Continuano le discussioni sui giochi di puro intrattenimento

problemi in vista per il settore dei giochi senza vincite in denaro

Anche i giochi di puro intrattenimento, non quindi i casino autorizzati italiani, continuano a far discutere, sopratutto le ticket redemption che da tempo sono nel mirino di precisione dei detrattori del gioco: che sia con vincita in danaro oppure di giochi di puro intrattenimento a loro poco importa, evidentemente. Sempre di gioco si tratta e non mancano gli argomenti per coloro che odiano questo settore seppur tali apparecchiature siano state create proprio per la fascia di età “giovani e giovanissimi”. Si arriva ad asserire, persino, che siano la via per spingere i giovani verso il gioco d’azzardo e tutte le derive che accompagnano il comparto ludico. E questo davvero non si può tollerare: proprio per eliminare questi pensieri il Consorzio FEE aveva fatto ricorso al TAR Emilia Romagna contro il divieto di utilizzo delle “ticket redemption incriminate” ai minori, divieto introdotto con una Legge Regionale del 2012 che aveva fatto veramente discutere. Ma la pronuncia dei Giudici di quel TAR, sicuramente, non ha rassicurato il Consorzio.

Infatti, il ricorso è stato rigettato con una motivazione dettagliata: le apparecchiature devono seguire la normativa regionale che è stata emessa per la tutela della salute dei minori e con la finalità di contrastare l’allargarsi del fenomeno della ludopatia che coinvolge in modo importante anche i minori. Detta legge prevede limitazioni ed obblighi per il loro uso che devono assolutamente essere rispettati dagli esercenti delle sale da gioco dove vengono offerte le stesse ticket redemption. I Giudici del TAR asseriscono che, senza dubbio, la delibera di cui si discute è proporzionata anche nel rispetto delle attività imprenditoriali e non è assolutamente lesiva del diritto di libero esercizio. Ciò poiché si richiede ai gestori del gioco un “minimo sacrificio”: soltanto esporre sugli apparecchi che erogano le ticket redemption i divieti previsti dalla normativa regionale.

Divieti che consistono nel controllo dell’età di chi vuole giocare ed anche di colui che ritira “il premio” derivante dall’accumulo delle suddette “ticket”. Che dire: per l’amusement e per gli operatori rappresenta una disfatta che non si aspettavano, ma purtroppo è accaduto e non è un bell’inizio della stagione estiva quando proprio le ticket redemtpion risultano essere gli apparecchi più richiesti dai più giovani special modo nelle sale da gioco sulle nostre spiagge. Questa sentenza, che così boccia il ricorso del Consorzio FEE, si può dire che rappresenti un fulmine a ciel sereno e mette un freno, ancora una volta, al gioco legale creato e messo in campo appositamente per i minorenni. E se la motivazione della pronuncia non risulta sufficiente a “distruggere” il ricorso del Consorzio FEE si presenta il “carico da 90”. Si chiarisce che l’esame di questo prodotto di gioco non si identifica nell’appartenenza o meno al gioco d’azzardo, ma nel fatto che il meccanismo della distribuzione dei tagliandi potrebbe generare, attraverso la raccolta di un certo numero di ticket, l’ambito ottenimento di un premio.

Questa è la motivazione che ha spinto il Legislatore regionale a temere che possa crearsi il pericolo di ludopatia. È proprio per evitare questo che è stato emesso il provvedimento che vieta l’uso delle ticket redemption esclusivamente ai minorenni la cui salute mentale è di assoluto interesse per lo stesso Legislatore che intende scongiurare il rischio di qualsiasi anche lontana forma di “dipendenza ludopatica”. Seguendo questo concetto, la Regione non poteva fare altro che deliberare misure restrittive per garantire i minori: e così si chiude il cerchio! Anzi no: esiste un’ulteriore precisazione relativamente alla pronunzia dei Giudici del TAR Emilia Romagna. Contestano quanto esposto in ricorso laddove si asserisce che le norme regionali sarebbero in contrasto con la Costituzione: gli stessi Giudici non si dichiarano d’accordo in quanto pare che nella disposizione presa in esame non appare alcuna sproporzionata limitazione delle attività svolte dagli operatori che utilizzano le apparecchiature con ticket redemption, né tanto meno viene imposta la loro chiusura.

Si prevede esclusivamente il divieto di uso di tali apparecchi ai minori: nulla di più e da questo non si può certo dedurre che vengano violate le norme costituzionali. Ed ancora si precisa che si ritiene manifestamente infondata la questione esposta dal Consorzio FEE relativamente alla legittimità costituzionale nell’applicazione di tale legge da parte del Legislatore Regionale in quanto alla stessa Regione sono attribuite competenze proprio in materia di contrasto al gioco problematico e compulsivo per la tutela della salute: parere anche espresso da parte della Corte Costituzionale in una sentenza del 2017. Adesso sono veramente concluse le argomentazioni del TAR Emilia Romagna arrivate “dritte come un pugno” all’amusement che non può che prenderne atto ed adeguarsi a quanto deciso, anche se si continua a ritenere che sia un parere sul quale il settore non si può trovare d’accordo. La pronuncia è questa e, di conseguenza i giovani di quel territorio si dovranno bene o male adeguare, anche se sicuramente non ne saranno felici e soddisfatti: ma è la pronuncia del TAR e va rispettata.

Per concludere queste righe che riguardano l’amusement cosa poter aggiungere: che il gioco non ha mai pace e che anche se certi apparecchi sono veramente stati studiati con l’obbiettivo di accontentare i desideri dei ragazzini non potranno essere usati per loro né per le loro piccole esigenze di giocatori in erba. Ma si rimane sempre dello stesso pensiero: come è possibile che si possa ritenere che le ticket, seppur accumulabili nel numero, possano essere portatori di ludopia? Si parla di oggetti di poca importanza e di valore più che minimo: forse si tratta con queste vincite soltanto di dimostrare che “siamo stati bravi a raggiungere quel piccolo premio”: cosa ci vede il Regolatore in questo? Gioco d’azzardo e scommesse sportive? Gioco compulsivo? Si pensa di essere ben lontani da tutto questo! Si sta parlando di piccoli giocatori felici di poter giocare con un apparecchio uguale a quello dei “grandi”: e, quindi, perché togliere loro un piccolo premio che denota esclusivamente la loro bravura? Non ci si arriva proprio alla contorsione che possano essere premi che “spingono” verso il gioco d’azzardo: si è persa proprio l’espressione di sano divertimento.

Pubblicazione: 17 Luglio 2021 ore 18:00

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