I cattivi pensieri sul gioco d’azzardo sono duri a morire

ancora cattivi pensieri e pregiudizi sul gioco azzardo legale italiano

Si era già potuto constatare nei giorni scorsi che un Osservatorio per il contrasto alle dipendenze avrebbe stilato un rapporto e sottoposto delle raccomandazioni per rendere l’accesso al gioco ed ai casino migliori ancora più restrittivo, poiché i suoi punti dovevano considerarsi a rischio per l’avanzamento del virus dato che in quelle location risulterebbe difficile un congruo distanziamento ed anche l’uso delle mascherine potrebbe essere “limitato” quando si vanno a somministrare bevande oppure quando si consente di fumare. La conseguenza di questo disquisire è che dopo soltanto qualche settimana di ripartenza già si sentono “venti di guerra” nei confronti delle attività ludiche e dei suoi operatori che faticosamente stanno annaspando per restare a galla in una ripresa tendenzialmente positiva, ma non in tutti i settori. E se tutto ciò non bastasse, cominciano ad essere sempre più frequenti le voci secondo le quali il gioco pubblico sarebbe nuovamente nel mirino ed a rischio di chiusura le sue attività.

Quindi, non solo raccomandazioni pervenute al Ministero della Salute, ma anche “altro” che spinge di nuovo ad una ulteriore chiusura del gioco legale anche se non si riesce a comprendere, tra le righe dell’elaborato dell’Osservatorio se si vorrebbero chiudere le attività ludiche perché spingono al gioco d’azzardo problematico o perché nelle stesse c’è rischio di nascita di focolai per il propagarsi del virus. Ma entrambe le cose, per chi ama il mondo dei giochi, non sono sostenute da dati “credibili”: anzi, si è detto da più parti che si è ritenuto giusto sia socialmente, sia per il territorio che, infine, per le stesse imprese di gioco legali riaprire i battenti per contrastare la rinascita del gioco illegale che in questa incertezza tra riaperture temporanee, chiusura definitiva, e riapertura apparentemente definitiva “ci ha sguazzato come un delfino in mare aperto”. La tematica “discussa in questo strano quando inappropriato ed inopportuno report” porta alla consueta confusione che anche in pandemìa risulta tipica nel nostro Paese.

In modo particolare quando si parla del mondo dei giochi, offuscato da sempre da troppi pregiudizi e da tantissimi interessi. Ma dopo le esperienze negative che la chiusura del gioco legale e sicuro ha portato per l’italico Stivale si spera che il Governo centrale risponda, magari, con la messa in campo del tanto agognato riordino nazionale dell’intero settore che metterebbe fine a tante “inquietudini”. Ci si domanda, in ogni caso, il perché tale studio dell’Osservatorio arrivi proprio in questo momento, quando persino le Regioni “spingono” per la riapertura del gioco pubblico, fanno addirittura passi indietro in relazione alle loro Leggi “capestro” sul gioco, dando così respiro all’intero settore per evitare all’industria del gioco un tremendo tracollo economico ed un aggravamento della questione occupazionale che già si sta facendo sentire a causa dell’emergenza pandemica. Emergenza sanitaria in primis, tramutatasi purtroppo con i mesi successivi in emergenza economica che ha costretto tantissime imprese a chiudere definitivamente i battenti non essendo riuscite a fronteggiare un fermo commerciale per così tanti mesi.

E questo discorso di certo non vale soltanto per il settore del gioco e delle scommesse sportive ma anche per altre attività ritenute “non essenziali” e chiuse a volte indiscriminatamente. Purtroppo, è bastato un vago ritorno alla quasi normalità per “agitare” i detrattori del gioco che a volte fanno parte dell’opinione pubblica ma ancor peggio quando si nascondono nella politica. La riapertura del gioco pubblico non è piaciuta e non piace a questa categoria di oppositori che così ricominciano con le vecchie cattive abitudini di demonizzare il mondo ludico e chi vi partecipa: non ha importanza che un settore di importanza economica ed occupazionale si stia disperatamente attaccando al proprio futuro commerciale. Infatti, il gioco pubblico alla ripartenza si trova con tanta voglia di recuperare la propria utenza “indebitamente” sottratta durante il lookdown dal gioco illecito e sta cercando di rimettere in sesto le proprie attività. E questo perché il periodo pandemico ha stravolto qualsiasi progetto o previsione nel business del gioco, e non solo, ed ha indiscutibilmente annientato qualsiasi tipo di scorta economica.

Il gioco si ritrova nella già difficile riapertura, con il “ricorso ai vecchi ipocriti e demagogici pensieri” contrari a tutto ciò che gira attorno al settore e si ritrova a confrontarsi, quindi, non solo con le Leggi Regionali che già sono un scoglio difficile da doppiare, ma con i soliti atavici attacchi da parte di coloro che generalmente appartengono al Terzo Settore, dunque di fronte ai soliti detrattori che non possono fare a meno di infierire sempre e comunque contro l’industria del gioco e dei casino per cellulare, seguendo un loro percorso di distruzione del settore ludico. E così il gioco ne fa come sempre le spese e si ritrova a lottare la “sua perenne battaglia senza fine per poter sopravvivere”: ma oggi, purtroppo, oltre alle Leggi Regionali “capestro” già indicate, oltre alle campagne denigratorie, oltre al mercato che non è dei migliori, il gioco si trova messo in discussione da un problema rilevato nel settore dall’Osservatorio per il contrasto alla dipendenza che ha puntato il dito contro le attività di gioco.

Suggerimenti e raccomandazioni da mettere in campo a mezzo di urgenti misure restrittive proprio per queste attività legali, oltre tutto rappresentanti dello Stato, nonché il suggerimento di “un’adeguata e rinnovata regolazione di tutta la gamma dei giochi e dei casino bonus”. Consigli, peraltro, non richiesti basati su non meglio precisate analisi effettuate: onestamente il mondo dei giochi si interpella sul perché proprio in una fase delicata come quella della riapertura delle varie attività sia uscito un simile rapporto non richiesto ed inaspettato. Di certo, il momento è difficile e non servirebbe altra carne sul fuoco per rendere la ripresa del cammino commerciale del gioco pubblico ancora più difficoltosa, visto che già esistono altre problematiche da affrontare. Evidentemente dà parecchia soddisfazione “battagliare” contro il gioco legale e si può soltanto sperare che le varie Amministrazioni vadano ad ignorare questa specie di “invito (sotto traccia) a sospendere” nuovamente le attività come suggerito dall’Osservatorio. Vedremo.

Data Pubblicazione: 7 Agosto 2021 ore 18:00

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