Commissione d’inchiesta sul gioco illegale: Il settore del gioco è a favore

commissione inchiesta sul gioco illegale trova in accordo tutto il settore legale del gioco italiano

Che il mondo dei giochi, casino online con slot machine compresi, si sia schierato a favore, sin dall’inizio, nei confronti della Commissione d’Inchiesta sul gioco illegale e sulle criticità di quello legale sembra ormai un dato acquisito e ciò potrebbe anche significare che il settore stia cercando “alleati” per portare avanti uno degli obbiettivi più importanti per il settore del gioco pubblico: il riordino dell’intero settore.

Così, visto che di tale provvedimento si continua soltanto a parlare, ma che in pratica non trova riscontro in un benché minimo movimento per arrivare all’obbiettivo fondamentale per la sopravvivenza del gioco, si lascia spazio ad AS.TRO, una delle più importanti associazioni di categoria sempre all’erta per gli interessi del mondo ludico, di chiedere aiuto alla Commissione per “smuovere” la politica in modo che venga spinta ad intervenire prima di arrivare ad un disastro totale del settore con la chiusura di ulteriore aziende e, purtroppo, con il licenziamento di altri lavoratori.

Il riordino nazionale del gioco, per chi ancora non lo sapesse, è indispensabile, improcrastinabile, e necessario per arrivare ad una trasparente regolamentazione di un settore potenzialmente indispensabile per la rinascita dell’economia globale del Paese.

D’altronde, il gioco d’azzardo pubblico da anni ha contribuito in modo tangibile a rimpinguare le casse erariali, impegno che di recente non può più rispettare sia per le Leggi Regionali che impediscono il normale corso commerciale delle attività di gioco, sia per le conseguenze della pandemìa e dopo un lockdown inverosimile che, inevitabilmente, ha portato il settore al “lumicino” economico e con tantissimi problemi e criticità che nessuno però vuole comprendere e, sopratutto, risolvere.

Ed è evidente che quando si sottolinea “che nessuno vuole comprendere” si vuole esemplificare un concetto indirizzato, senza ombra di dubbio, all’attuale Governo centrale.

Esecutivo che, nonostante le promesse e le intese intervenute durante il periodo emergenziale, non ha fatto ancora nulla per il riordino.

Proprio per questa continua latitanza, persino dopo le esternazioni del neo-sottosegretario Federico Freni che il riordino dei giochi e delle scommesse sarebbe stato un obbiettivo primario dell’attuale Esecutivo, l’Associazione AS.TRO si sente in dovere di richiedere un’audizione alla Commissione d’Inchiesta affinché si possa discutere sulla nota questione dei distanziometri e delle Leggi “capestro” che influiscono indiscutibilmente sulle varie attività commerciali.

Infatti, a queste ultime viene impedito, con le norme tuttora in essere, di avere un percorso economico soddisfacente, come di fatto avrebbero dovuto garantire le concessioni di gioco acquisite dagli operatori del settore e rilasciate dallo Stato.

Ma ciò non accade da tempo e, sinceramente, risulta strano che il Governo non intervenga e non abbia a cuore il destino delle “sue Riserve di Stato”.

E ciò, nonostante tante volte siano state sottoposte alle istituzioni, da parte del mondo dei giochi che si è presentato spesso unito “come un sol uomo”, le situazioni insostenibili che i punti di gioco e di poker sono costretti a subire ed a vivere commercialmente.

Quindi, AS.TRO, in rappresentanza della categoria degli operatori del gioco pubblico, dopo aver sottolineato ancora una volta quanto lo stesso settore dei giochi ritenga utile ed opportuna l’istituzione di tale Commissione d’inchiesta, che si spera possa offrire l’occasione per un esame parlamentare a 360° delle problematiche relative al gioco pubblico, sottopone alla stessa Commissione l’urgenza di affrontare le normative regionali in modo particolare dove si indicano i famigerati “distanziometri” da applicarsi ai cosiddetti luoghi sensibili il cui elenco dettagliato in tante realtà territoriali non ha veramente più fine.

Ed in alcuni casi, le norme regionali prevedono addirittura l’applicazione retroattiva delle stesse norme: proprio per questo in determinati territori il gioco terrestre si trova quasi nella impossibilità di lavorare e nell’imminenza di scadenze al di là delle quali alcune attività già esistenti al momento dell’entrata in vigore di queste Leggi “capestro” saranno, inevitabilmente, destinate a chiudere i battenti, purtroppo.

Questo significa, in pratica la completa espulsione dal territorio delle attività legali e sicure di gioco, con la conseguenza di lasciare il territorio desolatamente vuoto di legalità ed assolutamente in piena disponibilità del gioco illecito e di tutto ciò che di illegale vi ruota attorno.

Proprio a sostegno di queste “espulsioni”, AS.TRO per esemplificare la situazione si riferisce alla Legge della Regione Marche dove “quasi tutte le attività preesistenti all’emanazione della Legge sul Gioco n.3/2017 dovranno chiudere a partire dal 1° dicembre 2021”.

Ovviamente, si possono immaginare le conseguenze sia sul piano economico che occupazionale, ma anche per la tutela della legalità verrà assolutamente a mancare. AS.TRO per sottolineare l’importanza di un incontro con la Commissione d’Inchiesta spera che quest’ultima possa caldeggiare il coinvolgimento anche delle associazioni di categoria in vista della riforma per il riordino dell’intero comparto del gioco pubblico e dei casino mobile con applicazioni.

Tutto ciò poiché si dovrebbe considerare che le associazioni ormai accompagnano l’industria del gioco da anni nella sua battaglia con la normativa oggi in vigore e conoscono perfettamente le condizioni nelle quali queste normative costringono a vivere le attività commerciali ludiche e quante difficoltà incontrino quotidianamente per poter svolgere il proprio lavoro.

E tutto questo lasciando perdere il risvolto del degrado economico da attribuirsi all’emergenza pandemica che sicuramente ha apportato danni più che rilevanti a tutta la filiera ed ai suoi occupanti.

Quindi AS.TRO mette a disposizione della Commissione i suoi esperti, la documentazione ed i dati che sono in suo possesso supponendo che questi documenti siano di straordinaria importanza e che debbano essere valutati in un incontro che potrebbe risultare estremamente proficuo per l’intero comparto del gioco. Sono innumerevoli le criticità da affrontare prima della stesura del riordino: tante sono semplici da risolvere, tante altre invece risultano essere complesse perché “parecchio datate” e si farà più fatica ad affrontarle e risolverle.

Ma con i dati raccolti dalle associazioni che divergono anche in modo pesante con quelli che sono stati presentati dalle Amministrazioni Regionali per far valere le loro “Leggi sul Gioco”, si potrà avere un quadro davvero realistico del gioco pubblico, bingo online compreso, e delle derive che lo stesso può provocare se non approcciato con consapevolezza e responsabilità.

Significativi sono senza dubbio i “passi indietro” che proprio le stesse Regioni stanno facendo in relazione a queste “Leggi”: non riescono più a gestirle.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 14 Novembre 2021 ore 18:00
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