità” nel provvedere alle varie spiegazioni che sono ancora “in corso d’opera” e che creeranno, tanto per cambiare, domande attualmente senza risposta. Politica ed istituzioni con il Green Pass hanno cercato di consegnare all’economia nazionale un mezzo per tenere aperte le attività in modo da sostenere la ripartenza del Paese, riaprire i mercati e fare in modo che le attività commerciali trovino un poco di “conforto” nelle aperture al pubblico. Purtroppo, l’incertezza regna ancora sovrana, ma in una situazione come quella che ha travolto tutto e tutti sembra un “sentimento” che ci accompagnerà ancora per un bel pezzo di strada!

Ma la pandemìa è quasi passata, l’esperienza si è acquisita anche se difficilmente, e si sta riuscendo a fare progetti per il futuro del nostro Paese raccogliendo anche dati positivi per tutta la nostra industria che sta guardando con occhi positivi un nuovo futuro, frutto di tutto quel mare di bruttissime esperienze che il Coronavirus ci ha fatto conoscere, senza risparmiare nessuno. La strategia del Green Pass, anche se mal digerita, pare essere vincente perché dà la possibilità di tenere aperte tutte le attività e mette anche in sicurezza la popolazione che deve convincersi che la vaccinazione è l’unico strumento che permette di “vivere” in una società dove il virus e le sue varianti pericolose girano ancora. Unico modo per “uscirne”, quindi, è quello di sottoporsi al vaccino in un numero sempre più alto in modo da non essere in pericolo e da non mettere in pericolo le persone vicine. Ma posti tutti questi discorsi, bisogna anche sapere come far funzionare nel modo esatto il Green Pass, sia per l’utenza che per i dipendenti.

Eh già, perché questo non è ancora ben chiaro! E non bisogna neppure dimenticare che tutto diverrà ufficiale dal 6 agosto prossimo, data in cui le attività dovranno essere in grado di applicare le “tecniche per i controlli del Green Pass” in modo corretto per non rischiare la chiusura degli esercizi. Ora, considerato che per entrare nelle sale da gioco serve questo “strumento” devono essere chiare e ben definite le modalità di controllo: ma prima di tutto questo andrebbe anche chiarito se i dipendenti delle location devono essi stessi essere “certificati”… altrimenti ci si ritrova come gli insegnanti o gli operatori sanitari nel bailamme totale. Nel seguire le norme generali l’autenticità e la validità del Green Pass verrà verificata a mezzo di un’apposita App, “VerificaC19” sviluppata dal Ministero della Salute tramite Sogei, e sarà indispensabile per accedere nelle sale da gioco: ma lo stesso discorso non si applica, invece, per le tabaccherie seppur attrezzate con slot machine e per i corner per le scommesse.

Senza polemizzare, si prosegue con alcune riflessioni importanti: la prima senz’altro è quella relativa ai dipendenti delle sale da gioco. Si presume che dovendo tutelare la salute di tutti coloro che accedono ai punti di gioco non si può evitare di ritenere che anche i collaboratori vengano sottoposti all’obbligo della certificazione: però la norma al momento non è chiara e nel frattempo il gioco interpellerà il Ministero del Lavoro per ottenere consigli sul comportamento da tenere. È evidente, pure, che esista un problema di privacy poiché l’azienda non può sapere chi dei propri dipendenti è vaccinato e pur se il logico pensiero suggerirebbe che i dipendenti dovrebbero averlo non è chiaro come si potrebbe procedere senza ledere la privacy altrui. Le imprese di gioco d’azzardo, quindi, si domandano come si potrebbe gestire il problema anche se sembrerebbe evidente che se bisogna garantire chi accede nelle sale da gioco di essere protetto, avere a che fare con dipendenti che non siano vaccinati non pare la “soluzione migliore”.

Se un giocatore sottoposto all’obbligo di Green Pass chiedesse al lavoratore del gioco che lo controlla se lui fosse vaccinato e venisse risposto di no, non sarebbe alquanto incongruente per la sicurezza sanitaria comune? Se deve esserci sicurezza per tutelare il mercato e l’apertura delle attività in vista del prossimo inverno non dovrebbe esistere il rischio che le persone non vaccinate, ed in dubbio sulla validità della stessa somministrazione, che sono circa 13 milioni possano vanificare ciò che gli altri 30 milioni di persone hanno invece deciso di fare investendo nella sicurezza. Questi sono i dati, queste sono le volontà ed a queste ci si deve attenere, almeno per il momento ed in attesa di ripensamenti od eventuali prese di coscienza diverse dalle attuali. L’alternativa, remota, potrebbe essere l’autocertificazione suggerita da Maurizio Ughi, Vice Presidente di AGISCO, associazione che rappresenta una trentina di agenzie per le scommesse per un totale di circa tremila negozi.

Ughi ritiene il Green Pass utile ma, al momento, non ben organizzato anche se fermare l’aumento dei contagi vuol dire tranquillità per le imprese di gioco, e non solo quelle. Per chiarire l’applicazione ed il controllo del Green Pass, poi, Agisco ha già inviato richiesta di chiarimenti ad ADM con una serie di quesiti ma, sopratutto, con una richiesta di confronto per semplificare le operazioni di controllo che risultano abbastanza complicate e che metterebbero i gestori delle agenzie di scommesse e di gratta e vinci un po’ in difficoltà. Senza dimenticare che già sono nati episodi di “bagarinaggio” dei Green Pass come consegna la cronaca e, quindi, diventa indispensabile abbinare con certezza il Green Pass al “suo legittimo proprietario”. Ecco il motivo per cui si è pensato alla stesura di una autocertificazione in modo che ogni persona divenga responsabile di sé stessa e se verrà accertata o da parte di ADM o dalle Forze dell’Ordine una falsa dichiarazione verrà punito in prima persona chi sottoscrive il falso.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 15 Agosto 2021 ore 18:00
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