Commissione Europea: Serve subito un regolamento UE sul gioco

serve subito che la commissione europea lanci un regolamento per il gioco in ue

Tantissime volte ci si è dovuti confrontare con le dichiarazioni rilasciate dalla Commissione Europea in relazione alla regolamentazione del gioco d’azzardo e dei siti di gioco online: Commissione Europea che si è sempre trincerata dietro il principio di lasciare ad ogni Stato membro la facoltà di regolamentare il mondo dei giochi secondo quello che si riteneva più opportuno.

E suggerendo soltanto le famigerate “raccomandazioni” come accaduto, anche abbastanza recentemente, in relazione al divieto della pubblicità ai giochi imposta dal nostro Paese al settore ludico e che la stessa Commissione Europea non ha di certo condiviso esprimendosi, di fatto, nettamente al contrario.

Infatti, le già ricordate “raccomandazioni” sono state richiamate più di una volta e, comunque, suggerivano di non vietare la pubblicità ai giochi ed alle scommesse in quanto unico strumento per il giocatore per riuscire a comprendere facilmente la differenza tra gioco legale e quello che, invece, non lo è affatto.

E si sa come è andata a finire nel nostro Paese e, sopratutto, quali danni siano discesi da quel provvedimento studiato e messo in campo con una velocità inverosimile ma, sicuramente, divieto sul quale non si è ben riflettuto.

Tant’è che tutt’oggi si richiede da più parti, addirittura dalla politica, un piccolo passo indietro od anche una revisione del contenuto di questo Decreto Dignità che, per quel che riguarda il divieto totale della pubblicità, appare un tantino proibizionista.

Dunque, a questo punto dopo le esperienze acquisite dall’emergenza pandemica, dopo il rifiorire quasi ovunque in Europa dell’illegalità nel gioco e dopo l’esplosione del gioco d’azzardo online in tutti i suoi segmenti, forse sarebbe il caso che a livello europeo nascesse una sorta di regolamento europeo per gestire il tutto in modo uniforme per tutti gli Stati membri e per fare in modo che non continuino a piovere “ricorsi” alla Commissione Europea che chiedono di esprimere un parere relativo ai vari quesiti che vengono sottoposti a quella sede.

Insomma, si può dire che dal punto di vista normativo l’Europa avrebbe bisogno di un’espressione comunitaria per tutti gli Stati che ponga il gioco d’azzardo frequentato nelle diverse realtà territoriali, e con tutto il rispetto delle rispettive regole, sullo stesso livello sia per quanto riguarda gli operatori che per i giocatori che devono sempre essere super-tutelati.

Risulta del tutto evidente che negli ultimi anni il gioco d’azzardo abbia decisamente “preso il volo” in parecchi Paesi europei, compresa l’Italia che nel 2021 ha contato una crescita del 7,5% dei ricavi provenienti dal mondo del gioco: tale evoluzione, oltre ad essere positiva per l’economia delle diverse realtà, deve essere però valutata in modo negativo per una possibile crescita del disturbo da gioco d’azzardo e per la rinascita del gioco illegale.

Fenomeno che non ha toccato soltanto il nostro Paese, purtroppo, e la preoccupazione che tutto ciò ha destato sembra proprio essere quasi d’obbligo. A rinforzare il senso della giustezza di questi “pensieri” hanno contribuito le restrizioni che alcuni Paesi membri dell’Unione hanno messo in campo per limitare la crescita di questo innalzamento dell’uso del gioco, limitando in modo particolare le scommesse online, ma anche offline: restrizioni nate per proteggere i cittadini, ma anche per scendere in netto contrasto con la criminalità organizzata che purtroppo, come si ripete spesso da parte di chi scrive, nella storia ha sempre gestito più che bene e con estrema arguzia il gioco d’azzardo illecito.

Si può, comunque, sottolineare che le restrizioni più totali e proibizionistiche senza alcun dubbio le abbia messe in atto il nostro Paese, che è stato però seguito da altre realtà come Francia, Spagna e Germania che hanno adottato più o meno la stessa linea.

Magari con tempistiche diverse, ma dirette allo stesso scopo di limitare la pubblicità del gioco e del bingo online in alcuni precisi orari, oppure stabilendo anche dei requisiti ben chiari per potere ricevere la licenza per operare nel settore ludico, cosa che ha avuto come conseguenza quella di limitare i siti per le scommesse legali, ma purtroppo cosa che ha portato inevitabilmente ad un aumento del mercato illegale: e questo è di certo incontestabile.

Tuttavia, nonostante questa “movimentazione regolamentare” e nonostante siano sempre di più i Paesi che hanno iniziato ad adottare norme di divieto per la pubblicità, in questo momento non si sente ancora parlare di possibili leggi comunitarie: cosa che sarebbe probabilmente “ben accettata e condivisa”, anche se non v’è certezza di questo ed anche perché bisogna rendersi conto che il Parlamento Europeo ha riconosciuto le normative vigenti adottate in ogni singolo Paese.

Ma sono state riconosciute ovviamente purché si rispettino le regole previste dai Trattati dell’Unione Europea.

E qui, poi, ritorniamo al 2014, che è decisamente lontano per un settore come il gioco che viaggia alla velocità della luce, con le già ricordate raccomandazioni sulla protezione dei minori e la tutela dei giocatori d’azzardo online. Però, come già detto, sono “solo raccomandazioni” e tali rimangono: e potrebbero anche non essere seguite come, peraltro, fatto proprio dal nostro Paese con il già ricordato Decreto Dignità ed il divieto della pubblicità ai giochi, al poker online ed alle scommesse che quel provvedimento contiene.

Forse, oggi con l’evoluzione del gioco d’azzardo negli ultimi tempi, si sente la mancanza di leggi ben precise dettate dalla Commissione Europea altrimenti la gestione delle leggi da parte dei vari Paesi europei risulta sempre più difficoltosa.

Anche e sopratutto perché stabilire i confini del mondo di internet è praticamente impossibile ed in modo particolare perché l’accesso ai siti illegali, sopratutto quelli relativi alle scommesse e giochi da casinò sono accessibili semplicemente con un click e vengono rappresentati da offerte “ammiccanti e coinvolgenti”.

Ed è senza dubbio per questo che si pensa, anzi ci si augura perché lo si ritiene essenziale, che a breve possa accadere proprio un intervento della Commissione Europea che metta “tutte le cose a posto”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 22 Aprile 2022 ore 18:00
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