Futuro sostenibile per il Gioco d’azzardo: Lo vogliamo oggi

cambiamenti per il gioco azzardo italiano che si auspica un futuro piu sostenibile e migliore

Risulta del tutto normale che oggi, dopo un periodo di rodaggio estivo per quasi tutte le attività che comunque stanno riuscendo a tenere aperti battenti per merito anche della certificazione verde così tanto osteggiata da un determinato pubblico di detrattori o di no vax, i vari settori stiano cercando nuove strategie per affrontare l’autunno commerciale che potrebbe nascondere delle sorprese. Per esempio, non sarebbe da sottovalutare il pericolo di nuove chiusure se si continuerà ad essere ottusi sulla vaccinazione globale che appare l’unico strumento valido per salvaguardare la salute e le attività economiche. Ma, sempre per vedere il bicchiere mezzo pieno, il mondo dei giochi che vuole essere positivo ed ottimista ad oltranza e nonostante il settore non stia navigando in acque proprio tranquille, sta pensando fortemente di arrivare all’obbiettivo di un gioco sostenibile che renderebbe la vita facile a tutte le sue piccole e medie imprese, ma sopratutto ai suoi 150mila lavoratori che ancora oggi non si sentono propriamente al sicuro.

Ma, indiscutibilmente, per avere un gioco sostenibile, necessita un intervento ben determinato del Governo centrale per adempiere alle sue promesse più volte esternate, di far nascere il riordino nazionale dell’intero settore ludico e dei casino online nuovi, cosa che metterebbe “al sicuro” il lavoro legale di “tutte le Riserve di Stato” che continuerebbero così, indubbiamente con più serenità, ad adempiere al proprio compito di rappresentare la legalità del gioco sull’italico territorio. Gioco pubblico che andrebbe a preservare territorio e giocatori dal continuo crescere dell’illegalità gestita dalla criminalità organizzata che sta assestando colpo dopo colpo una concorrenza assolutamente sleale nei confronti delle attività lecite che stanno facendo fatica, almeno per il momento, a tenere aperti i propri punti di gioco. E questo sia per la concorrenza illecita, ma anche per il timore che ancora oggi pervade ed angustia il nuovo popolo di giocatori che ancora tentenna ad entrare nelle sale che prima frequentava con serenità e leggerezza cercando i propri giochi preferiti.

E quindi cosa si potrebbe pretendere dal Governo per avere un gioco sostenibile, finalmente? Come già detto, in primis il riordino che consentirebbe di emanare le gare per il rinnovo delle concessioni, ormai tutte in via di scadenza, ma che finalmente andrebbe a concretizzare tutte le promesse fatte ed anche perché oggi le condizioni per poter riuscire ad arrivare alla riforma del gioco sembrano davvero esserci tutte. Sembra esserci addirittura, e contro qualsiasi tipo di aspettativa, un accordo politico generale per “sistemare la regolamentazione del gioco d’azzardo”: senz’altro argomento sino a qualche tempo fa assolutamente tabù. Ma oggi, invece, pare esserci decisamente un’intesa in difesa delle imprese e dei lavoratori del gioco, espressa anche dall’opposizione, per la difesa della legalità ed anche in virtù della tutela dei consumatori. Tutto questo si sviluppa politicamente mentre le Regioni, singolarmente, stanno facendo enormi passi indietro in relazione alle Leggi “capestro” che hanno osteggiato le attività ludiche in ogni dove, creando seri problemi di economia sulle varie realtà territoriali.

E questa retromarcia delle Amministrazioni locali non può che essere positiva per l’intero settore ludico e per gli addetti ai lavori che recentemente hanno subito davvero tantissimo: e retromarcia avvenuta proprio perché, finalmente, si è compreso che non è la soluzione per contrastare il gioco problematico o le scommesse compulsive, o qualsiasi eccesso derivante dal “troppo gioco”, quella di eliminare il gioco legale. In effetti uno degli interventi utili a questo contrasto è senz’altro l’informazione e la cultura del gioco e sicuramente non il divieto del gioco od addirittura la sua chiusura totale come, purtroppo, avvenuto nel periodo pandemico. Un’ulteriore motivazione per arrivare al riordino nazionale del settore è quella di preservare le risorse per le casse erariali: infatti, le entrate proveniente dai giochi in questa recente ripartenza non vanno così bene come ci si aspettava. Non vi è dubbio che anche il Green Pass abbia influito a diminuire ulteriormente gli accessi ai punti di gioco, così come le altre varie restrizioni che sono comunque operanti nei locali pubblici.

Le persone sono tuttora timorose, salvo alcune eccezioni che ci sono sempre e che spingono addirittura ad una sorta di “liberi tutti” che ancora non si può consentire: anche chi è vaccinato deve seguire sempre, almeno ancora per il momento, la mascherina ed il distanziamento elementi indispensabili per la sicurezza sanitaria e che qualcuno dimentica pensando che quando si è vaccinati “tutto è concesso”. Invece non è così ed il Governo non ha fatto certamente passare questo principio, anche se qualcuno insiste nel sostenere questo concetto assolutamente sbagliato: come se già non ci fossero freni sufficientemente “tirati” per far ripartire alla grande il gioco pubblico ed il poker online! Nella speranza che tutto possa riprendersi in modo più tangibile economicamente, si attende di vedere nei prossimi giorni l’Esecutivo all’opera nelle sue prime mosse. Pare che il Premier Draghi stia già definendo il rapporto tra il proprio Governo ed i partiti: ciò fa indiscutibilmente pensare ad un cambiamento delle gerarchie istituzionali anche a seguito delle discussioni che si sono palesate nelle scorse settimane con la “contestazione” del Green Pass.

Discussioni che ancora si stanno trascinando ed allargando, cosa che non depone favorevolmente all’inizio dei lavori per la ricostruzione della nostra economia. Dunque, il mondo dei giochi, compreso il bingo online, può solo sperare che l’inizio dei lavori del Governo comprenda la difesa dell’offerta legale del prodotto di Stato prima che sia davvero troppo tardi e che il settore ludico dopo aver barcollato, ma tenuto testa per mesi al periodo pandemico non vada a crollare proprio ora che sono in previsioni interventi per sostenere le sue imprese, i suoi operatori ed i suoi lavoratori. D’altra parte, la presenza pragmatica di Draghi, quale Presidente del Consiglio che sta riscrivendo regole come mai si era fatto in precedenza, dovrebbe fungere da garante per la futura riforma del mondo dei giochi che pare essere ormai alle porte e della quale lo stesso Premier sembra aver preso coscienza anche, si ribadisce, per continuare ad avere una sorta di “salvadanaio” proveniente dal settore ludico e per salvare le sue imprese, ma anche per aiutare l’economia nazionale a “riprendersi” più in fretta.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Settembre 2021 ore 18:00
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