Anche in Basilicata si difende il gioco d’azzardo legale

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Non si contano più le volte, davvero, che si è dichiarato che il perbenismo ed il falso moralismo sono strumenti non certamente utili ad alcuno, laddove per perbenismo si intende quella falsa moralità difesa ad oltranza ed oltre qualsiasi normalità di concepire un lavoro, un’occupazione, un’impresa, un settore. E, sopratutto, laddove per concetto di base si va a pensare che quando si parla di gioco d’azzardo e di casino online italiani, autorizzato dallo Stato e quindi lecito, ci si deve vedere per forza qualcosa di poco chiaro, immorale od addirittura criminale: cominciando addirittura da “chi lo produce”, chi vi lavora sino ad arrivare a chi “lo usa”, additando tutti i protagonisti di questa sorta “di saga ludica” come persone negative e malintenzionate, per usare termini più leggeri di quelli che usa generalmente il nostro Esecutivo Giallo-Rosso. In modo particolare negli ultimi due anni dove il mondo del gioco pubblico viene additato in modo assolutamente “bieco e becero” ogni qualvolta se ne presenta l’occasione pubblica.

Tale atteggiamento, oltre tutto, diventa un modo corrente di additare questo preciso settore, nonostante la “rilevante e consistente” presenza di quest’ultimo a sostegno dell’economia del nostro Paese, abbia limitato a tutta la cittadinanza di pagare più tasse: a ciò ci hanno pensato proprio gli introiti provenienti dal settore dei giochi, seppur a mezzo di una assurda e sconsiderata tassazione che gli viene imposta in modo esasperato. Ma nonostante questo, la falsa moralità ed il perbenismo molto ben suggeriti ed anche “aizzati” da dichiarazioni sotto traccia anche, purtroppo, da parte dello Stato centrale, stanno avendo la meglio. Questo sino a quando, finalmente, l’opinione pubblica non si vorrà fermare un attimo a riflettere singolarmente davvero per rendersi conto di quale sia la realtà ludica, l’importanza delle sue imprese e la professionalità dei suoi operatori.

Bisogna che ognuno si faccia una idea propria di quello che rappresenta il gioco d’azzardo: ma appare arrivato anche il momento di riflettere su quello che succede con le derive che possono discendere non solo da questo settore, ma anche dall’alcol o dalla droga che sembrano, invece, divenute di “uso corrente” e che avrebbero necessità di ancora più luce sulle loro problematiche, sopratutto, viste le tante vittime che queste dipendenze provocano sulle strade. Ma l’Esecutivo ha voluto scegliere di fare la sua “personale crociata” contro il “suo” gioco pubblico e da questo obbiettivo non si schioda: risulta essere un po’ più morbido soltanto quando deve aumentarne la sua tassazione, ad oltranza. Allora sì che si dilunga a parlare di gioco pubblico! Fortunatamente, però, esistono anche istituzioni decentralizzate che riescono a farsi un approfondito esame di coscienza sino ad arrivare a tacciare, senza mezzi termini, coloro che inopinatamente si ergono a moralizzatori, ad oltranza, nei confronti del mondo del gioco.

In queste righe, si vuole parlare della regione Basilicata e della sua proposta di Legge sul Gioco proposta dalla maggioranza che è alquanto critica nei confronti di chi si scaglia contro il gioco pubblico: questa proposta è anche nata per tutelare l’occupazione del settore che è criticato fortemente dalla minoranza sia da parte dei Consiglieri del Movimento Cinque Stelle che da quelli di Italia Viva che ne hanno richiesto il ritiro. La maggioranza è certa che da parte di questi ultimi schieramenti vi siano degli eccessivi allarmismi che paventano un’assoluta certezza dei “misfatti” che verranno messi in atto dal gioco d’azzardo. Si fa riferimento ad alcuni dati resi noti dalla Cgil, sindacato serio e molto presente sul territorio, che evidenziano che nel 2018 in Basilicata si sono spesi più di 500milioni per il gioco ed è un dato “importante” del quale tenere assolutamente conto, ma che nessuno vuole offuscare. Il fenomeno del gioco e delle scommesse tocca tutti i territori, ma continuando a demonizzarlo si sta ottenendo l’effetto contrario.

E non solo questo: si ottiene, infatti, che il cittadino-giocatore rischi di incontrare sul territorio il gioco illecito che lo mette a repentaglio, senza mezze misure, di incontrare inconvenienti ancora peggiori di quello che può fare il gioco pubblico lecito, e che tutela giocatori e territorio. Senza dubbio, questo fenomeno non va ignorato né sottovalutato e si ritiene che su quel territorio sia da premiare assolutamente l’operato di alcune associazioni che mettono in campo sforzi e forze per far responsabilizzare al gioco i soggetti che si vogliono intrattenere con tale divertimento. Ma in ogni caso, su quel territorio si ribadisce che “nessuno si può ergere a moralizzatore arrivando a priori a conclusioni precostituite”: si sono volute virgolettare le parole espresse in quel contesto proprio per sottolineare quanta correttezza si dovrebbe esprimere da parte di tutta la politica, ed anche in generale, quando non si vogliono esasperare gli animi, fingendo di leggere quale sia il futuro catastrofico del gioco se lo si segue, a prescindere.

Invece, bisognerebbe essere orgogliosi che in una Regione “piccola rispetto alle altre consorelle” sia presa con tanta attenzione la situazione del fenomeno del gioco, che si pensi di regolarizzarla con norme che sicuramente vanno a tutelare i cittadini ed il territorio, ma anche quelle imprese che hanno tutto il diritto di esercitare la loro attività, seppur si tratti di impresa ludica si potrebbe dire da qualcuno! L’occupazione dei dipendenti che, in ogni caso, il settore dei giochi “produce” è importante: sopratutto in un territorio dove si sa che questa problematica è sentita, come e forse maggiormente che in un territorio più vasto. In conseguenza, è ancora più da considerare l’atteggiamento di serietà e di rispetto per un mondo che può sembrare effimero ai benpensanti e moralisti, ma che comunque è un settore che ci mette impegno, creatività, forza finanziaria e speranza che un business di Stato possa essere positivo nel presente e nel futuro. Sino ad ora, è stato così su tutto l’italico territorio: il gioco pubblico ha dato immense possibilità di lavoro. Se non si deve o si può tenere presente tutto questo, cosa rimane di più da aggiungere per difendere questo benedetto settore?

Data Pubblicazione: 20 Febbraio 2020 ore 16:00

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