Durante il Lockdown il gioco online ha evitato il disastro

gioco online in salita durante il lockdown

Non passa giorno, purtroppo, che il gioco fisico, ed anche i nuovi casino italiani, non sia alla finestra per vedere se, per caso, arrivi finalmente una data certa relativa all’apertura dei suoi punti di gioco, delle sale bingo e delle agenzie di scommesse: a peggiorare questa inutile attesa, ci si sono aggiunte le tipiche voci di corridoio che sembra non facciano rientrare neppure nella finestra del 15 giugno la fantomatica ripartenza del mondo del gioco pubblico. Cosa davvero atipica di fronte alle altre aperture aziendali che si sono susseguite in questo periodo: più che atipica, aggettivo con il quale il gioco è avvezzo confrontarsi da troppo tempo, si sta degenerando verso l’assurdità poiché non esiste alcuna spiegazione reale che giustifichi questa perdurante chiusura delle attività ludiche: il gioco pubblico è pronto sotto tutti i punti di vista e con tutti i crismi alla riapertura, può applicare i vari protocolli di sicurezza imposti dal Governo ed ha le Linee Guida per i suoi operatori. Più organizzati e pronti di così!

Ma, purtroppo, ad oggi ancora nessuna data certa per la ripartenza e questo risulta davvero inverosimile prima di tutto per una questione economica, sia per il settore che per le casse erariali, ma special modo per l’occupazione che rischia di subire un contraccolpo enorme. I Gruppi più importanti che operano nel gioco sono veramente preoccupati perché vedono, oltre tutto, che il mercato sta per essere “riconquistato” dal potere della criminalità che non ci ha messo tanto a riappropriarsene dopo la latitanza del gioco terrestre che continua a tenere le saracinesche abbassata quando, invece, in tutta Europa il settore ludico sta riaprendo e riaffacciandosi sul mercato. É evidente, che il nostro gioco d’azzardo legale ormai non si sente più solo dimenticato dall’Esecutivo, ma si sente veramente penalizzato: anche perché tanti Gruppi che stanno cercando di superare con le proprie forze finanziarie un lockdown veramente sproporzionato, stanno facendosi carico di tutte le spese aziendali che, seppur in chiusura totale, esistono ugualmente.

Prima tra tutte la corresponsione “personale” degli stipendi poiché le risorse della cassa integrazione ad oggi non sono ancora arrivate ai lavoratori che ne avevano diritto, ma che nel frattempo dovevano pur mangiare insieme alle loro famiglie. Lo Stato per il mondo del gioco, e non solo, non ha messo a disposizione grandi sforzi e grandi risorse: ma, in ogni caso, sta penalizzando ulteriormente il settore ludico con la chiusura della quale non si parla mai special modo per i risultati economici disastrosi, ma non si discute neppure dell’eventuale ripartenza. Cosa che, invece, è stata affrontata, discussa ed elaborata con altri settori economici ed i loro rappresentanti. Si fa sempre più sentita, quindi, la sensazione che aver inserito negli ultimi posti della “classifica delle riaperture” le attività di gioco e di scommessa non sia certamente una casualità, ma faccia parte di un dettagliato disegno dell’Esecutivo che con questo settore non ha “un rapporto né scorrevole, né di rispetto”: sopratutto un certo schieramento dell’attuale politica.

Ma, a questo punto, la politica dovrebbe fare i conti se non con il settore dei giochi con l’illegalità che si è trovata in mezzo a praterie sconfinate nelle quali scorrazzare a discapito di quelle imprese legali che sono costrette e rimanere chiuse, pur dovendo affrontare ugualmente tutti gli oneri aziendali che maturano nel tempo, nonostante la chiusura forzata e la mancanza di introiti: impegni che certamente l’illegalità non conosce affatto. Il disastro economico che sta vivendo il settore del gioco in conseguenza della chiusura sta diventando insostenibile: meraviglia pure che l’Esecutivo non si renda conto degli “ammanchi” che registreranno le sue casse erariali per questa prolungata serrata che più persiste più condizionerà le imprese di gioco a non poter più riaprire, consegnando così il territorio alla criminalità organizzata che già vi imperversa senza essere tanto ostacolata. I conti, invece, sa farli bene il gioco terrestre che è salvato per il momento, ma ancora non si sa per quanto tempo, dal gioco online che durante il lockdown ha avuto una sorta di “nuova vita” che è riuscita a sostenere quello terrestre nella sua chiusura.

Le organizzazioni criminali ci hanno messo ben poco a riprendersi il territorio che il gioco fisico ha lasciato scoperto: peraltro, questa situazione si stava già delineando ancor prima del Coronavirus a seguito delle vicissitudini che le attività di gioco erano costrette a sopportare a causa dei vari distanziometri, degli orari di accensione degli apparecchi e quant’altro sono riusciti a mettere in campo sia gli Enti Locali che le Regioni. Quindi, l’avanzamento dell’illegalità era già stato fonte di interessamento da parte del settore legale alle Autorità competenti. Ma anche allora il risultato è stato simile a quello odierno: latitanza assoluta dell’Esecutivo e continua emissione di nuove leggi per contrastare il percorso commerciale delle attività legali di gioco e di rappresentanza del prodotto di Stato. Tutto assurdo, incomprensibile, antieconomico e, sopratutto, pericoloso sia per i cittadini che per il territorio.

Oggi, quindi, dopo questo lungo lockdown e quando i cittadini ricominciano a circolare con più frequenza, quindi giocano online molto meno di prima, si trovano un mercato terrestre che non conoscono, ma appetibile dal punto di vista di offerte di gioco, si trovano anche punti dove possono effettuare scommesse, ovviamente illegali e quindi pericolose, e non trovano invece le postazioni legali alle quali erano soliti rivolgersi pre-Coronavirus: ma la voglia di divertimento e di gioco è tanta e, quindi, vanno a confrontarsi con questa realtà a rischio magari di non incassare neppure le eventuali vincite e di incontrare individui e personaggi che non trasmettono certamente “tranquillità” né intrattenimento. Evidentemente, all’Esecutivo non interessa neppure la salute dei propri cittadini perché si è certi che in questi punti di gioco, i noti CTD illegali, la sicurezza sanitaria ed i protocolli per tutelare la salute non sanno dove “abita” e di certo non vengono applicati: cosa che invece il gioco pubblico sarebbe in grado di offrire. Ma anche questo al Governo centrale non interessa?

Giugno 21, 2020: •
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