Banditi i giochi di carte per la sicurezza sanitaria

non sono piu permesse le partite di carte nei bar per ragioni di sicurezza sanitaria

Quando si parla di “gioco d’azzardo e nuovi casino slot”, pubblico e legale, inevitabilmente la mente ed i discorsi si proiettano verso i casinò games e le apparecchiature da intrattenimento (o più familiarmente chiamate slot) e non si pensa né ai “grattini” né al lotto e tanto meno ai giochi di carte.

Chissà perché, ma forse perché delle slot appunto si parla ad oltranza per le famose Leggi Regionali sul gioco che vogliono di fatto bandirle dai territori, estrometterle dai bar che le hanno “ospitate da sempre” e che sono le destinatarie preferite di coloro che le chiamano amorevolmente “immorali macchinette mangiasoldi” e che sembra appartengano alla categoria di “piaga del secolo”.

Quindi, i vecchi e cari giochi di carte, ed ovviamente quelle dal vivo, stanno di fronte ad un destino ineluttabile: quello di essere vietati nuovamente nei bar e nei locali pubblici.

Laddove, quindi, per tanto tempo hanno intrattenuto persone per passare il loro tempo divertendosi in sfide o tornei simpatici che non fanno sicuramente male a nessuno.

Altro destino quello dei giochi di carte come la briscola praticato nei Casinò, anche se anche lì hanno vita difficile e sottoposte a tanta normativa specifica.

D’altra parte, tale gioco è stato per mesi, durante l’emergenza pandemica contrassegnata dai vari lockdown, e poi anche alla ripartenza dello scorso mese di giugno, difficile da gestire poiché le carte sono state ritenute un veicolo di contagio piuttosto pericoloso.

Ecco perché in conseguenza della quarta ondata in corso tornano a farsi sentire i divieti di giocare a carte nei bar e nei locali pubblici: ma per ora in modo decisamente isolato perché ciò riguarda in modo ristretto il Comune di Puglianello, provincia di Benevento, ma questa ordinanza rischia di suscitare davvero “l’effetto domino”.

Per ora solo in quella realtà territoriale il Sindaco ha ritenuto di correre ai ripari a mezzo di un’ordinanza restrittiva per un importante espandersi dei contagi estremamente preoccupante che ha portato alla luce di tanti casi sui 1300 residenti: è ovvio che il Primo Cittadino non voglia correre ulteriori rischi.

Le Festività natalizie e quelle dell’ultimo dell’anno e di Capodanno avrebbero potuto far aumentare ulteriormente i contagi: da qui la necessità di bloccare qualsiasi attività “a rischio” e l’immissione delle vecchie restrizioni. Sindaco troppo apprensivo oppure Sindaco lungimirante?

Chi può dirlo! In ogni caso, vietati gli assembramenti nelle aree pubbliche, nei luoghi di culto, negli esercizi commerciali e nelle abitazioni e verrà vietato di giocare d’azzardo a carte nei bar del territorio.

Tale ultima attività è caratterizzata dal fatto che coinvolge molte persone ed in aggiunta in ambienti al chiuso, cosa che potrebbe davvero generare ulteriori focolai per la rinascita di nuove infezioni e proprio per questo il Sindaco ha richiamato i cittadini alla massima attenzione in modo particolare durante le festività ed anche in un momento dove la ripresa della rincorsa dell’epidemia sta consegnando dati che destano preoccupazione, sottolineando che il suo intervento è stato dettato dalla tutela sociale e sanitaria della sua cittadinanza.

Senza dimenticare che lo stesso Primo Cittadino aveva già annullato qualsiasi evento natalizio in città con l’obbiettivo di evitare ulteriori pericolosi assembramenti.

Diciamo che in quel di Puglianello è stata adottata senza ombra di dubbio la linea “dura” nei confronti della pandemìa, linea assolutamente condivisibile e di certo pregevole per quella realtà a rischio.

Ma per tornare al gioco delle carte, la scopa per pesempio, ed al suo divieto si deve anche tranquillizzare chi è abituato a questo gioco che con la sanificazione dei punti dove appunto si gioca a carte e la sanificazione anche di queste ultime, dei tavoli abbinando l’uso della mascherina, suggerita recentemente dal Governo in quella FFP2, mentre si gioca si potrebbe pensare di giocare tranquillamente.

Che poi gli assembramenti vadano senz’altro evitati il più possibile è un’altra verità, ma onestamente chi scrive non pensa che i giochi delle carte, se organizzati con tutti i protocolli di sicurezza, possano generare pazzeschi focolai, cosa che si poteva magari pensare all’inizio della pandemìa.

Infatti, allora nel maledetto 2020 proprio nei bar e durante le partite a carte in alcune città si erano creati alcuni focolai: però erano i primi giorni della pandemìa e si trattava di punti dove gli anziani non usavano le mascherine e neppure si usava la sanificazione delle mani e delle carte.

Tutto diverso da oggi, dove ormai tutti hanno compreso l’importanza dell’attenzione nell’applicare i protocolli suggeriti dal Governo centrale: la cittadinanza è perfettamente consapevole che questi suggerimenti dovranno essere seguiti ancora per un po’, quanto meno sino al termine dell’emergenza sanitaria slittato al mese di marzo 2022, Coronavirus e sue micidiali varianti permettendo.

Per il momento, dunque, la “sparizione dei giochi delle carte” come il poker è avvenuta soltanto in quella realtà: ma può essere che venga seguita ma da pochi altri territori. Dunque, che non si cada nel panico ma si continui ad applicare la massima attenzione ai movimenti, alle persone che si incontrano ed a muoversi sempre in ogni “colorazione territoriale” con la mascherina.

Può essere che in quella cittadina ci sia stato un “eccesso di zelo” da parte del suo Primo Cittadino, però la paura che si è passata nelle piccole realtà dove i cittadini sono stati colpiti in massa essendo comunità ristrette è senza dubbio tanta: quindi, la possibilità di ricaderci funge da monito e spinge ad essere forse eccessivi come in quell’ordinanza.

Ma la pandemìa ha travolto il nostro Paese dove ci sono state tante vittime e questo è un prezzo che lascia indiscutibilmente il segno nell’animo delle persone coinvolte nella lotta contro questo nemico invisibile così difficile da debellare anche con il vaccino.

Figuriamoci se non ci fosse stata la somministrazione sicura dei vaccini che tanto ha fatto discutere e non solo in Italia: infatti, anche in altre realtà esistono i no-vax che continuano nelle loro affermazioni di certo non scientifiche ma solo ideologiche.

Ma nei punti dove la vaccinazione non arriva, quanti sono purtroppo i morti? Mentre la gran parte della cittadinanza con grande rispetto del sociale ha provveduto a farlo, ad ottenere il Green Pass ed a circolare liberamente “con moderazione” ma quasi nella “normalità”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 14 Gennaio 2022 ore 18:00
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