Riordino del gioco: Già discussioni sul nascere

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Non c’è proprio più nulla da aggiungere! L’argomento del riordino nazionale del gioco e dei casino online top fa discutere ancor prima di essere almeno “pensato seriamente” e nonostante ADM abbia avanzato l’ipotesi che in tale nuovo strumento di regolamentazione del settore ludico si dovrebbe inserire anche la compartecipazione al gettito erariale proveniente dallo stesso gioco a favore dei Comuni. Ciò sembrava poter essere di interesse poiché le varie Amministrazioni avevano spesso sottolineato che erano loro che si prendevano carico delle spese conseguenti alle derive provocate dal Disturbo da Gioco d’Azzardo, mentre tutte le risorse venivano “ingurgitate” dalle casse dell’Erario, ben contente ovviamente di questo. Ma neppure questo argomento è riuscito ad avere un parere globale favorevole e vi sono state Regioni che si sono dichiarate addirittura contrarie a queste idea di certo “abbastanza controcorrente” di ADM: fino ad oggi, infatti, non si era presa mai in considerazione una simile destinazione delle risorse! Obbiettivamente non si sa più cosa pensare…

Qualunque cosa si sottoponga per il mondo ludico non si riesce a trovare una globalità “di intenti”: c’è sempre chi si dimostra ostile per qualsivoglia proposta anche se all’apparenza può sembrare allettante. In ogni caso, e qualsiasi siano le idee dei vari Amministratori, il riordino nazionale del gioco pubblico “s’ha da fare” e non è assolutamente più cosa rinviabile. Se ne parla effettivamente da così tanto tempo da parte di tutti, sia da parte di tutta l’industria, della politica transitando anche dal parere del sottosegretario con delega ai giochi d’azzardo Claudio Durigon che ne ha caldeggiato più volte la necessità e per finire anche dal DG dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, “reo” della nuova idea nel tutto nuova di compartecipazione dei Comuni al gettito derivante dagli stessi giochi. E posto anche che un ruolo importante nella riforma del gioco investirà proprio ADM come da chiamata in causa da parte del MEF per “fornire il supporto tecnico necessario al Governo per la regolamentazione del settore dei giochi”.

Oggi, alle riaperture delle diverse attività quelle del gioco e delle scommesse, dopo un lunghissimo periodo di chiusura da attribuirsi alla pandemìa ed alle restrizioni che quest’ultima ha dettato, si sono trovate di nuovo a confrontarsi con le vecchie Leggi Regionali “capestro” che su alcuni territori sono diventate ingestibili persino dagli stessi loro creatori. Probabilmente, ADM nel sottoporre una contropartita economica alle Amministrazioni ha pensato inconsciamente, o forse no, di “agevolare” i passi indietro che i territori avrebbero dovuto affrontare per abrogare le Leggi Regionali sul Gioco: ed è esattamente a questo punto che “ci piace” anche conoscere le reazioni di alcune Amministrazioni locali in relazione a questa proposta di compartecipazione, che tra l’altro a chi scrive non sembra davvero male come idea, poiché in realtà sono proprio i territori che si accollano tutte le spese sanitarie, di sostegno e di prevenzione per contrastare il gioco problematico.

Cosa che, però, hanno dovuto affrontare anche per sostenere le campagne contro il fumo, l’alcool e la droga che non hanno di certo avuto una risonanza così ridondante come quelle effettuate nei confronti del gioco, ma campagne che purtroppo si fanno tuttora contro il gioco d’azzardo legale e sicuro. Ora, per sentire il polso delle varie Amministrazioni si vuole partire dal parere di Roma Capitale ed anche del responsabile dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico per l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani. Roma Capitale parte già con una certa negatività nei confronti del riordino che potrebbe, ma questo ci sembra proprio il suo scopo, “mangiarsi“ tante leggi Regionali per le quali si sono spesi tantissimo tempo e notevoli energie. Mentre la positività del riordino è che sarebbe finalmente una normativa unitaria e, quindi, su tutto il territorio nazionale: visto e considerato che ad oggi le varie Leggi indicano distanziometri di diversa metratura e rendono, in ogni caso, la disciplina difficile da applicarsi sui diversi territori.

D’altra parte, però, Roma Capitale si è sempre dichiarata contraria a percepire risorse proveniente dal gioco d’azzardo, poker online compreso, anche se questo potrà venire razionalizzato poiché su quel territorio si crede fermamente che le entrate dello Stato non debbano originarsi tramite l’azzardo, cosa che si ritiene eticamente scorretta. Il pensiero, comunque, conclusivo di Roma Capitale si racchiude nel principio che lo Stato combatte la patologia del gioco problematico ma poi vi lucra sopra addirittura con l’estensione degli introiti agli Enti Locali. Pare propria una contraddizione in termini, mentre lo Stato dovrebbe valutare altre “fonti di reddito” come, per esempio una congrua ed equilibrata tassazione “ai mostri dell’e-commerce” che imperversano in rete ed in proporzione ai loro guadagni “non versano nulla come tasse allo Stato Italiano. Il parere dell’Osservatorio sul gioco patologico per ANCI, invece, guardandolo prima a grandi linee, è quello senz’altro di rivedere le Leggi Regionali e senz’altro dare maggiori risorse agli Enti Locali. Ma anche di quanto il riordino di tutto il gioco sia diventato non più rinviabile ed assolutamente indispensabile se si vuole far proseguire il settore commercialmente.

Ovviamente dovrebbe contenere le decisioni relative al rinnovo delle concessioni e, proprio per questo, si dovrebbe decidere per una delega al Governo. Sarebbe un Testo Unico sul gioco l’obbiettivo da raggiungere attraverso strategie espresse da tutti i protagonisti del settore, a partire dalle autonomie locali proprio per arrivare a raggiungere soluzioni per la maggior parte condivise. Una volta riordinata la materia a livello nazionale, è evidente che le Leggi Regionali andrebbero riviste ed adeguate facendo così un enorme passo avanti per quanto riguarda la Questione Territoriale. L’Osservatorio apprezza le idee proposte da ADM tra le quali quella del coinvolgimento economico per i territori che lo userebbero prima di tutto per campagne di prevenzione al gioco problematico che sembrano l’unico strumento valido per arginare le derive che, inutile nasconderlo, dallo stesso gioco possono discendere se non se ne ha una cultura approfondita e consapevole. E questo lavoro è evidente che dovrebbe essere sostenuto dagli introiti del gioco che verrebbero così suddivisi tra Governo centrale e istituzioni de-localizzate.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 27 Agosto 2021 ore 13:52
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