Consiglio di Stato: Alcune pronunce contro il Gioco d’azzardo

brutte notizie per il gioco dal consiglio di stato

Si potrebbe senz’altro azzardare che le “cattive notizie” arrivano a colpire proprio quando non c’è bisogno e quando già la situazione è “traballante” come quella del mondo del gioco pubblico!

In questo momento sicuramente non c’era bisogno di doversi confrontare con nuove pronunce da parte del Consiglio di Stato che comprendono sentenze a favore dei Comuni che hanno imposto sui loro territori, con le rispettive Leggi Regionali “capestro”, limiti orari alle attività di gioco d’azzardo: e ciò anche se il tempo avrebbe dovuto insegnare che tali restrizioni si sono dimostrate negative anziché positive nei confronti del gioco problematico.

Ma evidentemente i Giudici del CdS non la pensano così e, quindi, non ci rimane che “raccontare” dove e come si metteranno in atto ulteriori ordinanze restrittive che faranno senz’altro rumore anche perché il gioco terrestre, dopo l’emergenza pandemica, non riesce a riprendersi economicamente ed avere altri “intralci” non sarebbe sicuramente positivo né aiuterebbe tali attività a rimettersi in piedi.

Ma ecco come si presenta la situazione dibattuta dal CdS nella zona di Treviglio, provincia di Bergamo, coinvolta in questa nuova serie di sentenze sfavorevoli al gioco pubblico che dovrà prenderne atto ed adeguarsi come si conviene a tutte le aziende che devono rispettare le Autorità e le loro autorevoli decisioni: ragione di più se le imprese, obbiettivi di queste pronunce, sono “Riserve di Stato” che rappresentano la legalità sul territorio e la sicurezza dei suoi cittadini.

Dunque, ora ci si trasferisce nelle realtà territoriali di Caravaggio, Pognano, Treviglio e Fara Gera d’Adda, come detto provincia di Bergamo: laddove il CdS accoglie tutti i ricorsi presentati dai Comuni per la riforma delle sentenze del TAR Lombardia che aveva annullato le ordinanze relative alla imposizione degli orari di accensione degli apparecchi da intrattenimento alle attività di gioco.

A questo punto si deve entrare nelle riflessioni del Consiglio di Stato che, prima di tutto, evidenzia che si devono considerare un insieme di interessi, sia privati che dei gestori delle sale da gioco e di scommesse sportive.

Serve guardare agli interessi della tutela dell’ordine pubblico, della sua quiete e della sua sicurezza: all’apertura delle sale da gioco ed alla loro collocazione in zone cittadine più o meno abitate può conseguire una possibile congestione del traffico locale ed una particolare confusione conseguente all’affollamento delle sale da gioco.

Nonché indiscutibilmente serve salvaguardare i cittadini dal gioco problematico che potrebbe derivare dalla troppa “esposizione” e “disposizione temporale” degli apparecchi di gioco. Considerato tutto ciò, e come detto anche gli interessi dei gestori di tali sale, il CdS “ritiene legittima l’ordinanza che stabilisce per le tipologie di gioco fasce orarie sino a quattro ore complessive di interruzione quotidiana di gioco”.

Ad abundantiam, si sottolinea che risulta “certamente indiscusso” il potere del Sindaco di adottare provvedimento studiati ed intesi a regolamentare gli orari delle sale da gioco e degli esercizi in cui sono installate le apparecchiature di gioco, slot machine, nonché il loro periodo di accensione.

Così come serve guardare ad un altro insegnamento della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale in relazione a queste ordinanze.

Il CdS sottolinea inoltre che l’ordinanza comunale di regolazione degli orari delle sale da gioco non si deve considerare priva di istruttoria e di motivazione solo perché il numero dei giocatori problematici non sia elevato, ma va considerato che nel periodo considerato esiste una particolare forte affluenza nelle sale giochi e questa situazione da sola induce il Sindaco ad attenzionarsi ed allarmarsi per la tutela della salute e giustifica proprio per questo l’adozione delle misure restrittive in relazione agli orari, come già esposto qualche riga più sopra.

Di fatto, sottolinea ulteriormente il CdS, la limitazione dell’orario ha come obbiettivo quello di contrastare il disturbo da gioco d’azzardo, fenomeno che spinge le persone a concentrare il proprio interesse sul gioco, compresi i siti di gioco legali ADM, in modo ossessivo mettendo a repentaglio i suoi rapporti familiari, sociali e professionali oltre che il proprio patrimonio.

Dunque, si ritiene proporzionata la scelta del Comune che con la sua ordinanza tende a bloccare il disperdersi di “patrimoni anche sociali”, importantissimi. In tale ordinanza, per chiudere ed a sostegno delle proprie pronunce, non si deve riscontrare alcuna mancanza di istruttoria e questo comporta sempre secondo il Collegio del CdS che gli interventi degli Enti Locali ed i loro appelli sono da ritenersi decisamente fondati.

Dunque, queste sono le ultime battaglie perse dal mondo dei giochi e del poker che continua a doversi confrontare con le Leggi Regionali “capestro” e con queste pronunce che non si possono ovviamente discutere.

Solo che, continuando di questo passo, e se non interviene veramente con estrema sollecitudine la Legge Delega sul Gioco il settore si ritroverà a dover chiudere tantissime imprese ed a licenziare tanti lavoratori che andranno a sommarsi a tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro a causa dell’emergenza pandemica che ha fatto veramente una strage di imprese ed in ogni settore.

Certamente, il mondo del gioco tra tutti gli altri comparti è quello che ha pagato un prezzo decisamente alto sia per la pandemìa che per il nuovo ripresentarsi di queste Leggi che erano pronte ad accogliere la ripresa delle attività di gioco per rientrare in funzione e chiudere ogni possibilità lavorativa e di recupero economico di tante “Riserve di Stato” che, pur essendo legali, sono sempre ostacolate con normative messe in campo dalle stesse istituzioni che più di vent’anni fa hanno legalizzato il gioco ed offerto ai cittadini il prodotto di Stato.

Sembra davvero incomprensibile che la vita delle attività di gioco sia messa in pericolo con una normativa che invece che facilitare il loro compito di rappresentanti della legalità non fa altro che destabilizzarne il loro percorso lavorativo.

Salvo però accorgersi del gioco soltanto quando ne riceve gli introiti che hanno da sempre rimpinguato le casse erariali: in quel momento, e purtroppo, soltanto in quello le istituzioni si accorgono del “loro gioco” e questo davvero “non ci piace” nel modo più assoluto!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 16 Ottobre 2022 ore 09:30
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