Finalmente il Piemonte apre al gioco d’azzardo legale

apertura del piemonte al gioco azzardo

Sembra davvero impossibile che vi sia un’apertura verso il mondo del gioco e dei casino migliori italiani proprio da parte della regione Piemonte che da anni “rema contro tutto ciò che rappresenta il gioco d’azzardo”: oggi, invece, inaspettatamente apre ad una riduzione dell’IRAP alle imprese che assumono nuovi lavoratori, comprese quelle del gioco. Ma allora è proprio vero che gli approcci nei confronti del settore ludico cominciano ad essere molteplici e quando vengono dalle istituzioni sono ancora più inaspettati ed ovviamente ben accetti! Non ci si voleva credere al “sì” della Commissione Bilancio piemontese alla delibera della Giunta in questo senso: infatti, come si sa, quel territorio è da sempre ostile a tutto ciò che ruota attorno al gioco d’azzardo, arrivando persino ad emettere norme talmente restrittive nei confronti delle sue imprese che talune sono state costrette a chiudere i battenti ed a sentirsi escluse dal territorio di competenza, pur essendo imprese assolutamente legali e rappresentando lo Stato a mezzo di concessione.

Quindi, ci voleva proprio la pandemìa per far smuovere “le coscienze” istituzionali piemontesi ed aprire anche al settore del gioco le agevolazioni che vengono messe in atto per risollevare l’economia di quel territorio e non creare altre problematiche relative all’occupazione, qualora le aziende dovessero disgraziatamente essere costrette a chiudere i battenti. A chi scrive naturalmente sembra una decisione saggia, anzi forse più che saggia equa, poiché ci si batte da tempo nell’affermare che il settore del gioco è uguale a qualsiasi altro settore di servizi: ma argomento che più di una volta è risultato inascoltato da qualsivoglia interlocutore. Il mondo dei giochi in alcuni territori è riconosciuto come un “nemico” dello Stato, del sociale, dell’economia e mai cosa può risultare più sbagliata. Oltre tutto, la presenza del gioco legale sul territorio evita l’espandersi dell’illegalità che da sempre viene gestita dalla criminalità organizzata e che, indubbiamente, non porta tranquillità sul territorio.

Quindi, la decisione della Giunta del Piemonte di applicare la riduzione dello 0,92% dell’IRAP per le aziende che da fuori regione si insediano in quella realtà territoriale, per le aziende di nuova costituzione, nonché per le imprese che assumono personale sia a tempo indeterminato che lavoratori stagionali, oppure ancora per le aziende che stabilizzino contratti a tempo determinato, compreso il settore ludico, appare una piacevole novità per gli operatori del gioco che hanno intenzione di “investire in risorse umane” il loro futuro nel business del gioco e delle scommesse sportive. E di certo chi ha tutt’oggi con i tempi che corrono e con l’attuale situazione del gioco pubblico questo “gran coraggio” è assolutamente da premiare anche se una riduzione delle tasse forse potrebbe rappresentare un premio piuttosto basso: ma, come si dice, “meglio poco che niente” per abusare come spesso ci accade di qualche vecchio proverbio. Meno male, inoltre, che la stessa Regione conferma che questa “scontistica sulle tasse” non è sicuramente una soluzione per i problemi economici delle aziende nei diversi settori.

Con questo piccolo favorevole approccio, si vuole soltanto indicare la direzione che la Regione intende intraprendere per favorire nuovi insediamenti aziendali e, sopratutto, anche per “dare una mano” all’occupazione, argomento di primaria importanza e non soltanto per il Piemonte. Non ci si deve dimenticare che tante aziende di quel territorio sono fallite e potrebbero essere oggetto di acquisto da parte di imprese collocate fuori Regione che andrebbero a rilevare tali rami d’azienda e garantirebbero posti di lavoro: evidente che anche tali operazioni dovrebbero rientrare in questo provvedimento di riduzione fiscale. “Ci piace” anche rilevare che qualcosa d’altro si sta muovendo nella maggioranza di Governo del Piemonte nei confronti del settore dei giochi e della roulette: si ha l’obbiettivo di togliere la retroattività della normativa vigente nel settore, esprimendo così la volontà di tutelare gli investimenti fatti nella legalità e non vi è dubbio che il gioco pubblico sia assolutamente legale.

Ma non è solo la regione Piemonte che si è resa protagonista di interventi a favore del settore dei giochi: qualcosa si sta davvero muovendo anche a livello generale: è stata accolta in Aula alla Camera la proposta di sostenere con un fondo gli operatori dell’intrattenimento, dei parchi, degli spettacoli circensi e coloro che hanno i giochi gonfiabili e che fanno parte del cosiddetto sano divertimento e che sono stati penalizzati da tanti mesi di chiusura. In effetti, il comparto dell’intrattenimento ha avuto risvolti economici negativi forse più di altri settori: forse proprio per questo oggi sembra giusto “tendere la mano” a questo segmento che è composto da tantissime piccole e medie aziende che fanno fatica a sopravvivere e che forse non riescono ad avere accesso alle risorse messe in campo dall’Esecutivo. E non sono le sole: infatti, ci sono ancora oggi tante difficoltà per accedere agli aiuti istituzionali che sono stati architettati in modo a volte estremamente complicato.

Si deve anche aggiungere che i mancati introiti delle imprese di gioco sono da attribuire maggiormente al lockdown, ma anche alle norme del distanziamento sociale che, alla riapertura, non consentono a questo specifico segmento del divertimento di mettere in atto le proprie attività in sicurezza. Infatti, la riduzione “forzata” del numero di visitatori in conseguenza appunto del distanziamento sociale non giustifica a volte neppure la riapertura delle imprese, mentre provoca inevitabilmente alcuni licenziamenti, purtroppo. Al momento dell’approvazione del Dl Agosto alla Camera, quindi, si è proposto un Ordine del Giorno che impegnerebbe il Governo, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, a sostenere gli operatori del settore degli spettacoli viaggianti, dei giochi gonfiabili, del settore circense, dei parchi di divertimento. La misura dell’intervento dovrebbe essere già inclusa nel citato Dl Agosto, laddove si parla di sostegno ai “lavoratori atipici”. Anche questo denota un’ulteriore apertura da parte delle istituzioni nei confronti del mondo dei giochi senza vincita in danaro, comparto che crea tanto intrattenimento per intere famiglie e che va indubbiamente aiutato dallo Stato centrale, visto che tutto il suo insieme è stato senz’altro messo a dura prova dall’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese e non solo il nostro.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 2 Novembre 2020 ore 16:00
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