Consiglio di Stato: Altra pronuncia a favore del gioco

una pronuncia favorevole al gioco azzardo legale italiano da parte del consiglio di stato supremo

Non si può certo affermare che non sia di ampia soddisfazione per chi ama anche un poco il mondo del gioco d’azzardo e dei migliori siti di casino con slot, essere di fronte ad una qualsiasi pronuncia emessa da parte dei Giudici che sia orientata a favore delle attività di gioco che, in continuazione, si appellano all’ormai famoso “effetto espulsivo” discendente dalla Leggi Regionali che riescono sempre di più a complicare la vita del gioco pubblico, invece che regolamentarla.

Gioco che, con la massima sincerità, vorrebbe davvero riuscire a lavorare con serenità e, sopratutto, in forza delle proprie concessioni statali che dovrebbero consentire di svolgere al meglio il loro compito di “Riserve di Stato” e così rappresentare la legalità dei prodotti e la sicurezza sul territorio in ambito ludico.

Ma ormai, anche chi segue soltanto in parte le problematiche dei giochi, sa che questo non accade da tanto tempo ed è anche a conoscenza che gli addetti ai lavori del gioco non hanno davvero mai pace, assolutamente.

Le “colpevoli” sono prima di tutto le Leggi Regionali, poi l’emergenza pandemica, ma anche la concorrenza più che sleale da parte del gioco illecito, rifiorito su tutto il territorio con forza e furbizia.

Tutte cose che, sicuramente, non trasmettono tranquillità.

Eppure, le Amministrazioni regionali non demordono e, purtroppo, in alcune realtà territoriali l’effetto espulsivo è una “certezza” che sicuramente non fa bene né al settore, né tanto meno ai suoi giocatori che si trovano a ricercare un punto di gioco aperto, sperando che non si imbattano invece, cosa abbastanza consueta, in una sala illegale pronta ad accoglierli a braccia aperte.

Oltre a tutti questi accadimenti, bisogna forzatamente aggiungere che il divieto totale della pubblicità si sta mettendo in mezzo ad una situazione già terribilmente scomoda ed impedisce, sopratutto ai giocatori in erba, di riuscire a ben comprendere se si stanno confrontando con un gioco legale oppure con uno che proprio non lo è.

Ed anche con tutte le conseguenze che possono derivare dal frequentare l’illegalità in relazione alla sicurezza dello stesso giocatore ed al pagamento delle vincite che troppo spesso e volentieri “salta”!

E nonostante tutti gli “allarmi” che il settore legale mette in campo, ancora esistono persone che si fanno coinvolgere dal gioco illegale, Con questo stato di cose, a dir poco pericoloso, “ci piace” sicuramente riferire di un’ultima pronuncia del Consiglio di Stato che si può “raccontare” così: Il Comune di Cattolica, in forza della Legge Regionale sul Gioco dell’Emilia Romagna ha imposto la chiusura di una sala Vlt situata nelle vicinanze di una Chiesa, ritenuto un cosiddetto luogo sensibile: il punto di gioco non rispettando la distanza dei 500 metri poteva essere obbligato ad abbassare le saracinesca.

Questa è la premessa alla quale il Consiglio di Stato ha risposto pronunciando che l’avverarsi dell’effetto espulsivo che il ricorrente aveva esposto doveva ritenersi una questione da accertarsi nella sede di merito. Ma i Giudici del CdS aggiungevano che nell’attesa del tempo indispensabile per espletare il giudizio di merito doveva senz’altro prevalere l’esigenza della continuazione dell’attività commerciale della sala video-lottery che, altrimenti, avrebbe subito un danno irreversibile.

Ed aggiunge chi scrive, visti anche i tempi lunghissimi della nostra Giustizia e dello svolgere dei vari procedimenti sia penali, che civili, che amministrativi. Così, dunque, secondo il parere del CdS l’esercizio di gioco era destinato a rimanere aperto ovviamente con buona pace del Comune di Cattolica che desiderava esattamente l’opposto.

Peraltro, come traspare nei “desideri” di tutti quegli Enti Locali che agiscono ancora oggi in forza di queste Leggi Regionali “capestro” che non lasciano spazio alla vita commerciale del gioco pubblico, volendo che di fatto venga bandito dal territorio, anche se questo ci sembra un pensiero decisamente esecrabile come si è più volte sottolineato nel nostro scrivere sull’argomento.

D’altra parte, si è anche a conoscenza che quel territorio si è decisamente schierato contro il mondo dei giochi sin dall’inizio, “nascondendosi” dietro il malcelato obbiettivo di contrastare il gioco problematico o compulsivo ed invece agendo direttamente contro il settore del gioco che, oltre tutto, proprio in quella realtà aveva dato occupazione a tantissime persone che in caso diverso si sarebbero trovate senza lavoro.

Ma, evidentemente, il problema occupazionale non sfiora minimamente la praticità di quella Amministrazione e della sua sfera politica che continuano a mostrare ostracismo nei confronti del mondo ludico, delle sue imprese e dei suoi operatori.

Invece, e per fortuna, alcune Regioni hanno fatto un piccolo passo indietro ed hanno deciso di mettere in stand-by le proprie leggi sul gioco in attesa che compaia all’orizzonte la Legge Delega che accompagnerà il riordino nazionale dell’intero settore del gioco. Riforma che metterà fine a tutte quelle “normative sovrapposte” che hanno creato una situazione di aperto disagio per il gioco legale, favorendo purtroppo la rinascita del gioco illegale.

Chissà se questa criticità è stata ben soppesata da quei territori che non demordono e continuano a lottare contro il gioco legale ed anche contro tutto quello che rappresenta: la legalità del gioco e la sicurezza dei giocatori. Qualcuno sembra dimenticarsi di tutto ciò e questo decisamente “non ci piace” proprio!

Ma per ritornare alla pronuncia dei Giudici del Consiglio di Stato si vuole sottolineare che secondo gli stessi l’appellante aveva senza dubbio interesse a conoscere la decisione nel merito della controversia poiché l’operatore ricorrente aveva avviato lo spostamento della propria attività, cosa economicamente impegnativa e scomoda per la clientela in capo alla “prima sala Vlt”, soltanto per ottemperare a quanto imposto dal Comune in forza della Legge Regionale sul gioco dell’Emilia Romagna e non sicuramente trovandosi “d’accordo” né tanto meno accettando passivamente quanto imposto.

Inutile sottolineare che a parere del ricorrente tale imposizione era totalmente espulsiva in relazione alla propria attività, ma aveva rispettato l’ordinanza di chiusura pur non condividendone i termini nel modo più assoluto.

Ai Giudici di merito, quindi, “l’ardua sentenza” ed in mano a loro l’interpretazione dell’effetto espulsivo che tutte le attività commerciali di quella realtà sono “costrette” a subire.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 12 Maggio 2022 ore 11:55
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