Con l’anno nuovo si ricercano soluzioni definitive per il Gioco

nuovo anno e nuove soluzioni per il gioco

La “storia” si ripete: ma, anno dopo anno, per il mondo del gioco d’azzardo, ed anche per quello di tutti i migliori siti di casino italiani, se ne riapre un altro uguale a quello precedente. Aumenti della tassazione, ritocchi al playout, nuove restrizioni ed attualmente non c’è all’orizzonte alcun riordino né riforma ancorchè anticipati dall’Esecutivo Giallo-Verde: forse, il gioco deve aspettare ancora affinché il Governo centrale adotti qualche soluzione che possa permettere alla sua “riserva di Stato” di poter lavorare, considerando che è detentore di una concessione per farlo, con un minimo di tranquillità che una qualsivoglia attività commerciale o di servizi richiede per portare a compito un obbiettivo positivo e redditizio per la propria impresa. Ma il 2018 si è chiuso in un marasma di notizie e di situazioni, senza ombra di dubbio, negative per i giochi, ivi compreso l’ultimo aumento della tassazione contemplato nella Manovra finanziaria per dare conto all’Europa del “nostro italico fare”.

Quindi, che dire, ci risiamo: anche il 2019 si riapre con i soliti vecchi problemi. Prima di tutto la “questione territoriale” che si trascina in attesa del riordino, oppure di una riforma nazionale, mentre ancora una volta ci si trova a confrontarsi con un ulteriore aumento della tassazione: unica soddisfazione è che questa volta l’aumento viene applicato e proposto “nei confronti” di tutto il mondo dei giochi. Ma una variante c’è da parte del Governo del Cambiamento: almeno questa volta ha pensato ad una riduzione del playout, cosa però già vista quando i vari Esecutivi, sempre per fare cassa, aumentavano le imposte abbassando le vincite minime delle apparecchiature da intrattenimento dal 75% delle giocate al 74% e ciò è già in essere da qualche anno. Percentuale addirittura abbassata ad un 70%, sino ad arrivare a quella attuale del 68%: ma andando a toccare “persino” le Vlt apparecchi che erano passati indenni dai vari aumenti, segmento dove le vincite scendono dall’85% all’84%.

Ma si spera che tutto questo “andirivieni di percentuali” non faccia perdere interesse per l’offerta del gioco pubblico: le probabilità di vincita, sempre con meno attrattiva, rischiano veramente di condizionare i giocatori, mentre per quello che riguarda gli imprenditori del gioco rimasti al loro posto, l’offerta di gioco risulta sempre meno gradita visti i margini ridotti ormai all’osso ed i cassetti che alla chiusura “piangono incassi che tardano a palesarsi” con una certa continuità. Ma quello che ha ancora (e sempre di più) interesse per il gioco sembra proprio lo Stato e proprio questo Esecutivo Giallo-Verde che aveva enunciato proclami roboanti “anti azzardo” e che, oggi, si ritrova invece a “dover ricorrere alle risorse del gioco pubblico”, mettendole nero su bianco per “far quadrare la Manovra” e consentire a Bruxelles di guardare l’italico potere politico con occhio “leggermente più benevolo”.

Senza dimenticare che sempre lo stesso Esecutivo ha messo in campo, visto che il gioco è immorale, altre due Lotterie nazionali, cosa che non succedeva da tantissimo tempo: quella dei corrispettivi a decorrere dal 2020 e quella “filantropica” della quale si conosce ancora molto poco con l’aggiunta, persino, di un “restauro del Totocalcio” che attualmente sta transitando nel “dimenticatoio” dei giocatori. E pensare che un tempo la schedina ci faceva sognare… ora, invece, sembra quasi un intralcio od un ramo secco da staccare o da far rifiorire in altro modo, attualizzandolo con il momento storico del gioco in modo tale che anch’esso possa produrre altre nuove e più che preziose risorse. Certo questi particolari programmi sul gioco pubblico sembrano un azzardo vero e proprio dell’Esecutivo!

Infatti, si permette che viva ancora la “questione territoriale”: non si cerca di risolverla in alcun modo, consentendo altresì alle Regioni ed ai Comuni di continuare ad emettere elenchi interminabili di luoghi sensibili ed estendere le fasce orarie di spegnimento degli apparecchi di gioco, mentre però si ricerca un impegno ulteriore a livello finanziario da parte dell’industria del gioco e delle sue imprese, continuando ad aumentarne la tassazione. Più azzardo di così: le cifre inserite nella manovra sembrano proprio “delle scommesse e pure impegnative”. Bisogna indubbiamente tenere presente che tutta questa situazione che si è creata intorno al settore ludico sta facendo scomparire l’offerta legale dall’italico territorio, a volte proprio a causa di norme locali “raffazzonate” e mettendo l’offerta statale nella condizione di non essere più attraente e coinvolgente.

Purtroppo, questo “gioca” a tutto favore dell’offerta illecita che come ben si comprende non deve confrontarsi né con distanziometri, né con fasce orarie di accensione, né con pagamento di alcuna tassazione, né per finire con collegamenti alla rete nazionale: l’offerta illegale è lì pronta a raccogliere i cocci del gioco pubblico che piano piano si sta “spegnendo di morte naturale”, proponendo giochi alternativi, illeciti o border-line, come si è soliti chiamarli, che sono estranei a qualsiasi divieto, mentre le norme in essere vanno a penalizzare soltanto il gioco di Stato, particolarmente quello delle apparecchiature da intrattenimento. É indubbio, a questo punto, che la criminalità ringrazia lo stesso Stato e si dichiara assolutamente pronta a tornare in possesso del proprio mercato che gli era stato sottratto più di un decennio fa.

Ma un dato di fatto importante che deve farsi risalire all’abilità di questo Esecutivo Giallo-Verde è che, sicuramente, lo stesso “sa di aver rischiato con il gioco”, inserendo le risorse in manovra, ma si crede che sia già pronto a comunicare, qualora le stesse non si concretizzassero, che il “buco in bilancio che si rappresenterà” significa in concreto che vi sono state meno giocate e, quindi, meno quattrini spesi dall’italico popolo nell’azzardo. E si dichiarerà che questo, in effetti, è senza dubbio una cosa positiva “ottenuta a mezzo dei divieti che il Governo attuale” ha messo in campo e che consente di fare anche alle sue istituzioni decentralizzate. Si può dire che la comunicazione è un’arma vincente per questo Esecutivo che, in ogni caso, gli consente di mantenere un larghissimo consenso anche di fronte a scelte decisamente impopolari.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Gennaio 2019 ore 12:00
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