Germania e Regno Unito: Contrasto al gioco problematico

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Il vecchio detto “mal comune, mezzo gaudio” si attaglia perfettamente alla situazione che pone in essere il contrasto al gioco problematico con le coscienze dei “perbenisti e dei contrari italici”, rassicurandoli che questo fenomeno non incombe solo sul nostro Paese. Infatti, questa presa di posizione va a toccare tutti i territori (e gli Stati) dove il gioco viene vissuto, ricercato e sviluppato: che, poi il troppo espandersi di questo intrattenimento porti a doverlo “governare meglio” è altrettanto vero. Infatti, anche in Germania sta per essere adottata una nuova norma che vedrà “sparire” da quel mercato 15mila apparecchi da intrattenimento in virtù del tetto massimo di presenze sul territorio tedesco. In pratica, quello che è successo e succede da noi che mano a mano vedremo sparire anche le nostre “macchinette slot”: si è sempre convinti, però, che questo non sia il mezzo giusto per disincentivare al gioco, ma bensì una ridistribuzione di questi apparecchi sul territorio. Ciò, probabilmente, potrebbe essere una delle strade per non rendere il gioco “troppo presente” per coloro che non vi sanno “opporsi”.

La conseguenza, in Germania, sarà la diminuzione degli apparecchi in ogni location da tre a due: si stima che oggi nei pub tedeschi siano presenti circa 85mila macchinette e, secondo le statistiche che si occupano del settore, oltre 38mila punti hanno una o due macchinette in funzione, mentre i locali che ne raggiungono tre sono circa 15mila locali. Questi ultimi “dovranno liberarsi” di almeno un apparecchio, riducendo così sensibilmente il mercato tedesco che conta al momento circa 250mila slot. Cifra già ridotta rispetto al “conteggio” precedente che aveva raggiunto il picco di oltre 265mila apparecchiature da intrattenimento. Sembra una situazione che viaggia in parallelo a quella italiana che piano piano ha ridotto sensibilmente la presenza di questi apparecchi sull’italico territorio: percorso che dovrà dimostrare, poi, se il gioco problematico ha subito una diminuzione, oppure se questo attacco economico alquanto pesante nei confronti di questo segmento del gioco sia stato pressocché inutile. Come l’intervento dei famigerati “distanziometri” oppure delle “fasce di accensione” anch’essi ritenuti strumenti che non arrivano “all’obbiettivo prepostosi”.

Una “presenza troppo presente” di questi apparecchi, non quelli delle piattaforme di casino online, potrebbe influenzare il giocatore particolarmente sensibile e, di conseguenza, qualcosa in più dovrebbe essere fatto proprio da parte della stessa industria del gioco: in queste righe “si vuole raccontare” di quella del Regno Unito che vorrebbe accollarsi l’impegno di contribuire, in modo assolutamente spontaneo, al finanziamento di centri di recupero per i giocatori problematici o patologici. Quindi, nel Regno Unito proprio la stessa industria del gioco vuole organizzarsi ed intervenire “in prima persona” per proporre un sostegno a quei giocatori che vengono coinvolti e travolti dalle derive del disturbo da gioco d’azzardo: si vorrebbe, addirittura, valutare l’idea di finanziare una rete nazionale di centri di cura. E questa, almeno, sarebbe l’idea di Sky Bet, bookmaker britannico, che ritiene non si sia fatto abbastanza per occuparsi direttamente dei giocatori problematici: deve esistere maggiore responsabilità ed autoregolamentazione, altrimenti ci sarà più regolamentazione che verrà imposta da altri sull’intero settore.

Questo pensiero discende dalla presa di coscienza che in passato l’industria del gioco ha “forse incoraggiato” troppo le persone a spendere più di quanto potessero permettersi. Infatti, Sky Bet è stata una delle imprese al centro della crescita del settore delle scommesse online e l’idea di “fare di più” per il gioco problematico lo sente quasi un obbligo. Ma non è solo Sky Bet a mettere in campo questi pensieri e queste possibili iniziative: recentemente anche altri bookmaker hanno mostrato assoluta apertura in relazione ad una forma di autodisciplina o, comunque, ad una maggiore responsabilità da parte della stessa industria del gioco d’azzardo legale nei confronti dei giocatori: anche se bisognerebbe rilevare che oggi Sky Bet sembra addirittura “spingersi oltre”. Esiste, quindi, da parte dell’industria britannica la assunzione di responsabilità relativamente ai numeri comunicati dalla UK Gambling Commission, organismo che regola l’industria del gioco, che avvertono che il numero degli adulti che prendono parte alle scommesse online ogni mese è quasi raddoppiato.

É passato da 1,7 milioni (dato relativo al 2016) a 3,2 milioni nel 2019: tutte cifre assolutamente da “allarme rosso” che sono da aggiungere ad una multa imposta nel 2018 a Sky Bet, multa di un milione di sterline, per “non avere protetto i clienti vulnerabili”, poiché a causa del gioco si erano verificati dei “fallimenti”. Però, bisogna anche aggiungere che le società di scommesse e di gioco contribuiscono a finanziare l’ente benefico Gamble Aware ed il settore ha recentemente anche contribuito a fornire finanziamenti per GamStop, un programma progettato ed attivato per consentire ai giocatori di autoescludersi dalle piattaforme di scommesse online. Nel Regno Unito il gioco è tenuto in altissima considerazione, ma anche molto controllato, ed il Regolatore intende tenere sotto controllo ogni sviluppo che possa portare effetti negativi a chi il gioco ricerca, ci si diverte e si intrattiene: quindi, vi sono sempre “lavori in corso” per adottare le strategie più opportune per risolvere quelle problematiche che, inutile nasconderlo, il gioco può provocare.

Quella più recente e che la Commissione dei giochi britannica ha lanciato, che avrà valenza per tre anni, includerà una tassa obbligatoria sull’industria del gioco d’azzardo che potrebbe essere utilizzata per finanziare i centri di trattamento del disturbo da gioco: l’Nhs ne ha uno per il trattamento delle tossicodipendenze a Londra ed un altro verrà aperto questa estate a Leeds, sede di Sky Bet, noto marchio di scommesse sportive online. Ma l’industria del gioco dovrebbe prendersi in carico il finanziamento di una rete di centri di cura a livello nazionale, senza ricorrere all’introduzione di una tassa legale: questo almeno è il parere di Sky Bet. L’apertura che si farà a Leeds di un centro per i trattamenti relativi al recupero del gioco problematico sarà da considerare un buon passo in avanti, ma si sente la necessità di una intera rete di questi centri, così da coprire il territorio: sta diventando una vera e propria indispensabile necessità: non si può più attendere.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 6 Giugno 2019 ore 12:00
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