eSports: Devono sottostare alle regole del Gioco d’azzardo

stesse regole per gioco azzardo e esport in questo periodo

Decisamente, sembra proprio assurdo che l’attuale “regolamentazione transitoria” del gioco, cui devono soggiacere i giochi digitali sportivi, gli esports, possa obbligare questi ultimi a seguire le regole di competenza degli “spettacoli viaggianti” non avendo una propria normativa che li qualifichi, li tuteli e protegga tutti i suoi protagonisti.

Senza dubbio è anche per questa mancanza di norme precise che nello scorso mese di aprile è successo quel pandemonio delle sale Lan dove sono stati sequestrati apparecchi e chiuse sale-esercizi laddove si pensava che tutto quello contenuto in quei punti, ed offerto al pubblico, fosse delegittimato.

Dopo quel famoso aprile, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli intervenuta per quei sequestri su segnalazione, aveva provveduto in qualche modo a sanare la situazione e consentire agli esercizi di riaprire normalmente e continuare con le proprie attività: ma la situazione si è poi fermata lì e non c’è stato nessun prosieguo normativo in attesa del riordino nazionale dell’intero settore del gioco del quale in quei mesi già si parlava abbastanza diffusamente e sembrava si potesse realizzare a breve.

Da lì, da quei sequestri risultati forse successivamente un po’ “avventati”, è nata AIEG, Associazione Italiana Esports e Gaming per tutelare queste nuove attività quasi “fresche di nascita” e decisamente indirizzate a svilupparsi anche perché gli esports stanno comunque diventando di interesse per il pubblico che gradisce questi giochi sportivi per i quali si organizzano anche tornei con protagonisti giovani e giovanissimi che stanno coinvolgendo anche persone adulte e non solo la parte più giovane della nostra società.

Quello che pare assurdo è che un settore così tecnologicamente avanzato ed in evoluzione, che senza ombra di dubbio potrebbe far parte del mondo dei giochi insieme alle slot ed alle Vlt e quant’altro di similare come gioco, ma senza vincita in danaro, debba essere destinato a finire “nel filone degli spettacoli viaggianti”.

È evidente che lo stesso segmento tenda a rientrare nel riordino del gioco come normativa ed a far parte sicuramente non di quel filone viaggiante indicato: certo non per disprezzarne i contenuti ed i protagonisti, ma soltanto per una sostanziale “differenziazione di prodotto”.

AIEG nasce certamente come associazione di categoria per la tutela dei suoi associati, ma anche per portare benefici a questi ultimi nello stringere convenzioni con produttori e con la creazione di competizioni nazionali in cui tutti gli associati possano partecipare con i propri team o la loro organizzazione.

Si punta anche alla creazione di contratti nazionali di lavoro espressamente indirizzati a queste imprese di esports che hanno particolari esigenze: quindi creando indiscutibilmente movimentazione nel mercato del lavoro giovanile oggi particolarmente alla ricerca di qualcosa che possa interessare, coinvolgente, tecnologicamente avanzato ed innovativo: tutti “strumenti” che i giovani apprezzano ed un mondo nel quale si trovano “terribilmente” a loro agio.

E questo non può essere sottovalutato dalle istituzioni allorquando si stanno studiano sistemi per procurare lavoro proprio ai giovani che vorrebbero crearsi un proprio futuro e che il mondo dei giochi, degli esports e similari, è decisamente pronto ad accontentare con l’assunzione di tanti giovani.

D’altra parte il mondo dei giochi e delle piattaforme virtuali di gioco online legali, non è nuovo ad abbracciare ed accogliere i giovani nel proprio settore poiché è stata dimostrata in tanti momenti diversi in questi ultimi anni la possibilità che si trova in questo specifico mondo di creare e studiare professioni decisamente nuove per il comparto dell’occupazione attuale: sembra del tutto superfluo sottolineare che dove vive l’innovazione e la tecnologia esiste un enorme spazio per “inventare” davvero nuove professioni che possono aprire innumerevoli porte nel mondo lavorativo del futuro che ha anche bisogno di innovarsi per andare incontro ai tanti giovani che oltre tutto sono particolarmente portati alla tecnologia ed alla sua costante innovazione.

Cose che portano alla curiosità di cui i giovani sono ricolmi e che non vedono l’ora di assaporare appieno con tutto ciò che le nuove tecnologie possono proporre.

Nel contempo, bisogna anche ricordare che allo scoppio “dell’affair Lan-gate”, che ha creato davvero molto polverone, alcune forze politiche si erano interessate al tema specifico degli esports anche con la presentazione di disegni di legge ed interrogazioni: tutto scivolato via con la crisi di Governo e probabilmente bisognerà ricominciare tutto da capo con l’instaurazione del nuovo Esecutivo, sperando che si interessi al gioco, ovviamente.

Gli esports se lo augurano anche se come altri settori pensano che le priorità che dovrà affrontare il nuovo Governo saranno altre e ben diverse quanto a gravità economica che incombe sulle teste delle aziende di qualsiasi settore e nelle tasche dei cittadini.

Ma considerato che si è aspettato sino ad ora servirà ancora un po’ di tempo per vedere regolarizzata anche la situazione degli esports prima naturalmente che questo mercato specifico esploda nel suo sviluppo, cosa che in parte è già avvenuta ed in modo particolare nel comparto delle scommesse nel quale hanno acquisito e conquistato un certo interesse.

Quello che indiscutibilmente AIEG si augura è che il nuovo Governo abbia buone intenzioni nei confronti di questo “nuovo segmento” dei giochi anche in virtù di essere a conoscenza di rappresentare un settore in crescita ed interessante sopratutto per le ricadute positive a livello di occupazione.

Si dovrà prima di tutto il resto partire dalla regolamentazione che obbliga gli esports ad inserirsi negli “spettacoli viaggianti” e se ciò aiuta a risolvere la tematica delle omologazioni degli apparecchi che rientrano nell’applicazione dei comma 7 dall’altro lato fa confrontare gli esports con una serie di problematiche con i Comuni che si ritrovano una nuova questione non facile da spiegare nelle varie amministrazioni.

Anche la gestione degli eventi, dei tornei, delle fiere non è per nulla semplice: sopratutto non è scorrevole la gestione di codici identificativi per ogni PC od apparecchio da esports o gaming.

Presentano processi laboriosi e costosi a causa delle innumerevoli documentazioni da produrre e certificare da parte di tecnici: e tutto ciò sarebbe da risolvere anche per rispetto di un settore che non si può più definire “una novità”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 7 Ottobre 2022 ore 09:30
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