Il gioco illegale nel mirino delle forze dell’ordine

forze ordine contro il gioco illegale

Questa estensione del gioco illegale, e questo suo ritorno sul mercato dei giochi e dei casino on line in Italia, tende a crescere e ad impegnare le Forze dell’Ordine in operazioni sempre più complesse che coinvolgono diversi reati, sopratutto di stampo mafioso, nei quali emerge la presenza del gioco, sempre più frequente nella sua illegalità: cosa che non rende felice chi ama il mondo del gioco ed il suo intrattenimento. Infatti, mai si vorrebbe riferire di questo connubio tra malavita e gioco perché sta proprio a significare che si è sbagliato qualcosa e che la presenza sempre più ridotta della legalità dei punti di gioco “consegna di fatto” all’illegalità il territorio e che porta con sé situazioni di poca tranquillità ed insicurezza. Invece, ci si dovrebbe cibare sempre di legalità che non dovrebbe essere mai messa in discussione né in pericolo, sopratutto quando si dice di ricercare un controllo delle sue derive ed, invece, si consentono normative restrittive che nulla hanno a che fare con il contrasto al gioco problematico e compulsivo. E questo è stato asserito da esperti di assoluta e comprovata professionalità.

Tutte queste righe servono per preparare chi ancora ci legge a seguire un’operazione della nostra Polizia che, a seguito di indagini minuziose ed altrettanto difficoltose, è riuscita a sgominare un gruppo criminale di una settantina di persone coinvolte nell’operazione chiamata “Final blow” che comprende reati che si riferiscono anche al gioco d’azzardo: è proprio per questo che si vuole “raccontare” qualcosa delle indagini e mettere sotto la lente di ingrandimento quanto la criminalità organizzata riesca a penetrare nel mondo del gioco d’azzardo. Ci riesce forse con troppa facilità, ma anche con estrema arguzia che rende estremamente difficoltoso rintracciarne i protagonisti. I reati che sono stati contestati ed ascritti alla compagine malavitosa sono molteplici, ma principalmente si parla di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione al traffico di droga, nonché esercizio aggravato e partecipazione al gioco d’azzardo.

L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Lecce, a seguito di un’ordinanza emessa dal GIP di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia: ma perché si vuole riferire tutto questo, quando si vorrebbe la criminalità lontana dal gioco? Perché si desidera che i giocatori, ed anche l’opinione pubblica ovviamente, siano coscienti che se vogliono divertirsi con il gioco devono stare attenti ai punti nei quali si rivolgono: devono essere assolutamente legali e coperti da concessione, altrimenti si rischia di essere coinvolti in qualcosa di spiacevole e di pericoloso che sempre aleggia nei punti illegali. Sicuramente, da un punto di vista “appetitoso per le eventuali vincite” il gioco illegale è in grado di proporre interessanti scommesse o giochi od intrattenimenti: però, di contro, esiste la possibilità di incorrere nel mancato pagamento appunto delle tanto agognate vincite. E chi si può ribellare a queste organizzazioni che vengono gestite con la paura?

Quindi, il monito che deve emergere quando le nostre Forze dell’Ordine sgominano queste attività illegali è e deve essere sempre quello: ricercare la presenza del gioco lecito sempre e rivolgersi solo a quello anche se in questo periodo appare complicato rintracciarlo sul territorio a causa delle note restrizioni che lo stanno sicuramente obbligando a percorsi commerciali non voluti. Ma il giocatore che ama il gioco deve rendersi conto che esistono apparecchi di gioco che possono essere manomessi e scommesse che vengono ben manipolate e condotte verso risultati già concordati, come è successo appunto per l’organizzazione criminale sgominata a Lecce. Su questa attività sono state svolte indagini per un anno ed hanno portato a conoscenza che un’organizzazione criminale, il Clan Pepe, aveva preso il controllo esclusivo della città di Lecce, e di tanti comuni limitrofi, svolgendo diverse attività criminali gestendo il mercato degli stupefacenti, le estorsioni nonché il controllo appunto del gioco d’azzardo.

In relazione a quest’ultimo, vi sono state indagini particolarmente minuziose per acquisire elementi chiari per quanto riguarda lo sviluppo del gioco illegale su quel territorio: le indagini hanno evidenziato prima di tutto, ma questo ormai è diventata una consuetudine, l’interesse del Clan nella gestione delle bische clandestine e che era riuscito a raggiungere il 40% degli introiti di questo segmento del gioco e di scommesse. E non è tutto: si riusciva anche ad percepire la forza di questo gioco illegale gestito dal Clan che intendeva fare pressioni persino sul gioco gestito dal Monopolio di Stato, quindi legale, per riuscire con pressioni “malavitose” ad ottenere agevolazioni nelle vincite a favore dello stesso Clan e dei familiari aderenti alla stessa cosca mafiosa. E davanti a questo percorso così mirato cosa si può aggiungere? Emerge la conferma che il mondo dei giochi è la scelta prediletta, almeno da un po’ di tempo a questa parte, della criminalità organizzata e per questo il giocatore abituale deve stare attento.

Quindi, giocare va senza dubbio bene, ma “il dove ed il quando” deve essere una scelta ben indirizzata, se non si vogliono avere guai. Ormai è noto che si fa difficoltà a rintracciare sul territorio il gioco lecito e bisogna destreggiarsi tra i distanziometri d’uso e le fasce di accensione degli apparecchi come le slot machine: sono cose che si devono seguire se si vuole stare al sicuro quando si gioca e, sopratutto, essere sicuri della regolarità del suo svolgimento e dei suoi pagamenti. Diffidare assolutamente delle offerte troppo allettanti perché, senz’altro, nascondono qualcosa di poco chiaro e “pericoloso” che non vale la pena di incontrare. Certamente, la situazione del gioco legale non è delle migliori, ma appunto per questo dovrebbe essere un comparto seguito dai suoi estimatori che non devono lasciare spazio nelle loro scelte a qualcosa magari di più comodo, più accattivante e coinvolgente. Il gioco pubblico deve rappresentare la legalità ed a questo ci si deve rivolgere per passare un po’ di tempo in modo spensierato: ma questo fine lo si trova solo nei punti di gioco legali, coperti da autorizzazione o concessioni. Su quel terreno “non ci si può far male”, sopratutto se si riesce a gestire con intelligenza il rapporto con il gioco e con le sue proposte.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 25 Marzo 2020 ore 16:00
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