Casino terrestri italiani: Ripresa attesa per il 2021

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Risulta inevitabile che in questo periodo di emergenza che tutti hanno dovuto subire sulla propria pelle, cittadini ed imprese, oggi che appare vedersi una luce (come si dice) in fondo al tunnel, si facciano programmi per il futuro, per la ripresa della vita quotidiana e dell’economia, eventi che si stanno aspettando con tanta ansia ed anche con altrettanta preoccupazione. Non si sa come apparirà il mondo nel post-coronavirus ed ogni settore giustamente “guarda per sé” e cerca di fare programmi che non potranno essere precisi, proprio perché si ignora come si presenterà il mondo alla luce di questa esperienza condizionante per tutti ma anche tremendamente tragica per qualcuno. La situazione del mondo ludico e dei siti di casino, era pessima ancor prima della devastazione del tzunami Coronavirus e, quindi, si può ben comprendere quanto sarà difficile programmare un qualcosa che riesca a far ripartire il settore, seppur aiutato con qualche leggero intervento governativo che però non sarà sufficiente per una “rimessa in moto” di tutte le attività di gioco.

Tra le diverse attività non ci si può dimenticare dei Casinò tricolore, già toccati da una situazione economica al limite della sopravvivenza e con tantissime incertezze che contornano di fatto queste imponenti strutture di gioco. Attività che, forse, “pagano il prezzo” di avere gestioni troppo onerose e partecipazioni che richiedono costi troppo elevati per confrontarsi con le nuove forme di gioco che anche le persone più affezionate sembrano aver scelto. Scelte inevitabili che mettono quasi sullo stesso piano l’offerta dei Casinò con quelle delle sale da gioco terrestri per le quali segna un punto a favore la comodità di essere “vicine a casa”. Dall’altra si contrappone l’eleganza, la maestosità ed il fascino delle Case da Gioco che non possono essere eguagliate e che sono senza tempo. Ma, ormai, anche i visitatori dei Casinò sono cambiati: tutte quelle “doti” speciali che potevano far scegliere un Casinò invece che una sala da gioco terrestre sono diventate oggi “superate”. E senza contare ciò che offre il gioco online!

Ecco, quindi, che i pochi Casinò tricolore ancora funzionanti si devono confrontare con tutto ciò che recentemente ha toccato tutte le altre attività e si apprestano a fare i cosiddetti “quattro conti” per vedere cosa succederà alla ripresa. Programmarla anche “senza mezze misure” in modo che avvenga prima della fine di questo anno, sperando di chiudere quello in corso con perdite sufficientemente contenute in modo da poter ripartire alla “scalata alla ripresa definitiva entro l’anno prossimo”. Oggi, questo specifico comparto si deve mettere nelle condizioni di valutare le proprie esigenze attuali e le future prospettive: le Case da Gioco terrestri, ormai, sono chiuse dallo scorso 8 marzo ed è soltanto un mese ma sembra un’eternità, considerato che questa pandemìa ha pesato sui diversi settori in modo devastante e, sopratutto, come non si vedeva negli ultimi ottant’anni. Colpi pesantissimi da assorbire, sopratutto perché ha trovato tutti assolutamente impreparati, increduli, spiazzati ed impotenti ad affrontare una tale calamità che ha fatto persino vacillare la nostra sanità che è riuscita, comunque, a fronteggiare un evento molto subdolo.

Non era mai accaduto, “nella notte dei tempi”, che i Casinò venissero chiusi in contemporanea e quest’emergenza ha messo duramente alla prova, cosa che senz’altro intimorisce da un punto di vista economico e fa valutare che la ripresa sarà faticosa. Ma fa anche pensare che “andrà tutto bene” perché la capacità italiana di inventarsi una “via d’uscita alle tenebre economiche” che assillano le strutture di gioco consentirà di raggiungere il loro rilancio. Le Case da Gioco si riprenderanno, ripartendo con caparbietà per curare i propri interessi ed anche quelli dei propri dipendenti nonché delle comunità nella quali vengono ospitate e dove operano con volontà, nonostante quasi “tutto remi contro tutti” in questa situazione straordinaria che sta colpendo diversi settori ed, ovviamente, anche il gioco. Il Governo, al momento, sta facendo quello che può, e purtroppo anche con una certa confusione, ma il tutto non pare sufficiente, almeno sino ad oggi. Onestamente pare ci voglia una “cura” ben più pesante che coinvolga in modo più sostenuto l’Europa, come pare possa finalmente accadere.

Senza tale intervento non sarà possibile ripartire: e questo vale non solo per il nostro Paese, ma anche per tutti gli altri. Ma i “cieli” si sono alla fine schiariti in questi giorni anche se non del tutto. Dispiace, invece, constatare che quello che oggi viene fatto dal nostro Esecutivo, e domani cambiato in base alla consapevolezza che le decisioni prese non siano sufficienti, non fa altro che aggiungere incertezza a quella che già, purtroppo, è ben presente. Incertezza che si somma al fatto che il Governo non ha assunto misure specifiche per la salvaguardia delle Case da Gioco che da tempo vivono una situazione disagiata. La situazione d’emergenza porterà così altre problematiche ai Casinò: la ripresa sarà alquanto difficile perché si dovrà affrontare l’immensa difficoltà di riportare la clientela alla frequentazione delle splendide sale da gioco dei tre Casinò superstiti: Saint Vincent, Sanremo e Venezia.

Nei giocatori e nei visitatori persisterà, infatti, a lungo la paura di affrontare ambienti affollati, ma ci si dovrà anche confrontare con la riduzione della liquidità che inevitabilmente “regnerà sovrana” nel post-Coronavirus. I Casinò non potranno pensare agli introiti immediati, ma si dovranno concentrare probabilmente sulle prospettive a lungo termine, a quelle per il prossimo anno, diversificando le offerte, cercando di valorizzare al massimo le potenzialità delle strutture che rappresentano e, sopratutto, dovranno riconsiderare il rapporto di lavoro con i propri dipendenti. Infatti, questi ultimi dovranno dimostrare versatilità e duttilità nell’adeguarsi al momento che il mondo del gioco, e particolarmente quello delle Case da Gioco, stanno vivendo. Purtroppo, oggi, si deve tenere presente che questo ritorno alla normalità dovrà attendere il 2021 con una profonda presa di coscienza del comparto che dovrà essere più consapevole in tutti i suoi protagonisti.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Aprile 2020 ore 19:09
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